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Comune Pescara: torna lo spettro delle dimissioni di massa

Acerbo e Di Nisio ancora indecisi se dimettersi o meno

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Comune Pescara: torna lo spettro delle dimissioni di massa




PESCARA. Il sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia ha revocato sabato scorso l'incarico di assessore a Giovanna Porcaro, delegata alla Cultura.
La decisione è arrivata a seguito della «scelta politica compiuta» di partecipare alla conferenza stampa dell' Udc verso il Partito Popolare Europeo con il Partito Liberale. La sua presenza all'incontro, dice Mascia, «rende chiaramente incompatibile la sua permanenza nella nostra amministrazione» considerato che la parte dell'Udc che fa capo a Vincenzo Dogali ha firmato dinanzi al notaio la sfiducia nei confronti della maggioranza di governo.
Porcaro ricostruisce così le ultime ore: «avevo presentato le dimissioni al sindaco perché volevo aderire ad un nuovo progetto politico che condivido e che ho deciso di intraprendere insieme a Vincenzo Dogali. Il sindaco Mascia durante la seduta della giunta comunale le ha respinte, dandomi l’opportunità di rifletterci ancora 24 ore. Ringrazio il sindaco per la fiducia, ma naturalmente la mia decisione era stata già presa e condivisa con il mio gruppo, seppur manifestando alcune perplessità sul metodo. Il mio impegno per Pescara», aggiunge Porcaro, «proseguirà con l’onestà intellettuale e la determinazione che mi appartengono affinché, quanto seminato in questi due anni, resti a vantaggio della collettività».
Ormai la distanza tra Udc e Mascia è insanabile tanto che il partito, insieme ai Liberali per Pescara, ha annunciato che sosterrà il candidato Marco Alessandrini.
Alla conferenza stampa di sabato c’erano il capogruppo dei Liberali per Pescara, Renato Ranieri, il consigliere Giuseppe Bruno e la parte dell'Udc contraria a un secondo mandato di Mascia, cioè Vincenzo Dogali, Vincenzo Di Noi, l'assessore comunale Giovanna Porcaro e il commissario provinciale Enzo Di Vittorio. C'erano anche Daniele Toto, della segreteria nazionale del Partito Liberale Italiano, e il coordinatore regionale Mauro Chilante. Nei prossimi giorni verrà presentata la lista, in cui ci saranno numerosi esponenti della società civile. «Pescara si fonda su tre questioni importanti - ha affermato Ranieri -: porto, aeroporto e stazione. Su questi tre punti saremo inamovibili. La nostra è una città turistica e commerciale e senza infrastrutture non può sopravvivere. Una città così importante, soprattutto per i collegamenti con l'Est, è stata dimenticata dall'Europa. Partiremo da questi tre punti, che sono anche le priorità illustrate da Marco Alessandrini».

IL NODO DELLE DIMISSIONI
E non è ancora chiuso il capitolo delle dimissioni di massa dei consiglieri. Novità potrebbero arrivare nei prossimi giorni,
Venti consiglieri, tra cui il presidente del Consiglio, hanno già firmato davanti al notaio Massimo D'Ambrosio le proprie dimissioni, ma manca la ventunesima firma, determinante, che potrebbe essere quella di Maurizio .Acerbo (Rc) o dell'indipendente Fausto Di Nisio.
Acerbo che chiede al Comune di ritirare il progetto della Duna sul lungomare sud  spiega così i motivi della sua mancata firma: «i revisori dei conti hanno attestato una situazione di sofferenza finanziaria del Comune per 14 milioni di euro. Se c'è anche la remota possibilità che con l'arrivo del commissario scatti un aumento delle tasse per tutti i cittadini, senza valutazioni politiche, allora io non firmo niente». Inoltre, secondo il consigliere, non è ancora chiaro se una eventuale caduta dell'amministrazione Mascia possa far slittare il voto al 2015. In tal senso Acerbo riferisce di avere allertato, a Roma, una collega di partito che lunedì andrà al ministero a verificare, «anche se dalle prime informazioni in caso di dimissioni non dovrebbero esserci problemi a votare il 25 maggio».
Due, infine, le opzioni per il consigliere di Rifondazione: «o l'amministrazione si impegna a non fare nulla che non sia concordato con l'opposizione, in altre parole tenere la maggioranza sotto controllo, oppure - evidenzia - l'altra scelta è quella di far cadere l'amministrazione. Puo' essere positivo farla cadere per evitare altri danni, perche' questa maggioranza e' stata dannosa, e poco produttiva in alcuni campi», ha osservato. Di Nisio, invece, annuncia che sta ancora ragionando se firmare o meno. Di certo non si dimettera' «se le elezioni rischiano di spostarsi di un anno» e di certo, sottolinea con forza, «non ho fatto il salto della quaglia. Il mio interesse primario e' rappresentato dai cittadini. Questa amministrazione ormai e' finita, non puo' fare piu' nulla».

FOSCHI: «CON COMMISSARIO AUMENTANO LE TASSE»
Secondo il consigliere di centrodestra l’arrivo del commissario prefettizio porterebbe diversi problemi: «Raddoppio immediato e indiscriminato dell'Irpef comunale, decadenza immediata delle agevolazioni decise dalla politica sulla Tares, applicazione immediata della nuova tassa Iuc, l'Imposta unica comunale. Chiusa la gestione politico-amministrativa del territorio - aggiunge il capogruppo -, subentrerà una gestione strettamente tecnica per le attività ordinarie a partire dal far quadrare i conti di un Comune che, come nel resto d'Italia, non ha ancora approvato il bilancio 2014 e sta lavorando per dodicesimi, con un Commissario che dovrà obbligatoriamente approvare quel bilancio entro il 30 aprile con i mezzi a disposizione». Nell'elencare le conseguenze di un'eventuale caduta dell'amministrazione, Foschi spiega: «Non si tratta di terrorismo, ma è semplicemente il quadro esatto che si delineerà tra qualche giorno a Pescara se verranno confermate le dimissioni di 21 consiglieri dinanzi a un notaio, scelta legittima che determinerà però dei riflessi sul territorio di cui la città deve essere informata».

