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Regionali Abruzzo, 9 liste per D’Alfonso e la ‘benedizione’ di Matteo Renzi

Nella squadra anche Daniela Stati e Daniele Toto

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Regionali Abruzzo, 9 liste per D’Alfonso e la ‘benedizione’ di Matteo Renzi

D'Alfonso

Regionali Abruzzo, 9 liste per D’Alfonso e la ‘benedizione’ di Matteo Renzi
Nella squadra anche Daniela Stati e Daniele Toto
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ABRUZZO. Tre liste civiche d’appoggio, ex esponenti del Popolo della Libertà e la ‘benedizione’ di Matteo Renzi. 
Corre veloce la campagna elettorale del candidato presidente del centrosinistra Luciano D’Alfonso che a bordo del suo camion continua a macinare chilometri in lungo e largo per tutto l’Abruzzo. 
Tra due mesi esatti gli abruzzesi torneranno al voto e sceglieranno il nuovo presidente. 
Larghissima la coalizione  che sostiene D’Alfonso e che comprende in totale ben 9 liste: ci sono Idv e Sel di Mascitelli e Caramanico ma anche il Centro democratico, i Socialisti, Abruzzo Liberale e  tre liste civiche. Nei giorni scorsi D’Alfonso ha imbarcato pure Daniela Stati, ex assessore regionale alla Protezione Civile con Gianni Chiodi, e Daniele Toto, anche lui ex Pdl e poi Fli. Sui loro ingressi nella coalizione nessuna sorpresa. La prima ormai da mesi è distante dagli ex colleghi di partito ai quali non ha mai perdonato la mancata vicinanza in occasione delle inchieste della magistratura che l’hanno colpita. Sul secondo, rampollo della famiglia Toto, nonostante le apparenti divergenze partitiche c’è stima e amicizia da molti anni. 
Questi due nomi hanno fatto storcere il naso alla senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, secondo cui non era necessaria questa ‘pesca’ nel mare del centrodestra ma in un’epoca in cui Pd e Ncd lavorano insieme a Roma, sotto lo scudo delle ‘larghe intese’, questi acquisti dell’ultim’ora non fanno neppure notizia. 
E se D’Alfonso crede davvero di poter vincere, ieri è arrivata anche la ‘benedizione’ ufficiale del segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi che a La Stampa ha detto  «credo che ci potremo riprendere l’Abruzzo». Dunque nessuna perplessità da parte del premier che secondo alcune indiscrezioni giornalistiche dei mesi corsi avrebbe potuto addirittura bocciare la candidatura dell’ex sindaco per via dei suoi procedimenti penali ancora in corso. Invece l’aria è decisamente diversa, Renzi sostiene D’Alfonso e lo ritiene anche capace di conquistare la regione, da cinque anni nelle mani del centrodestra.  
Maurizio Acerbo, probabile candidato presidente con la lista Tsipras continua invece a definire l’ex sindaco di Pescara un «incandidabile» e non riesce a digerire questo ritorno in campo, certificato però da oltre 30 mila voti delle primarie. 
«Il Pd dia retta a Travaglio», dice Acerbo. Dopo Il Fatto, La Stampa, Repubblica, la candidatura di D’Alfonso è finita anche sul settimanale L’Espresso dove Travaglio ha dedicato la sua rubrica settimanale “Carta canta” proprio al candidato presidente del centrosinistra. Il giornalista invita esplicitamente il PD «a cambiare cavallo». 
«L’articolo di Travaglio», commenta Acerbo, «riassume molto bene le ragioni per cui Rifondazione, unico partito della sinistra, ha deciso da tempo di non appoggiare il candidato del centrosinistro (proprio con la o finale, ndr) e di proporre la mia candidatura a presidente in alternativa. Se nel centrosinistro abruzzese dominano ignavia e complice silenzio l’insostenibilità della candidatura di Luciano D’Alfonso è ormai un caso nazionale. Le cose che scrive Travaglio le ripetiamo da mesi inascoltati dall’intero centrosinistro e non possiamo che associarci all’invito che il giornalista rivolge al Pd. Non so quanti voti prenderemo, ma sono orgoglioso del fatto che siamo stati gli unici a decidere che è meglio rischiare di rimetterci il seggio che perderci la faccia e la dignità».
ABRUZZO. Tre liste civiche d’appoggio, ex esponenti del Popolo della Libertà e la ‘benedizione’ di Matteo Renzi. 
Corre veloce la campagna elettorale del candidato presidente del centrosinistra Luciano D’Alfonso che a bordo del suo camion continua a macinare chilometri in lungo e largo per tutto l’Abruzzo. Tra due mesi esatti gli abruzzesi torneranno al voto e sceglieranno il nuovo presidente. Larghissima la coalizione  che sostiene D’Alfonso e che comprende in totale ben 9 liste: ci sono Idv e Sel di Mascitelli e Caramanico ma anche il Centro democratico, i Socialisti, Abruzzo Liberale e  tre liste civiche. Nei giorni scorsi D’Alfonso ha imbarcato pure Daniela Stati, ex assessore regionale alla Protezione Civile con Gianni Chiodi, e Daniele Toto, anche lui ex Pdl e poi Fli. 

