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Pizzoferrato. Il sindaco: «sugli usi civici polemiche sterili: stiamo lavorando»

La risposta del primo cittadino agli attacchi della minoranza

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Pizzoferrato. Il sindaco: «sugli usi civici polemiche sterili: stiamo lavorando»

Il sindaco Fagnilli






PIZZOFERRATO. La vicenda degli usi civici  riguarda molte regioni del centrosud e nonsolo Pizzoferrato.
«La Regione Abruzzo», dice Palmerino Fagnilli, «ai suoi 305 Comuni e ai Comandi CFS Regionale e Provinciali ha chiarito che per tutto il territorio regionale “non sottoposto a verificazione demaniale” per la sentenza della Corte Suprema di Cassazione a Sezioni Unite Civili, n. 2598 del 16 agosto 1958 “è sussistente la cosi detta presunzione di demanialità”. Il quadro normativo nazionale, Legge n.1766 del 16 giugno 1927 e regionale con le LL.RR. tra le quali la n.25/88 ne definiscono il perimetro e il contenuto.  Premesso ciò si fa fatica a comprendere la “polemicuccia localistica” montata dal gruppo di minoranza del Comune di Pizzoferrato, Tarantini-Ragnelli».Il sindaco auspica l’intervento delle procure affinchè si faccia chiarezza attaccando a sua volta la minoranza: «il giorno dopo le elezioni di maggio 2013 denunciarono il Comune, che loro stessi avevano amministratofino a poche ore prima, per aver rilasciato false residenze; qualche tempo dopo denunciavano il Comune di Gamberale per un progetto della pista di sci e da ultimo si minaccia di denunciare per gli Usi Civici».
Per quanto riguarda la vicenda di Pizzoferrato Fagnilli sostiene che fino a maggio 2013 ad amministrare e controllare il Comune di Pizzoferrato era proprio l’attuale minoranza che non è riuscita a risolvere in 5 anni il problema.


«Si parla di “espropri”, in realtà trattasi di “reintegre”», spiega il sindaco, «L’istituto giuridico degli espropri contempla un “giusto compenso del valore del bene”, l’istituto della “reintegra” no. E se fare ciò è così deplorevole, perché l’Amministrazione Tarantini-Ragnelli ha “tolto” a centinaia di pizzoferratesi circa 200 particelle di terreni, che si estendono su almeno 10 fogli di mappa, interessando diffusamente il territorio comunale dal centro alla periferia, per una superficie di almeno 200.000 metri quadrati?»
 «Circa il “Piano quotizzato”, ossia l’assegnazione ai cittadini dei terreni, non vi è traccia, mentre quello che si crede tale è un atto di commutazione dei canoni da beni in denaro. Documento da sempre conosciuto, sin dalla fine del ‘800 e riportato nel libro “Il viaggio della memoria” del 2005».
«Interessa invece la seria battaglia che il Comune di Pizzoferrato e la Speciale Rappresentanza stanno combattendo a livello regionale e nazionale. Uniti nell’intento di difendere cittadini e territorio», conclude Fagnilli, «sul piano regionale invece è più che mai necessaria una nuova legge regionale che oltre che affrontare tutti gli aspetti delicati del tema Demanio trasferisca la delega ai Comuni, come avviene in altre Regioni, come ad esempio in Puglia, per snellire e velocizzare le procedure».