BALLOTTAGGIO DELLE PRIMARIE

Ballottaggio centrosinistra Pescara: Blasioli pensa al ritiro

Alessandrini assicura: «nessuna spartizione di poltrone, cariche o deleghe»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2329

Ballottaggio centrosinistra Pescara: Blasioli pensa al ritiro

Di PIetrantonio e Alessandrini




PESCARA. Il ballottaggio di domenica prossima tra Marco Alessandrini e Antonio Blasioli potrebbe non tenersi.
Blasioli sta infatti meditando di lasciare «per il bene delle coalizione». Intanto i giornali ricostruisco presunte spartizioni per trovare un accordo ma entrambi smentiscono categoricamente.
«"Le voci e le notizie su presunte spartizioni di poltrone, cariche e deleghe sono destituite di ogni tipo di fondamento», assicura Alessandrini. «Accordi di tale natura - si legge nel comunicato - non solo non sono mai stati in discussione in questi giorni, ma non appartengono alla mia storia personale, come credo anche a quella del mio sfidante, non sono pratica del partito di cui faccio parte, non sono scenari reali di questi frangenti di campagna per le primarie in cui si discute del Comune di Pescara e in cui la Regione e i candidati regionali non c'entrano niente. L'unica cosa che a me preme e, sono convinto, anche al mio collega di partito e candidato al ballottaggio Antonio Blasioli, e' di tornare al governo della citta' e scriverne un futuro diverso subito. Di questo si parla, di questo sono disposto a parlare aspettando il voto di domenica, di questo si parlera' durante le tappe della campagna elettorale a venire per il voto di Maggio».

Blasioli intanto riflette e pare che sia intenzionato a fare un passo indietro: : «se oggi sto riflettendo sulla possibilità di conciliare è solo perché il sistema del ballottaggio mi penalizza fortemente. Ho una grande dignità e sono convinto ancora del mio progetto e del fatto che potrei essere la persona giusta a concretizzare grandi risultati per Pescara. Ma non posso non tener conto che alle primarie voteranno le stesse persone di domenica scorsa, e la matematica mi è totalmente contro. In questi giorni ho ricevuto molti attestati di stima e tanti pescaresi mi hanno contattato per dirmi che vedono in me il vero cambiamento, un uomo che non vuole diventare sindaco a tutti i costi e che per diventarlo non è pronto a scendere a compromessi. Compromessi di qualunque genere». 

Quando Blasioli mercoledì si è seduto al tavolo con Marco Alessandrini, su invito di quest’ultimo, «non ho mai chiesto deleghe né per me né per chi mi ha sostenuto. Preciso che non siamo stati noi a richiedere alcun incontro e che l’assessorato regionale a Donato Di Matteo, non solo non è stato minimamente accennato, ma soprattutto non poteva essere oggetto di una trattativa che riguarda il Comune di Pescara».
Intanto Di Pietrantonio si schiera dalla parte di Alessandrini: «condivide il nostro programma, che si sviluppa in dodici punti di rilancio e innovazione della città».
Lo stesso Alessandrini ha parlato di «indiscutibili affinità politiche e culturali» tra i due, che hanno consentito di ragionare sui contenuti programmatici. A cominciare da green economy, urbanistica, lotta al degrado sociale e, non ultimo, il capitolo cultura e il suo spirito contemporaneo. 


Intanto in queste ore c’è un nuovo candidato sindaco, Alessio Di Carlo, coordinatore de La Grande Pescara. E Di Carlo spiega: «abbiamo dovuto prendere atto della indisponibilità, da parte degli aspiranti a sindaco di Pescara, di cogliere la storica opportunità che si apre con il referendum e con la creazione di un Comune che costituirà la capitale naturale della costa adriatica, vista la miglior collocazione strategica rispetto a Bari e Venezia: e questo nonostante le evidenti ricadute positive in termini di capacità di attrazione, di sviluppo infrastrutturale, di abbattimento di costi della macchina amministrativa e di capacità di reperimento di maggiori risorse, anche di natura comunitaria».