LA DENUNCIA

Asm L’Aquila, consiglieri comunali d’opposizione: «no alla privatizzazione»

«Situazione paradossale»

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Asm L’Aquila, consiglieri comunali d’opposizione: «no alla privatizzazione»

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L’AQUILA. «L'Asm deve rimanere un'azienda pubblica».

«Sembra paradossale il fatto che si parli di privatizzazione quando a livello regionale nasce l'AGIR, quale nuovo Ente deputato alla gestione della tematica rifiuti nell'ambito regionale», dicono i consiglieri comunali. «Siamo convinti che il dovere di una amministrazione comunale sia quella di condurre l'Asm verso l'Ente Unico Regionale in maniera tale da avere una capacità contrattuale alta, la più alta possibile, nel momento in cui verranno prese delle decisioni riguardo la gestione dei sub-ambiti provinciali».
I 2 milioni di debito dell'Asm sono tutti nei confronti dell'Aciam (Azienda Rifiuti Marsica) e, corrispondono a circa i 2/3 del capitale sociale. «Non vorremmo», riprendono i consiglieri, «che l'Aciam possa "risolvere" il debito con Asm con l'acquisizione delle quote societarie. Sarebbe questa una privatizzazione di fatto. E non vogliamo neanche pensare che la contingenza per la quale la presidenza dell'Aciam sia dal 2013 occupata da un esponente di spicco del Partito Democratico, Lorenza Panei (già coordinatrice comunale del Partito Democtratico ad Avezzano), possa svolgere un ruolo sulle scelte che il Partito Democratico Aquilano sta prendendo in città sul tema Rifiuti».
Gli esponenti della minoranza contestano anche l’atteggiamento dell’amministrazione: «non prende posizione sul fatto che Sovrintendenza e Provveditorato alle Opere Pubbliche si servano dei privati per lo smaltimento macerie, bypassando la filiera pubblica a fronte di indicazioni opposte che il Governo Nazionale aveva previsto nel Decreto Abruzzo. Inoltre non chiarisce, anche in rapporto alle competenze dell'Ufficio Speciale di Aielli, se Asm ha diritto o meno al 1.5 milioni relativo ai "rifiuti ingombranti", cifra che, per anni, il Commissario Romano aveva concesso. E non chiarisce se il Comune dell'Aquila risolverà o meno il proprio debito nei confronti di Asm di circa 3 milioni di euro e non si assume responsabilità su una condotta di 7 anni che ha portato ad aumenti di livelli, aumento del personale amministrativo (a discapito di quello necessario su strada), contratti spropositati sottoposti a "luminari" del settore (vedi 160 mila euro all'ex Direttore Generale D'Amico)»