«NESSUNA CONGIURA»

Respinge le ipotesi di una congiura contro il sindaco il capogruppo del Pd, Moreno Di Pietrantonio: «non ci sono manovratori o obbiettivi oscuri dietro l’iniziativa delle firme depositate presso il notaio D’Ambrosio finalizzata allo scioglimento del Consiglio Comunale e alla decadenza del sindaco. Si tratta esclusivamente di una iniziativa politica alla luce del sole perseguita da tempo e dettata dalla inadeguatezza e ora anche dalla dannosità di questa amministrazione a guida Mascia per Pescara e per i Pescaresi. Questa amministrazione non ha più una maggioranza da tempo fino ad arrivare oggi a contare 19 consiglieri da 26 di partenza questo è il vero dato del fallimento politico altro che congiure e manovratori, tutto questo per le troppe contraddizioni di questi anni sulle cose da fare bloccando qualsiasi iniziativa e portando il Comune alla paralisi totale e a un forte deficit finanziario causato da una politica irresponsabile di spese inutili».

«MASCIA BALLA DA SOLO»
«Mascia balla da solo. Potrebbe essere questo lo slogan della campagna elettorale del primo cittadino uscente», commenta invece la segretaria provinciale del PD di Pescara Francesca Ciafardini. «Con la nuova aggregazione politica fatta dall'Udc e dai liberali sono certa che il centrosinistra potrà dialogare, tanto a Pescara quanto a Montesilvano, guardando alle criticità da affrontare e avendo come unico obiettivo la voglia di rendere il nostro territorio più vivibile, più competitivo, più moderno». 

CONSIGLIERI SI RIVOLGONO A PREFETTO  
A seguito di una riunione dei capigruppo, che si e' tenuta questa mattina in Comune, a Pescara, si e' deciso di chiedere un parere al prefetto Vincenzo D'Antuono sulla data del voto in caso di dimissioni di 21 consiglieri. Una delegazione, guidata dal presidente del Consiglio Roberto De Camillis, si rechera' dal prefetto per chiedere lumi su questo aspetto. I consiglieri che hanno gia' depositato la propria firma dinanzi al notaio Massimo D'Ambrosio, ma anche altri, chiedono di sapere se si votera' o meno il 25 maggio se il consiglio dovesse sciogliersi. Nell'incontro di oggi si e' preso atto che «politicamente la maggioranza non c'e' piu'», sia che si raggiungano le 21 firme sia che cio' non avvenga. Al momento le firme sono venti e c'e' tempo fino a domani per apporre la ventunesima.
CONSIGLIERI SI RIVOLGONO A PREFETTO

  A seguito di una riunione dei capigruppo, che si e' tenuta questa mattina in Comune, a Pescara, si e' deciso di chiedere un parere al prefetto Vincenzo D'Antuono sulla data del voto in caso di dimissioni di 21 consiglieri. Una delegazione, guidata dal presidente del Consiglio Roberto De Camillis, si rechera' dal prefetto per chiedere lumi su questo aspetto. I consiglieri che hanno gia' depositato la propria firma dinanzi al notaio Massimo D'Ambrosio, ma anche altri, chiedono di sapere se si votera' o meno il 25 maggio se il consiglio dovesse sciogliersi. Nell'incontro di oggi si e' preso atto che «politicamente la maggioranza non c'e' piu'», sia che si raggiungano le 21 firme sia che cio' non avvenga. Al momento le firme sono venti e c'e' tempo fino a domani per apporre la ventunesima.

«DIMISISONI PER SITUAZIONE DI PREDISSESTO»

«Il comune di Pescara e' in una situazione di predissesto per cui c'e' l'urgenza di mandare tutti a casa». Cosi' i consiglieri comunali di centrosinistra che hanno gia' firmato le dimissioni dinanzi al notaio parlano della necessita' di chiudere la consiliatura apponendo anche la ventunesima firma. A parlare per tutti e' stato Camillo D'Angelo del Pd che ha illustrato i termini della situazione finanziaria del Comune, partendo da una relazione della Corte dei Conti.

Delle somme vincolate, ha spiegato, sono state utilizzate per spese che non hanno nulla a che fare con le realizzazioni a cui erano destinate, per cui le somme che entrano dovrebbero servire a reintegrare questi fondi. Le sofferenze dell'ente ammontano a 56 milioni di euro e, anche se dovessero entrare le somme per reintegrare le risorse gia' utilizzate, si arriverebbe comunque ad una sofferenza strutturale di 34 milioni di euro «che il sindaco dovrebbe spiegare come intende coprire». In questa fase, quindi, si dovrebbero contenere i pagamenti e invece, ha detto D'Angelo «si continua a far partire i cantieri, come quello di piazza Unione e sulla riviera sud», attesi per i prossimi giorni. D'Angelo ha annunciato, infine, che «sono assicurati solo gli stipendi di marzo»

REVOCA DELLA SEDUTA DI OGGI

Intanto la seduta odierna del Consiglio comunale di Pescara, convocata per le 15.30, e' stata revocata e rinviata a nuova data che sara' successivamente comunicata. E' quanto rende noto l'ufficio stampa dell'ente.