REFERENDUM

“Nuova Pescara”, Di Lorito va al Tar per bloccare il referendum

Il voto è previsto il prossimo 25 maggio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1597

la giunta Di Lorito

la giunta Di Lorito





SPOLTORE. Il sindaco Luciano Di Lorito ha avviato le procedure per impugnare il decreto del presidente della Giunta regionale numero 12 del 18 febbraio 2014, con cui è stato indetto il referendum consultivo per l’istituzione del comune “Nuova Pescara”.
Dopo aver ricevuto il relativo parere da parte del legale Ugo Di Silvestre, il primo cittadino ha conferito
incarico per proporre il ricorso innanzi al Tar dell’Aquila per l’annullamento del provvedimento, con decreto n. 30 del 24 marzo 2014.
La consultazione referendaria sulla fusione di Spoltore, Montesilvano e Pescara in un’unica grande realtà dovrebbe svolgersi il 25 maggio, giorno in cui i cittadini sono chiamati a votare per il rinnovo delle cariche al Parlamento europeo, per i consigli regionali e, in alcuni casi, per le Amministrative.
Il sindaco Di Lorito ha espresso la propria contrarietà alla data fissata per il referendum fin da subito: il 3
marzo scorso, in una lettera indirizzata al Governatore Gianni Chiodi, ha chiesto il rinvio della consultazione.
Nel dettaglio, gli aspetti più rilevanti che rendono possibile l’impugnazione sono i seguenti: «la mancanza di un quorum costitutivo per la validità del referendum; la mancata previsione, nell’ambito della procedura referendaria, di una formale espressione di volontà da parte dei singoli comuni interessati alla consultazione; la previsione della obbligatorietà da parte del nuovo presidente della Giunta regionale di dare seguito alla procedura legislativa di fusione dei comuni, a prescindere dal numero effettivo degli elettori e della percentuale dei voti espressi in favore di tale fusione; l’espressione di un unico corpo elettorale, nonostante i comuni interessati abbiamo una popolazione numericamente differente. Viene quindi meno il concetto di ‘Autonomia dei comuni’, previsto dalla Costituzione».
«Come ho già precisato in altre occasioni», spiega Di Lorito, «con questo atto non si vuole mettere in discussione l’importante strumento democratico del referendum, ma evitare consultazioni che presentano presunti vizi di legittimità».