POLITICA

Discarica Bussi, Tocco chiede faccia a faccia con responsabili Aca, Arta e Asl

«Fare chiarezza una volta per tutte»

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CONTATORI ACQUA







PESCARA. Il consigliere provinciale Enisio Tocco, ex sindaco di Alanno, componente della commissione consiliare Ambiente, ha chiesto oggi al presidente della commissione, Roberto Pasquali, di convocare la prossima settimana i dirigenti o responsabili degli enti competenti alla verifica della qualità delle acque nel periodo compreso tra il 2004 e oggi, e cioè Aca, Arta, Asl, e altri ancora, per discutere delle vicende relative alla maxi discarica in Val Pescara.

Tocco punta a «fare definitivamente chiarezza sulle eventuali responsabilità delle istituzioni che all'epoca si occupavano del ciclo idrico».
Si potrebbe anche pensare, per il consigliere provinciale, di invitare a Pescara il commissario nominato dal Governo, Adriano Goio.
«E' necessario», dice Tocco, «fare chiarezza sulla vicenda ed escludere completamente le responsabilità dei sindaci che si sono succeduti dal 2004 ad oggi, che non hanno mai ricevuto in questi anni comunicazioni, né formali né informali, sull'inquinamento delle acque. I sindaci», aggiunge Tocco, «possono pertanto costituirsi parte civile nei confronti degli eventuali responsabili, e alcuni primi cittadini si sono già attivati in tal senso nei confronti della Montedison. In questa vicenda», conclude Tocco, «i sindaci sono parte lesa, quali rappresentanti dei cittadini, e se avessero saputo non avrebbero esitato ad attivarsi a tutela della popolazione e della salute pubblica».
Tocco e l'assessore provinciale all'Ambiente Mario Lattanzio lanciano poi un messaggio rassicurante sulla situazione attuale.
«Nei comuni del Val Pescara l'acqua che sgorga dai rubinetti è pulita, non c'è inquinamento, e in questi comuni ci sono delle attività produttive che usufruiscono di questo bene, che è oligominerale e certificato dagli enti preposti», fa notare l'assessore.

A MONTESILVANO
Intanto a Montesilvano Cristian Odoardi (L’Altra Montesilvano) chiede «trasparenza e informazioni» circa la qualità dell'acqua erogata e la costituzione di parte civile del Comune di Montesilvano, nel rispetto dei provvedimenti adottati dal Consiglio comunale a settembre del 2007».
La richiesta è stata inoltrata al commissario prefettizio del Comune, Maria Pia De Rosa. In riferimento al contenuto della relazione dell'Istituto superiore di sanità, secondo cui 700mila persone hanno bevuto fino al 2007 acqua contaminata, gli esponenti della lista evidenziano come sia «certo che buona parte della città di Montesilvano abbia bevuto l'acqua proveniente da pozzi contaminati».
I provvedimenti a cui l'altra Montesilvano fa riferimento sono quelli contenuti in un ordine del giorno, a firma di Cristian Odoardi, all'epoca consigliere di Rifondazione Comunista, approvati dal Consiglio comunale il 20 settembre del 2007. Due i punti in questione: «favorire ai cittadini tutte le informazioni relative alla qualità dell'acqua erogata nel triennio 2004/2007 e annualità future sul sito internet del Comune; nel caso di accertamento di responsabilità il Comune si impegna a costituirsi parte civile in eventuali procedimenti». Ricordando che «è ancora possibile costituirsi parte civile», l'altra Montesilvano definisce «vergognoso» il fatto che «votarono contro l'ordine del giorno, che prevedeva in aggiunta ai punti sopra evidenzianti le richieste di chiusura dei pozzi S. Angelo contaminati e di avvio dell'indagine epidemiologica», una serie di esponenti politici: «Adriano Chiulli (Pd), Feliciano D’Ignazio (Pd), Francesco Di Pasquale (Pd), Gabriele Di Stefano(Pd), Pietro Gabriele (Udc) e Leo Brocchi. Dopo la relazione dell'Iss - concludono gli esponenti della lista - con che faccia chi votò contro oggi si ricandida?»