VERSO IL REFERENDUM

Referendum ‘Nuova Pescara’, Costantini: «decideranno i cittadini, politici si rassegnino»

Diligenti: «argomento di distrazione»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2172

Referendum ‘Nuova Pescara’, Costantini: «decideranno i cittadini, politici si rassegnino»

Comune di Spoltore





 
ABRUZZO. «Strana idea di democrazia, quella che coltivano a Spoltore».
 
Così Carlo Costantini, presidente del Comitato Promotore per il Sì al referendum del 25 maggio sulla 'Nuova Pescara' per la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore commenta la volontà di alcuni amministratori di Spoltore di ricorrere al Tribunale Amministrativo per impugnare il decreto di indizione del referendum.
«Se si imbattono in qualcuno che avanza una proposta che non condividono - prosegue il consigliere regionale- risolvono alla radice il problema, privando l'elettore della possibilita' di esprimersi con il voto. Si rassegnino, pero', perche' questa volta a decidere saranno direttamente i cittadini, non i politici».
Costantini dice di non riuscire ad immaginare quali  violazioni di legge giustificherebbero un ricorso al Tar e segnala ai diretti interessati che i precedenti rinvenuti «sono a loro sfavore, se non altro per la natura 'consultiva' del referendum. Dunque, risparmino i soldi del ricorso e, se intendono davvero servire la loro comunita' - conclude - utilizzino le risorse risparmiate per informarla e renderla il piu' possibile consapevole dell'importanza di questo appuntamento».
«Oggi l’Abruzzo intero ha bisogno di un’area urbana di riferimento sicura e nettamente caratterizzata», commenta Ermanno Falco, ex consigliere comunale di Montesilvano.  «Guai, dunque, a non cogliere la necessità e la valenza storica di un progetto che appare positivamente decisivo per il futuro dei nostri figli e che se venisse sprecato non ci darà alibi ulteriori per giustificare il ritardo e la decadenza irreversibile della nostra terra».

Per il gruppo Consiliare “Spoltore Futura”, invece, quello del referendum sarebbe solo un «argomento di distrazione», ovvero «una scusa per non affrontare i problemi dei cittadini», come la definisce il consigliere comunale Edoardo Diligenti che già nei mesi scorsi aveva posto l’accento «sui pericoli  e sui temi dell’emarginazione sociale per alcuni centri, sul pericolo dell’ulteriore isolamento delle periferie e sui trasporti, vera pietra miliare di una possibile unione».
«Ciò non significa, però», spiega ancora Diligenti, «che il Referendum debba assorbire già gli scarsi sforzi che molti amministratori attuali stanno effettuando ai fini di un miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini. Dopo il tempo della discussione, c’è il tempo dell’azione; siamo fermi alla discussione da due anni e oggi non sta facendo nulla».

LE CONTESTAZIONI CHE PORTANO AL RICORSO

Tra i punti contestati da chi chiede : è stato eliminato il quorum costitutivo, dunque anche se voterà un solo cittadino il risultato sarà valido; è previsto un referendum 'unico' anche se si tratta di tre popolazioni (quella di Pescara, di Montesilvano e di Spoltore) numericamente molto diverse e se anche tutti i cittadini dei due Comuni più piccoli votassero contro a nulla gioverebbe; l'esito finale del referendum sarà vincolante per il prossimo Presidente della Regione che avrà l'obbligo di procedere entro 90 giorni alla proposta di legge sulla fusione, qualora questa sia la volontà finale espressa dagli elettori.