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Montesilvano, Di Mattia occuperà la Stella Maris e attacca ancora 'i poteri forti'

Anelli: «fumo negli occhi»

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Montesilvano, Di Mattia occuperà la Stella Maris e attacca ancora 'i poteri forti'

Attilio Di Mattia




MONTESILVANO. «Ben vengano un milione e mezzo di euro. Ma chi li gestirà? Un ente che non ha futuro? A cosa serviranno?»
Sono questi gli interrogativi dell’ex sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, dopo l’annuncio dell’assessore provinciale Aurelio Cilli del milione e mezzo che sarà investito per il rifacimento della zona giardino e i parcheggi della struttura.

Di Mattia è scettico sul ruolo da affidare alla Stella Maris che secondo la Provincia ospiterà la centrale della Polizia Provinciale di Pescara e un presidio permanente del 118.
«In questo modo quanta ricchezza riusciranno a moltiplicare? Zero», si domanda e si risponde l’ex sindaco, «perchè gestire soldi in questo modo significa gratificare questo o quel politico e danneggiare l'intera comunità. Stella Maris è l'occasione di investimento per fare turismo, creare posti di lavoro, attrarre investitori. Ecco come avrei gestito i soldi. Poi basta chiedere ai cittadini: volete che i soldi di tutti vengano messi per dare posto alla polizia provinciale, o immaginate un polo turistico? Non è difficile immaginare la risposta». Per protesta Di Mattia ha annunciato che occuperà la struttura domenica alle ore 11. «E’ un gesto simbolico per dire basta agli spezzatini elettorali in salsa politica retrò».
Fin dal suo insediamento Di Mattia aveva chiesto alla Provincia che il Comune potesse gestire la ex colonia: «Hanno avuto decenni per restituire questo bene ai cittadini», disse ad ottobre. «Non ci sono riusciti, né Regione, né Provincia. Io chiedo quattro anni per renderla il più bel biglietto da visita del nostro territorio».
Come la Regione ha ceduto gratuitamente la proprietà dell’immobile alla Provincia – secondo Di Mattia - così la Provincia potrebbe cederla al Comune.

L’OPERAZIONE VERITA’
Intanto ieri l’ex sindaco ha avviato ufficialmente la cosiddetta 'operazione verità', fatta di incontri con i cittadini nei diversi quartieri, a poco più di un mese dallo 'strappo' dei 13 consiglieri che si sono dimessi facendo cadere l'amministrazione comunale da lui guidata. Ad ascoltarlo, affiancato dalla Giunta e dai suoi fedelissimi, nella sala conferenze dell'hotel 'La Ninfea' c'erano più di 200 cittadini. Presenti, tra gli altri, il segretario provinciale del Pd, Francesca Ciafardini, il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle, Manuel Anelli, e il segretario provinciale del Prc, Corrado Di Sante.
«Per cambiare bisogna avere un certo Dna, non è facile. La verità è una scelta», ha detto Di Mattia. «Oggi non è campagna elettorale, è un'altra cosa - ha esordito -. Dobbiamo spiegare perché un determinato percorso, in maniera non normale, in soli 20 mesi, si è stoppato». Più volte l'ex primo cittadino ha fatto riferimento ai 'poteri forti' di Montesilvano, «quei gruppi di potere che fanno azione di ostruzionismo perché non vogliono che le linee programmatiche vadano in porto». Con lo strappo del 16 febbraio scorso, secondo Di Mattia, «politici che nulla hanno a che fare con Montesilvano hanno apparecchiato il tavolo della nostra città in vista delle elezioni regionali, mentre noi lavoravamo».

«LE STRANE COINCIDENZE»
Mostrando una serie di slides, l'ex primo cittadino ha parlato di «strane coincidenze»: il bilancio, «approvato da quegli stessi consiglieri che, però, in quell'occasione non ci hanno fatto cadere per caricare su di noi scelte impopolari inevitabili»; i rifiuti, considerato che «in Abruzzo ci guadagnano sempre gli stessi e sarà un caso che quando abbiamo revocato il bando da 32 milioni di euro della vecchia amministrazione qualche imprenditore si sia arrabbiato»; l'urbanistica, con il «gruppo di lavoro creato solo pochi giorni prima delle dimissioni per recuperare delle carte mancanti».
L'operazione verità promossa da Di Mattia proseguirà con analoghi incontri pubblici, negli altri quartieri della città. Intanto è atteso per domani il pronunciamento del Tar sul ricorso presentato dall'ex sindaco contro l'atto delle dimissioni che, a suo dire, conterrebbe una serie di vizi di forma.

ANELLI: «MONTAGNA HA PARTORITO IL TOPOLINO»

«Una montagna ha partorito un topolino«: così il portavoce e candidato sindaco del M5S a Montesilvano, Manuel Anelli, ha commentato l’incontro pubblico 'verità' dell' ex sindaco del Comune, Attilio Di Mattia. «Mi aspettavo di sapere, documenti alla mano, quanti oneri di urbanizzazione il comune non avesse incassato, di avere i nomi dei monopolisti del rifiuto che a detta sua lo 'hanno fatto cadere', di sentire nomi e cognomi dei complottisti che hanno spalleggiato i poteri forti. Siamo rimasti tutti a bocca asciutta, molto delusi. Molti degli intervenuti se ne sono andati dopo aver sentito il piagnisteo dell'ex sindaco sul 'complotto' senza fare nomi o produrre nulla di rilevante». «Questa operazione verità - conclude Anelli - si è trasformata in operazione 'fumo negli occhi'».