LE REAZIONI

Urbanistica Montesilvano, Il Pd si spacca su Di Mattia, Rifondazione lo sostiene

Silli: «provammo a tutelare gli interessi della città»

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Attilio Di Mattia

Attilio Di Mattia




 
MONTESILVANO. C’è agitazione a Montesilvano per le ripercussioni che l’azione avviata da qualche mese dall’ex sindaco Di Mattia potrà avere sulle casse dei costruttori.
La somma che il Comune deve incassare è di circa 4mln di euro ma c’è chi invece di dimostrare l’avvenuto pagamento passa agli avvertimenti e promette querele per diffamazione.
Anche gli uffici ed i dirigenti vivono atmosfere altalenanti e temono, da una parte, le reprimende dei costruttori, dall’altra, quelle dell’ex sindaco che pretende le carte e, dall’altra ancora, l’ipotetica azione della magistratura che potrebbe intervenire ancora una volta.
C’è chi si irrigidisce sul tema che invece dovrebbe essere semplice: gli oneri urbanistici sono dovuti per legge e dunque si devono pagare. Chi non li ha pagati è inadempiente. Punto.
C’è poi una curiosa trance del problema che, invece, mira a verificare  quegli accordi già stipulati con i costruttori con il Comune tempo addietro che prevedono opere o servizi accessori. Ci sono accordi di programma stipulati dalle passate amministrazioni che avrebbero consentito ai costruttori di effettuare lavori di manutenzione del verde pubblico invece che pagare gli oneri urbanistici.
Quali lavori, chi ha stimato il valore, dove sono le pezze d’appoggio? In un altro caso invece si prevedeva la piantumazione di un certo numero di palme. Il punto però è che la verifica di quanto fatto risulta allo stato difficile. E se mancano le carte che provano il contrario, pensare all’ennesimo regalo è un attimo.
E proprio sull’urbanistica il Pd è schizofrenico. Ieri la rappresentanza locale aveva espresso giudizi duri su Di Mattia. Il segretario cittadino del Pd Romina Di Costanzo ha definito 'incaute' le dichiarazioni contro i palazzinari, ha spiegato che non c'era stata nessuna concertazione con il partito anche perchè «se lo avessimo saputo», ha detto Di Costanzo, «lo avremmo invitato alla prudenza. Se sa qualcosa vada a denunciare ai pm».

Quelle dichiarazioni hanno 'costretto' il segretario provinciale del Pd, Francesca Ciafardini, a ribadire la posizione ufficiale del partito :«Io sono ferma all'ultima direzione, da cui è emerso che, al momento, è lui l'unico candidato sindaco di Montesilvano (Pescara) per il centrosinistra».

«Le questioni che Di Mattia ha tirato fuori, come l' urbanistica - aggiunge Ciafardini - hanno irrigidito alcuni che si sono sentiti attaccati. In ogni caso, ben venga l'operazione verità, cercando di farla insieme, Giunta e partito, e stando attenti a non usare toni troppo accesi. Ma nessuno di noi - ribadisce il segretario - ha mai detto che Di Mattia non è il nostro candidato».
Allora perché queste divergenze di vedute nello stesso partito? Forse perché Pescara è lontana da certe logiche che evidentemente sono tutte giocate nel “pollaio Montesilvano”?  