Sui loro ingressi nella coalizione nessuna sorpresa. La prima ormai da mesi è distante dagli ex colleghi di partito ai quali non ha mai perdonato la mancata vicinanza in occasione delle inchieste della magistratura che l’hanno colpita. Sul secondo, rampollo della famiglia Toto, nonostante le apparenti divergenze partitiche c’è stima e amicizia da molti anni. Questi due nomi hanno fatto storcere il naso alla senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, secondo cui non era necessaria questa ‘pesca’ nel mare del centrodestra ma in un’epoca in cui Pd e Ncd lavorano insieme a Roma, sotto lo scudo delle ‘larghe intese’, questi acquisti dell’ultim’ora non fanno neppure notizia. E se D’Alfonso crede davvero di poter vincere, ieri è arrivata anche la ‘benedizione’ ufficiale del segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi che a La Stampa ha detto  «credo che ci potremo riprendere l’Abruzzo». 

Dunque nessuna perplessità da parte del premier che secondo alcune indiscrezioni giornalistiche dei mesi corsi avrebbe potuto addirittura bocciare la candidatura dell’ex sindaco per via dei suoi procedimenti penali ancora in corso. Invece l’aria è decisamente diversa, Renzi sostiene D’Alfonso e lo ritiene anche capace di conquistare la regione, da cinque anni nelle mani del centrodestra.  Maurizio Acerbo, probabile candidato presidente con la lista Tsipras continua invece a definire l’ex sindaco di Pescara un «incandidabile» e non riesce a digerire questo ritorno in campo, certificato però da oltre 30 mila voti delle primarie. «Il Pd dia retta a Travaglio», dice Acerbo. 

Dopo Il Fatto, La Stampa, Repubblica, la candidatura di D’Alfonso è finita anche sul settimanale L’Espresso dove Travaglio ha dedicato la sua rubrica settimanale “Carta canta” proprio al candidato presidente del centrosinistra. Il giornalista invita esplicitamente il PD «a cambiare cavallo». «L’articolo di Travaglio», commenta Acerbo, «riassume molto bene le ragioni per cui Rifondazione, unico partito della sinistra, ha deciso da tempo di non appoggiare il candidato del centrosinistro (proprio con la o finale, ndr) e di proporre la mia candidatura a presidente in alternativa. Se nel centrosinistro abruzzese dominano ignavia e complice silenzio l’insostenibilità della candidatura di Luciano D’Alfonso è ormai un caso nazionale. Le cose che scrive Travaglio le ripetiamo da mesi inascoltati dall’intero centrosinistro e non possiamo che associarci all’invito che il giornalista rivolge al Pd. Non so quanti voti prenderemo, ma sono orgoglioso del fatto che siamo stati gli unici a decidere che è meglio rischiare di rimetterci il seggio che perderci la faccia e la dignità».