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Elezioni regionali, Di Matteo: «io non c’entro con la contaminazione dell’acqua di Bussi»

Chiamato in causa dagli avversari politici sventola la sua archiviazione

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Elezioni regionali, Di Matteo: «io non c’entro con la contaminazione dell’acqua di Bussi»




ABRUZZO. «Io sono estraneo ai fatti in questione. E’ fuori luogo l’inserimento del mio nome».
Protesta Donato Di Matteo, ex presidente Aca, tirato in causa anche lui in questi giorni in cui il caso Bussi è tornato violentemente sulle pagine dei giornali.
Gli esponenti di Rc hanno contestato il fatto che il Partito Democratico abbia deciso di ricandidalo alle regionali, insieme a Giorgio D’Ambrosio (ex presidente Ato) perché «entrambi ai vertici degli enti acquedottistici negli anni in cui ci facevano bere acqua contaminata», come hanno fatto notare gli esponenti di sinistra Marco Fars e Corrado Di Sante.
Lo ha chiamato in causa anche il responsabile abruzzese di Forza Italia, Nazario Pagano, che replicando alle accuse di Camillo D’Alessandro contro Chiodi e il suo immobilismo sull’emergenza dell’acqua contaminata ha risposto: «piuttosto chieda spiegazioni a Di Matteo, D’Ambrosio e Castricone»
Ma Di Matteo, 12 mila voti alle regionali del 2005, 55 anni, originario di Roccamorice, laureato in medicina, ex Pci, poi Pd, Ds, Margherita e Pd, tra i nomi pesanti del "partito dell'acqua" della prima ora, non ci sta: «continuo a vedere il mio nome "abbinato" alla vicenda della contaminazione dell' acqua», protesta quando ha già pronti nel cassetto i nuovi manifesti elettorali con lo slogan ‘Idee in pratica’ (stesso slogan del 2005).

E sottolinea: «nel periodo della mia presidenza Aca, anno 2004, non mi sono pervenute, da chicchessia, comunicazioni o informative relative ad inquinamenti di acque. Infatti, per tale questione, fui abbondantemente indagato ed ebbi un avviso di garanzia a seguito del quale non mi ricandidai nell'anno 2008. Subito dopo ho avuto comunicazione dell'archiviazione del procedimento "in quanto assolutamente estraneo alle vicende in questione". Pertanto ritengo che sia oltremodo fuori luogo l'inserimento del mio nome in questi fatti».
Oggi Di Matteo punta nuovamente alla Regione al fianco di Luciano D’Alfonso che confida nel suo bacino di voti, alla scorsa tornata elettorale diretto sulla candidata consigliera Marinella Sclocco.
Dopo essere stato assessore ai Trasporti nella giunta Del Turco ha saltato un turno (nonostante 4 mila voti alle primarie) per un dictat imposto dall’Italia dei Valori che non voleva indagati nelle liste.
Lunghissima la sua carriera amministrativa cominciata 14 anni fa con il ruolo di sindaco nella sua Roccamorice. Poi vicepresidente e presidente della Comunità Montana Maiella-Morrone che raccoglie 14 Comuni. (1994-2005). Negli stessi anni è stato vicepresidente e poi presidente di Aca spa, dal 2004-2006 presidente della Fondazione “Abruzzo Riformista”, che svolge attività di cooperazione internazionale nel Terzo mondo e presidente del Cram.
Nel 2008 proprio con l’inchiesta Bussi che fermò la sua attività politica, pensò quasi di lasciare l’attività. Oggi riparte e respinge i gavettoni d’acqua avvelenata dei suoi avversari.