IL MINISTRO

Lupi visita i porti d’Abruzzo. Ortona «da implementare», Pescara «stop dragaggi d’emergenza»

Il ministro elogia Sangritana: «bilanci sani e buon lavoro»

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Di Nardo e Lupi

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ORTONA. Il porto di Ortona, uno scalo da implementare e inserire in un sistema di portualità dell'Abruzzo che comprende anche gli scali marittimi di Pescara e Vasto, ognuno per le proprie competenze.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, parla davanti a imprenditori e cittadini alla Capitaneria di Porto di Ortona. Il responsabile del dicastero di Porta Pia, era accompagnato dal presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, dal comandante della Direzione Marittima Abruzzo-Molise, capitano di vascello, Luciano Pozzolano, dal comandante della Capitaneria di Porto di Ortona, Fabrizio Giovannone, dal sindaco di Ortona, Vincenzo d'Ottavio.
Secondo il ministro, «non bisogna ragionare su un piccolo territorio. Va fatto prima il censimento delle risorse già stanziate, poi delle opere che possono partire e quindi dei progetti subito cantierabili all'interno di un piano nazionale». Lupi ha quindi invitato a non vedere i porti abruzzesi in una logica di "concorrenza" nell'arco di 100 chilometri. E sul piano regolatore, per Ortona, ha sottolineato Chiodi, risale al '69. Invece, ha riferito il governatore, «c'è il nuovo piano regolatore per il porto di Vasto mentre per quello di Pescara entro aprile contiamo di avere il parere della Valutazione ambientale strategica».
«Col nuovo piano regolatore - ha detto il sindaco di Ortona - ci siamo. Tra un mese le carte saranno pronte e portate in consiglio per un parere». Ma l'iter è solo all'inizio.

IL DRAGAGGIO BLOCCATO
Sul fronte dragaggio invece, per Ortona, «la Regione ha stanziato 9,3 milioni di euro, già deliberati», ha riferito Chiodi. Si attende ora la convenzione. Il Comune è ente appaltante. «Il dragaggio - ha quindi tenuto a sottolineare il comandante Giovannone - non è di necessità ma di sviluppo. Possiamo contare su un chilometro di banchine che vorrei vedere sempre piene di navi».
Il dragaggio del porto di Ortona rischia di rimanere “insabbiato” dalla burocrazia e dalla lentezza dell’amministrazione Comunale», sostiene Maria D’Alessandro, Coordinatrice Provinciale per Chieti di Scelta Civica ed ex assessore alle Attività Portuali del Comune di Ortona.
«E’ stato il ministro Lupi a condannare, stamani, la lentezza della burocrazia come nemica della competitività commerciale. Cosa aspetta l’amministrazione D’Ottavio – si domanda la coordinatrice provinciale D’Alessandro – in qualità di stazione appaltante a riconsegnare la convenzione alla Regione per far partire la gara d’appalto e dare inizio ai lavori? Come assessore alle Attività Portuali – prosegue – ho iniziato a occuparmi del dragaggio a ottobre 2012, lavorando a pieno impegno per accelerare quanto possibile le procedure. Sei mesi fa sono stata cacciata dalla Giunta senza giustificazione, e ancora oggi – conclude Maria D’Alessandro – per colpa dell’inefficienza di questa amministrazione Comunale i fondali del porto restano come li ho lasciati, mentre le navi che possono contribuire al massimo sviluppo della città e dell’intero Abruzzo rimangono fuori da Ortona».
Dagli operatori locali, a fronte di lavori «fermi a 20 anni fa e con 20 milioni di investimenti» è stato quindi chiesto uno sforzo alla politica pari a quello degli imprenditori. Contro i comitati del "no a tutto" si è scagliato il rappresentante di Confindustria Chieti per la sezione trasporti, Giuseppe Ranalli: «Energia e infrastrutture sono un'occasione su questo territorio».

LA SANGRITANA
Quindi i nodi delle infrastrutture: la fruibilità piena della ferrovia Sangritana e il completamento della bretella tra il casello autostradale e il porto. «La Sangritana può ambire ad un ruolo importante nel sistema ferroviario nazionale», ha detto Lupi, «può farlo perché ha un core business fatto da un’esperienza centenaria e da un’imprenditorialità che non è limitata geograficamente, ma che si estende ben oltre la regione Abruzzo».
«E’ necessario, altresì», ha proseguito il Ministro ai Trasporti, «garantire un’equità di trattamento a tutti i cittadini e, quindi, garantire stessa qualità ed efficienza del servizio. La Ferrovia Adriatico Sangritana lo fa, presentando anche un bilancio sano».
I numeri di bilancio, in fase di approvazione, infatti, sono buoni ed in equilibrio. Musica, questa, per il presidente della Regione Chiodi, azionista unico della Ferrovia Adriatico Sangritana. La stretta collaborazione tra Sangritana e Sevel è stata più volte sottolineata dal presidente di Fas, Pasquale Di Nardo, così come le sinergie in atto con altre imprese ferroviarie, anche internazionali. Di Nardo si è lasciato andare anche a qualche anticipazione: a breve saranno siglate nuove partnership che consentiranno di sviluppare nuovi asset, consolidando quelli già in essere.
Sangritana movimenta 44.000 carri l’anno e realizza 1.680 treni merci in partenza dalla stazione di Fossacesia e diretti in diversi Paesi europei.

IL PORTO DI PESCARA
Anche il presidente della Provincia di Pescara Guerino Testa e la senatrice Federica Chiavaroli hanno incontrato il ministro alle Infrastrutture Maurizio Lupi con una delegazione degli operatori del porto del capoluogo adriatico. Al centro della riunione le questioni, ancora aperte, legate a questa infrastruttura per le note problematiche dei fondali, appena dragati su iniziativa proprio del ministero.

«La questione - spiegano Testa e Chiavaroli - è stata affrontata sotto più punti di vista, non solo quelli direttamente connessi alla pesca e alle altre attività che ruotano attorno al porto, ma anche sul fronte ambientale e del rischio esondazione esistente in città, alla luce di quanto accaduto nei mesi scorsi per via delle piogge abbondanti».
«Si è deciso - aggiungono il presidente della Provincia e la senatrice del Nuovo Centrodestra - di promuovere, d'intesa con Lupi, un incontro allargato e di portare di nuovo la questione sul tavolo del Governo, coinvolgendo entrambi i ministeri competenti, cioè anche quello dell'Ambiente, per mettere a punto un piano di azione che tenga conto di tutti gli aspetti delle vicende portuali e puntare anche ad un progetto di prevenzione che consenta di scongiurare nuove situazioni di emergenza. A questo scopo saranno coinvolti tutte le istituzioni pescaresi e regionali direttamente interessate e i parlamentari eletti in questa regione, oltre al sottosegretario al ministero dell'Economia Giovanni Legnini».