VERSO IL VOTO

Elezioni regionali, D’Ambrosio (Pd): «punto ai 7 mila voti». Rc: «impresentabile»

Sullo scandalo acqua: «ero solo il presidente»

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Giorgio D'Ambrosio

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PESCARA. «Sono stanco di essere additato come un cinico criminale o, peggio, come un superficiale incompetente che non ha avuto remore a esporre la sua gente a rischi per la salute, lasciando che consumasse acqua contaminata».
Così Giorgio D’Ambrosio si difende dalle accuse in una intervista del quotidiano Il Centro a firma del direttore Mauro Tedeschini e ribadisce che all’epoca dello scandalo dell’acqua avvelenata era solo il presidente dell’ente di controllo, l’Ato, «non c’è in nessun documento dell’epoca un atto che attesti la non potabilità dell’acqua».
L’ex presidente respinge dunque tutte le accuse in merito alla gestione dell’emergenza Bussi e non ci sta ad essere tirato in mezzo proprio alla vigilia delle elezioni. Candidato alle regionali nella lista del Pd potrebbe uscire di scena prima del voto anche se lui proprio non vuole. «D’Alfonso è il miglior candidato possibile, ma ha bisogno di un sostegno forte, di gente che porti voti, non chiacchiere. E vedrà che migliaia di persone mi daranno la loro preferenza. Io penso anche 6 o 7 mila preferenze».
«Io non ho paura di sporcarmi le mani con la realtà di ogni giorno», dice ancora nell’intervista, «la politica vera è fatta di responsabilità e azione. Mi fanno pena quelli che sbandierano la loro purezza nascosti dietro frasi tipo “io non c’ero”, “io non sapevo”, “non mi compete...”. E’ gente che mai ha risolto un problema e si è presa la briga di una decisione».
E sulle accuse di clientelismo e sperperi ribatte: « Li conosco questi mormorii. Se il clientelismo consiste nel fare delle amicizie, nel condividere un progetto, allora sì, io sono clientelare. Se io mi candido a un ruolo, non è che il giorno dopo l’elezione non mi faccio più trovare, non mi rendo più disponibile per chi mi ha sostenuto e aiutato. Sono 35 anni che faccio politica, ho aiutato tanta gente che lo meritava». Sulle assunzioni all’Aca ricorda «istituivamo delle borse di studio e che poi molti borsisti venivano assunti. Lei mi chiede se c’erano anche figli di politici? Può essere, ma c’era tanta gente brava, competente».
« Ho tenuto qualche carica di troppo e questo mi ha creato invidie e nemici», ha detto ancora l’ex sindaco di Pianella. «Dovevo lasciarne qualcuna, essere più saggio. Mi consolo pensando a quel che diceva Don Milani, il prete della povera gente: a che cosa serve avere le mani pulite quando si tengono in tasca?»

RIFONDAZIONE: «INCREDIBILE»
«Giorgio D'Ambrosio che cita Don Milani è davvero incredibile», contestano da Rifondazione Comunista Corrado Di Sante e Marco Fars. «La smetta di raccontare balle, l'acqua pura del Giardino è stata miscelata con l'acqua contaminata dei Pozzi S. Angelo e ciò non bastò ad abbattere la presenza degli inquinanti. Almeno a partire dal 2004 era nota ai vertici di Aca SpA e Ato la situazione di contaminazione dei pozzi S. Angelo come si evince chiaramente dalle lettere di ARTA e ASL. Perché Donato Di Matteo prima e Giorgio D’Ambrosio successivamente non hanno informato la cittadinanza, come era nei loro doveri dati i ruoli di vertice ricoperti in ATO e ACA SpA? Perchè autorizzò i filtri se era tutto in ordine? Perchè furono necessari esposti e denunce per chiudere definitivamente i pozzi contaminati? Giorgio D'Ambrosio è impresentabile al pari di Donato Di Matteo e Luciano D'Alfonso, questa è una certezza».