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Elezioni Abruzzo, Pd di Bussi contro la candidatura di D’Ambrosio

Anche Chiodi dice no a Giulio Borrelli

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Elezioni Abruzzo, Pd di Bussi contro la candidatura di D’Ambrosio




ABRUZZO. Scandalo Bussi e elezioni regionali si intrecciano sempre di più.
Giorni decisivi per Giorgio D’Ambrosio che è stato fermato proprio ad un passo dalla candidatura ufficiale. Lui non vuole fare passi indietro ma il suo partito sta riflettendo. Lo candidiamo o no? Se fino a qualche giorno fa il ritorno in pista dell’ex sindaco di Pianella sembrava scontato, da quando le notizie di Bussi sono tornate d’attualità il posto e a rischio.
Il collega Donato Di Matteo, ex presidente dell’Aca negli anni ‘di fuoco’ in questi giorni può sventolare l’archiviazione nell’ambito del processo di Bussi. D’Ambrosio no ed è forse questo il suo dramma. Due sere fa il direttivo regionale non ha ratificato il suo nominativo ed ha passato la palla al provinciale.
Ma una richiesta di stop alla sua candidatura arriva proprio dal Pd di Bussi che pur non facendo mai esplicitamente il nome dell’ex presidente dell’Ato chiede di non inserirlo nelle liste.
«Non possiamo sottacere», si legge in una nota, «la enorme difficoltà, fino quasi al limite dell' imbarazzo che, come Circolo e come Partito, stiamo riscontrando, nel vedere e sentire tra i candidati alle prossime elezioni Regionali, nomi di persone che su questa vicenda hanno avuto responsabilità politiche grosse, al punto di far chiedere di far riaprire quei pozzi dichiarati inquinati».

Era l’agosto del 2007, la discarica era stata scoperta ufficialmente pochi mesi prima. I pozzi erano stati appena chiusi ma siccome quell’estate ci fu una carenza idrica enorme D’Ambrosio con un atto unilaterale e contro tutti riaprì i pozzi.
Le cronache dell’epoca parlarono di «un atto di forza senza precedenti», dopo che la Regione aveva garantito che quei pozzi non sarebbero stati mai più riaperti perché contaminati da sostanze tossiche.
«E’ di tutta evidenza che il provvedimento espone a rischi la salute umana», si legge nei documenti ufficiali firmati dall’assessore Srour. «Non si può dare da bere ai cittadini abruzzesi acqua anche minimamente sospetta», disse l’assessore. «Quali garanzie si danno alla gente? Nessuna, vige a questo punto il principio di precauzione Capisco i disagi per la gente, ma qui c’è un rischio per la salute», disse il commissario Adriano Goio
In quei giorni secondo D’Ambrosio venivano «divulgati dati non veritieri e basati su pareri di associazioni alle quali va sicuramente riconosciuto il diritto di chiedere e partecipare, ma che dovrebbero comunque rispettare i principi di correttezza, lealtà e trasparenza, soprattutto nei confronti dei cittadini. Dopo le analisi buone dell’Arta e i pareri favorevoli della direzione regionale della sanità e della Asl sull’acqua prelevata dai pozzi, vengono a cadere i presupposti dell’ordinanza di chiusura del commissario. L’acqua è potabile».

Ma non sono solo questi i problemi del centrosinistra che in queste ore vive anche il passaggio ufficiale dei transfughi, come l’ex assessore di Chiodi, Angelo di Paolo che a questo giro ha deciso di puntare su Luciano D’Alfonso.
«Il centrosinistra imploderà tra bulimie inclusive e contorcimenti sui principi», commenta l’assessore regionale Gianfranco Giuliante che rileva: «in poco tempo si è passati da una fase iper giustizialista: con l’avviso di garanzia nessuna candidatura, ad un ammorbidimento neo-renziano: il rinvio a giudizio non può essere la scriminante per non essere candidati, ad un ulteriore passo in avanti che D’Alfonso chiede alla sua coalizione di accettare: se condannato niente dimissioni e continuerò a governare. Luciano D’Alfonso riesce sempre ad essere borderline con le sue affermazioni, ma questa volta non si può non sorridere di cuore pensando a chi leggerà e rileggerà il codice etico senza trovar modo di sproloquiare: la fattispecie dello “spre-giudicato” non è contemplata».
Intanto ieri sera Abruzzo Civico si è riunito per scegliere l’alleanza di cui far parte alle prossime elezioni regionali e per approvare il programma e le candidature.
Dopo il rifiuto del Movimento 5 stelle, anche il candidato del centrodestra, Gianni Chiodi, si è sottratto al confronto in diretta streaming proposto da Abruzzo Civico, spiega Giulio Borrelli.
Il presidente dell'attuale giunta regionale aveva espresso un iniziale assenso, ma non ha dato conferma dell'appuntamento fissato e si è reso, di fatto, indisponibile.
«Ci dispiace di queste rinunce», spiega Borrelli che oggi spiegherà dove si collocherà il suo movimento.