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Montesilvano. Centro Trisi affidato all’azienda speciale, Di Tullio si dimette

«Estromessa dalle decisioni del cda»

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MONTESILVANO. Patrizia Di Tullio, consigliera d'Amministrazione dell'Azienda Speciale del Comune di Montesilvano, si è dimessa.
Lo ha fatto ieri dopo aver scoperto che il commissario straordinario del Comune di Montesilvano ha firmato una delibera con cui affida la gestione del Centro Sportivo Trisi all'Azienda Speciale.
La notizia l’ha appresa soltanto attraverso l’albo pretorio, quando l’atto è stato pubblicato. Nessuno l’ha avvertita prioritariamente e oggi avrebbe dovuto prenderne atto in Consiglio d'Amministrazione, «senza esserne stata preventivamente informata e consultata».
«Mi è stato reso impossibile», lamenta Di Tullio, «chiedere un rinvio della decisione per approfondire la questione, data la stringente scadenza del 31 marzo». Tra quattro giorni, infatti, il Considan cesserà la gestione del Centro Sportivo Trisi e, opponendosi a questo affidamento la consigliera si sarebbe resa responsabile del mancato funzionamento del centro.
Di Tullio contesta il fatto di non essere stata informata dell'incontro citato nella delibera, avvenuto l'11 Marzo scorso, durante il quale l'Azienda ha rimesso una ipotesi di fattibilità della gestione elencando le motivazioni a favore di tale affidamento. «Eppure», fa notare la consigliera, «quello stesso pomeriggio io sono stata presente al Consiglio d'Amministrazione, in cui non si è fatto nemmeno un accenno a tale argomento. Sono stata presente a tutti i Consigli d'Amministrazione e mai si è paventata nemmeno l'ipotesi che tale gestione venisse affidata all'Azienda Speciale».
Da qui la decisione di andare via e nella giornata di ieri la firma delle dimissioni «per essere stata messa di fronte al fatto compiuto, per non aver avuto la possibilità di svolgere quanto previsto dalla mia carica, per non aver avuto le informazioni che mi erano dovute, per la mancata rilevanza data al mio ruolo e alle mie competenze per la verifica di quanto sarebbe accaduto alla gestione dell'azienda».

L’AFFIDAMENTO PER UN ANNO
Per il dirigente competente dunque l’affidamento «è sostenibile sotto diversi aspetti» e avverrà «in via temporanea per anni uno, con possibilità di proroga».
Restano a carico del Comune tutti i costi relativi alle utenze per i servizi tecnologici (acqua, energia elettrica, gas ), quantificabili in circa 70 – 80.000 euro annui. Per l'affidamento della gestione l'azienda non dovrà versare alcun canone di concessione e applicherà ed introiterà, quale concessionaria, le tariffe per la utilizzazione degli impianti che dovranno essere approvati dal Comune. L'azienda potrà attivare la struttura esistente di ricezione – ristorante – bar e dovrà essere garantita la manutenzione ordinaria, la custodia, la gestione e la pulizia della struttura.
L'azienda dovrà garantire anche l'apertura e la chiusura negli orari stabiliti dal Comune e provvederà alla gestione «mediante l'impiego del personale già in forza dell'azienda senza ricorrere ad alcuna ulteriore prestazione lavorativa anche nell'ottica del ricollocamento del personale, mentre per singole prestazioni non attuabili in via diretta potrà ricorrere a soggetti esterni.