POLEMICHE INFINITE

Sasi, Scutti ostenta tranquillità: «si agitano tempeste in bicchieri d’acqua»

Oggi previsto il cda che dovrà affrontare diverse questioni spinose

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Sasi, Scutti ostenta tranquillità: «si agitano tempeste in bicchieri d’acqua»




CHIETI. «Si continuano ad agitare tempeste in bicchieri d'acqua»
Così il presidente di Sasi spa Domenico Scutti sintetizza la situazione che ruota intorno alla società che gestisce il servizio idrico integrato in 76 Comuni.
Nei giorni scorsi Brunella Tarantini, dipendente del Comune di Lanciano, si è dimessa dal Consiglio di amministrazione. Stamattina è prevista una assemblea dei soci che il deputato Fabrizio Di Stefano definisce «illegittima» ed è sempre il parlamentare che spinge il presidente a presentare le dimissioni.
«Scutti», ha spiegato Di Stefano, «non può convocare una assemblea con questo Cda non riconosciuto e nè iscritto al Registro delle imprese. E poi nell’ordine del giorno ci sono inesattezze oltre che l’ammissione dell’errore da parte di Scutti nell’aver escluso D’Ercole. Nel primo punto infatti si dice “sanatoria, ratifica e rinnovo della deliberazione assunta dal Cda di Sasi il 24 ottobre 2013” in cui D’Ercole è stato sostituito con Vincenzo Marcello. Si sana una situazione irregolare quindi è irregolare l’esclusione di D’Ercole».
Nelle scorse settimane il giudice del registro del tribunale di Chieti, Nicola Valletta, ha respinto il ricorso della società che chiedeva l’ iscrizione al Registro delle Imprese. Il giudice ha evidenziato che il Cda presentato è difforme da quello eletto dall’assemblea de 7 ottobre 2013 che indicava Domenico Scutti come presidente, poi Brunella Tarantini, del centrosinistra, e Patrizio D’Ercole, del centrodestra, come consiglieri. Mentre quello presentato per l’iscrizione toglieva D’Ercole inserendo Vincenzo Marcello. Una decisione che ha di fato bloccato la Sasi. Ma c’è un ricorso che fa sperare ancora la società. 

Scutti ribadisce «una volta per tutte» che l’assemblea dei sindaci soci della Sasi «ha l'autonomia di stabilire i propri rappresentanti nel consiglio di amministrazione, con un metodo assolutamente democratico, che tenga conto solo di ciò che stabiliscono le norme. Mi verrebbe da dire che, come al solito,. Le tempeste non le temiamo ma anzi le rimandiamo al mittente, con la consapevolezza che la nostra gestione è preziosa e trasparente almeno quanto l’acqua che forniamo ai cittadini».
Sulle dimisisoni di Tarantini il presidente spiega: «la signora ha mostrato sin dal primo momento qualche incertezza nel rivestire a titolo gratuito un ruolo impegnativo, carico di responsabilità nei confronti dei cittadini, ma soprattutto soggetto a molte pressioni esterne. Incertezza la sua, del tutto comprensibile visto che la spending review non prevede rimborsi per le ore aggiuntive di lavoro dei dipendenti comunali con incarichi di questo tipo. Questi problemi tecnici, del tutto risolvibili, non compromettono però lo svolgimento delle nostre attività e, nella prossima assemblea (quella di oggi, ndr) provvederemo anche alla surroga della signora Tarantini. Nulla di strano per noi, nulla di straordinario, nessuno scoop. Inoltre, vorrei chiarire che, sempre per l'applicazione della spending review, rivesto il doppio ruolo di presidente ed amministratore delegato. Questi argomenti sono stati sviscerati ampiamente dai nostri legali, e da tutti coloro che continuano a cercare cavilli per non farci lavorare serenamente, le polemiche su questi argomenti ormai sono inchiostro sprecato. Noi pensiamo a lavorare sempre e comunque al servizio dei cittadini con grande disponibilità nei confronti dei sindaci, veri artefici degli ottimi risultati conseguiti fino ad ora».
Nella «tempesta» di polemiche si inserisce anche Carlo Petaccia della segreteria provinciale Filctem Cgil di Chieti: «in un silenzio assordante delle Istituzioni, compresa la prefettura, che nella Società Sasi Spa si stanno violando le più elementari relazioni sindacali così come previsto dal contratto nazionale. Le sigle sindacali di categoria, anche a supporto della efficienza del lavoro, a beneficio delle utenze che si ritroveranno ad avere un aggravio economico sulle bollette ed a beneficio ed al rispetto dei profili professionali dei lavoratori, hanno chiesto invano un incontro alla Società ma l'arroganza del Presidente e l'indifferenza di tutto il CdA, l'assemblea dei soci, non hanno premesso l'incontro per continuare a discutere ciò che si era interrotto a giugno 2013 prima della rielezione del Presidente».
Il merito della richiesta dell'incontro verteva principalmente sulle efficienze del lavoro, sulla rivisitazione della Pianta Organica e la corretta applicazione del Contratto Nazionale.