SALUTE E GIUSTIZIA

Sindrome Ahdh, quanti bambini sottoposti a trattamenti in Abruzzo? Blundo interroga ministro

Deficit attenzione ed iperattività, si attende la risposta

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Sindrome Ahdh, quanti bambini sottoposti a trattamenti in Abruzzo? Blundo interroga ministro





ABRUZZO. Quanti sono a livello nazionale i bambini sottoposti a diagnosi e trattamento farmacologico per sindrome da deficit di attenzione ed iperattività , definita Adhd?
Qual è il numero esatto di bambini visitati negli ambulatori di Teramo e Pescara, presso i quali risultano essere effettuate numerose visite che introducono al trattamento anfetaminico della sindrome? Sono queste alcune delle domande che la senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, ha indirizzato al Ministro della Salute in una interrogazione parlamentare.
«Uno studio condotto dal National Institute of Mental Health– spiega Blundo - ha appurato che nel 51% dei casi i bambini trattati con farmaci anfetaminici, come il Ritalin, sviluppano comportamenti ossessivo-compulsivi, subendo gravi danni cerebrali, impoverimento della creatività e perdita dell’emotività. Tale approccio farmacologico – aggiunge la Cittadina del Movimento 5 Stelle, vicepresidente della Commissione Infanzia e Adolescenza– può non essere corrispondente alle reali cause di alcuni comportamenti dei bambini, che sono da ascrivere più ad una possibile noia che scaturisce dalle attività scolastiche, dalla difficoltà di misurarsi con le richieste che vengono poste loro, o da difficoltà di tipo emotivo, spesso derivanti da crisi familiari mal gestite o dall'allontanamento, previsto o già in atto, del minore dal nucleo familiare».
«Proprio alla luce degli studi e dei pericoli sopra richiamati», Blundo ha chiesto al ministro della Salute quali provvedimenti intenda adottare, nei limiti delle proprie competenze, «per assicurare una maggiore scrupolosità nel percorso di diagnosi e trattamento della sindrome Adhd, evitando che quest’ultima sia frettolosamente diagnosticata, quando invece un' anamnesi più accurata ed obiettiva potrebbe non necessariamente condurre ad un disturbo di natura psichiatrica»