«DI MATTIA CEMENTIFICATORE E AMICO DEI COSTRUTTORI»
Qualche giorno fa tuttavia l’ex consigliere comunale Lorenzo Silli aveva attaccato Di Mattia sulla vicenda del centro commerciale.
«Proprio per parlare di urbanistica», sostiene Silli, «Attilio Di Mattia dimentica che a Maggio/Giugno 2013 si affrettò a firmare un pre-accordo di programma con un grande costruttore, per concedere alcuni aumenti volumetrici da insediare nel PP1. Attilio Di Mattia dimentica che la delibera da lui stesso proposta  fu osteggiata da tutta la minoranza e dal sottoscritto, insieme ai consiglieri Vaccaro, Di Stefano, Di Felice, Tereo de Landerset e Petricca. In particolare il gruppo di cui faccio parte, “Montesilvano in Comune” fece apportare numerose modifiche all’atto che il sindaco aveva già siglato, facendo lievitare da 500.000 a 930.000 gli introiti per il Comune, pretendendo computi metrici e capitolati per le opere  pubbliche che il privato andava a realizzare, richiedendo un cronoprogramma con tempi certi per non lasciare in abbandono e degrado la zona. Il sindaco si infastidì della nostra azione, nonostante fosse volta solo a tutelare gli interessi della città, migliorando un atto deliberativo che, così come era stato concepito, non tutelava minimamente il bene comune. Addirittura, ai tempi, Attilio Di Mattia minacciò di andarsene se non avessimo approvato quella variante al PP1».
Sul punto Di Mattia ricorda che l’interesse di tutti era quello di ottenere il massimo dal costruttore D’Andrea anche perché le opere da realizzare erano più che necessarie alla collettività (c’era infatti anche una sala polifunzionale…). In un incontro verbalizzato con lo stesso costruttore tuttavia si registrò la netta contrarietà di questi a pagare 930mila euro e la cosa poi venne accantonata e non più presentata all’ordine del giorno per il mancato accordo sulla cifra con il costruttore.
Silli inoltre si dice d’accordo sulla «scempio urbanistico» perpetrato a Montesilvano «con un distinguo però sostanziale, io non dimentico che tutti gli atti di programmazione e pianificazione urbanistica della città, Piano Regolatore Generale, PP1, PP2 e PP3 sono stati realizzati da Amministrazioni di centrosinistra, dal 1995 del primo Gallerati al 2006 di Cantagallo. Questa è la storia, ma forse Di Mattia, essendo stato a lungo fuori città, non la conosce».

 RIFONDAZIONE:«ERA ORA MA NOI LO DICIAMO DA TEMPO»
Diverso il punto di Rifondazione comunista  che invece sprona Di Mattia ad andare avanti: «se ci avesse ascoltato per tempo la città ne avrebbe giovato, ma in ogni caso salutiamo positivamente questo ravvedimento operoso».
«I premi di cubatura, le trasformazioni urbanistiche, le valorizzazioni immobiliari, gli accordi di programma e le convenzioni capestro», dicono Michele Castellano Segretario cittadino PRC-SE  Montesilvano e Corrado Di Sante  Segretario Provinciale PRC-SE Pescara, «sono  passate in consiglio comunale e nelle giunte, con la sola opposizione di Rifondazione Comunista, che in città da oltre dieci anni è all’opposizione tanto del centrosinistra quanto del centrodestra. Per noi era evidente che con quel tipo di maggioranza Di Mattia era impossibilitato a promuovere il cambiamento e per questo andammo da soli alle scorse elezioni comunali. Ci stupisce che la neo-segretaria del PD consigli prudenza quando invece un’”operazione trasparenza” è oltremodo necessaria. Non ci stupisce invece che Cordoma e Gallerati prendano le distanze da Di Mattia».

E Rifondazione Comunista che dimostra di avere la memoria lunga ricorda come le norme urbanistiche, dal secondo mandato del sindaco Gallerati (Cantagallo assessore ai lavori pubblici)  passando per le amministrazioni Cantagallo, per  la gestione commissariale e il centrodestra di Cordoma, «sono state il vero scempio della città».
«Ad essere osceno era proprio “quello che si poteva fare” anche senza il bisogno di “forzature”», dicono Di Sante e Castellano, «le varianti in corso d’opera, i PUE, le aree studio, e via di seguito portano la responsabilità di progettisti, dirigenti e consiglieri comunali che non hanno alzato un dito per difendere gli interessi collettivi, svendendo il nostro territorio, cedendo cubatura in cambio di scarpate e fossi,  favorendo uno sviluppo disordinato, un patrimonio immobiliare immenso senza servizi pubblici essenziali, fermi agli anni ’90.  I protagonisti in consiglio comunale e non solo che hanno dato via libera a queste operazioni urbanistiche  sono quelli che “prudentemente” farebbero bene a mettersi da parte. Occorre revisione  i progetti, recuperare le somme di denaro, fare un’operazione verità, e lavorare ad una variante di salvaguardia al PRG, che salvi il salvabile.  Le vecchie convenzioni, i modi consuetudinari in città devono radicalmente cambiare. Lo si deve alla città e soprattutto agli imprenditori  onesti della città, i primi a doversi ribellare».