POLITICA

Stella Maris, Di Mattia: «la ex colonia è vittima del compromesso elettorale»

Domenica occupazione simbolica struttura ex colonia Montesilvano

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Attilio Di Mattia





MONTESILVANO. «Povera stella: vittima del compromesso elettorale».
E' lo striscione che verrà esposto domenica sulla struttura Stella Maris di Montesilvano, quando l'ex sindaco, Attilio Di Mattia, occuperà simbolicamente l'ex colonia, sul lungomare della città, per dire che «per questa politica negletta ed ignorante, che non decide oltre l'ombra oscura dei propri interessi, è rimasta per decenni in completo abbandono, in balia dei più miserabili che l'hanno sfregiata e brutalizzata oltremisura». Sottolineando che «la 'Stella Maris' per chi ama il mare e per i montesilvanesi è la stella più luminosa», l'ex primo cittadino ricorda che «qualcuno ha deciso che il gioiello più bello della riviera pescarese e montesilvanese diverrà il presidio fisso della Polizia provinciale. Scippata dalla politica che non decide - evidenzia - ancora una volta la popolazione viene saccheggiata con i soldi che essa stessa ha versato, per farne altro».
«A nulla sono valsi gli incontri spontanei dei cittadini, le proposte accorate dei montesilvanesi, lo sforzo dei cultori e degli amanti del bello - dice ancora Di Mattia - per fare della stella del mare un luogo identitario della riviera e della città; a nulla sono valse le tante proposte che volevano assegnare a questo monumento un simbolo di rinascita dedicato alle nuove generazioni».
«Era un aeroplano - ricorda l'ex sindaco - quando attraverso di essa le nuove generazioni nelle colonie conoscevano per la prima volta le vacanze al mare. Non a caso venne realizzato in un punto privilegiato della costa, con un architettura d' avanguardia. Per lasciare indelebile un segno imperituro come solo l'architettura riesce a fare. È ora di urlare a coloro che non vogliono più fare volare l'aereo ricordando che il motore è ancora acceso e comincia a rombare sempre più - conclude Attilio Di Mattia - forte del cuore dei cittadini e dei più giovani che sono stufi di non riuscire a fare volare le proprie speranze appesantiti da tanta arroganza»