LA POLEMICA

Pista ciclabile Punta Aderci, l’assessore: «tutela ambientale imprescindibile»

Continua il dibattito sul progetto contestato

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Pista ciclabile Punta Aderci, l’assessore: «tutela ambientale imprescindibile»




VASTO. Non un no secco alla pista ciclo-pedonabile progettata all’interno della Riserva Regionale di “Punta Aderci” ma contrarietà al tratto, di circa 2,5 km sull’ex tracciato ferroviario che va da Torre Sinello a Mottagrossa (cioè tra le due sbarre di accesso allo stesso).

E’ questa la posizione dell’Arci Porta Nuova, Fai, Italia Nostra e Comitato cittadino sulla questione che sta suscitando diverse polemiche e reazioni. Le motivazioni della non condivisione del percorso da parte di queste associazioni sono tante ed alcune hanno trovato concretezza piena il 2 marzo scorso, durante la passeggiata svoltasi in occasione della Giornata delle Ferrovie dimenticate organizzata dalla Sezione di Italia Nostra di Vasto.
«Sarebbe un’azione in totale dispregio del contesto naturalistico di quei luoghi e i 2,2 milioni di euro previsti per i lavori sarebbero buttati al vento», hanno denunciato gli ambientalisti.
«Se non si vuole la pista ciclabile nel tratto dell’ex tracciato ferroviario allora non si può essere favorevoli alla pista ciclabile dentro la Riserva. Non capisco come si sia costruita la tesi che questo è possibile», replica però l’assessore alle aree protette Marco Marra.
«L'ipotesi di individuare un percorso alternativo è di fatto resa impraticabile dall'esigenza di approvare in fretta il progetto definitivo che è legato al finanziamento di 1.999.000 € che il Ministero ha concesso sulla base del progetto preliminare della Provincia di Chieti, denominato “Via verde della Costra dei trabocchi” e che è un progetto tanto spesso nominato dalle associazioni a difesa delle posizioni pro parco della Costa Teatina. Quel progetto passa sull’ex tracciato ferroviario, non è mai stato un segreto e mai ho sentito levate di scudi contro. Discostarsi da questo particolare sostanziale e cambiare percorso vorrebbe dire perdere il finanziamento con il quale si garantirebbe la realizzazione dell’opera. Pertanto capite bene che dichiararsi favorevoli ma porre un così pesante distinguo crea confusione».

L’assessore assicura che la tutela della riserva e il rispetto delle regole «sono condizioni imprescindibili per le opere che andremo a realizzare: è materialmente impossibile, però, realizzarle senza l'utilizzo di mezzi meccanici, utilizzo che avverrà sotto il controllo di esperti in materia ambientale, al fine di minimizzare le criticità, come già avvenuto per il SIC 101 e la pista di Vasto Marina».

Tra il definitivo e il progetto esecutivo, chiarisce ancora l’assessore, si dovrà perfezionare il progetto nella specificità delle prescrizioni e se si riterrà la necessità di produrre altre valutazioni, non sarà impossibile. Si creerà dunque un tavolo di supervisione con le associazioni. «Vasto reclama queste infrastrutture. Da amministratori abbiamo il dovere di dare prospettive al nostro territorio e a chi lo abita», chiude Marra.
Anche l’associazione di promozione sociale “Vasto Libera”, si inserisce nel dibattito, rendendo note le azioni che sta portando avanti. «Lo scorso 20 febbraio – spiega il presidente del sodalizio, Carlo Centorami – ho protocollato una richiesta per visionare il certificato di pubblicazione di alcune determine del 2010, relative, appunto, alla pista ciclabile. Da un colloquio con il personale del quinto settore, è emerso che la pubblicazione spetta appunto alla Segreteria. Ora sono in attesa di una risposta. La domanda che mi pongo, in quanto portatore di interessi pubblici, è se queste determine siano state o meno pubblicate. Ciò è importante ai fini della validità di quegli atti richiamati nell’ultima determina del 2014 sempre riguardante la ciclabile a Lebba». Tra l’altro l’Associazione “Vasto Libera” spiega che sia nel 2012 che nel 2013, per ben tre volte, ha chiesto di avere copia del certificato di corretta esecuzione dei lavori dello stesso percorso ciclabile, senza però ottenere risposta alcuna. «Torneremo – ha concluso Carlo Centorami – a chiedere la corretta esecuzione del lavori, restando in attesa di una risposta ufficiale sugli argomenti».