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Crisi Montesilvano, Aliano: «Di Mattia se ne torni in punta di piedi in Austria»

Continuano le polemiche dopo la caduta del sindaco

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Crisi Montesilvano, Aliano: «Di Mattia se ne torni in punta di piedi in Austria»

Attilio Di Mattia




MONTESILVANO. «Di Mattia avrebbe dovuto avere rispetto per l’elettorato, fare mea culpa, chiedere scusa e tornarsene in Austria in punta di piedi».
Commenta così l’ex assessore della giunta di centrosinistra Anthony Aliano, la decisione del primo cittadino di aver promosso un ricorso al Tar avverso le dimissioni di massa di 13 consiglieri che di fatto hanno annientato la sua amministrazione.
Alla base del reclamo presentato ci sarebbero una serie di presunte irregolarità di ordine tecnico: le dimissioni non sono state indirizzate al Consiglio comunale, così come previsto dal Testo unico degli enti locali; sono state portate per delega al protocollo da una terza persona, e in questo caso dal segretario provinciale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri. Ultima contestazione per il provvedimento di sospensione emesso dal Prefetto che non sarebbe «legittimo» e a pronunciarsi doveva essere il Ministero degli Interni.
Aliano (che oggi in qualità di avvocato rappresenta davanti al Tar gli interessi di Manola Musa-Pdl) sostiene che l'aver presentato un ricorso argomentato dai soli vizi di forma «che nulla hanno a che vedere con la immutata e sostanziale volontà degli eletti», rappresenti una modalità «irriguardosa tipica di chi non accetta in modo democratico che sia il popolo a scegliere». 

«L'ex sindaco», sostiene anche Lorenzo Silli, ex consigliere comunale del gruppo Montesilvano in Comune, «facendosi preliminarmente un esame di coscienza, dovrebbe fare un bilancio di quello che ha realizzato (poco e quel poco molto male), dovrebbe sforzarsi di capire il perchè una maggioranza si indebolisce anzichè rafforzarsi, smettendola di accusare chi ha rinunciato a comode poltrone, per giunta paventando assurde ipotesi di complotti e poteri forti».
Silli spiega che l'unico potere forte che ha indotto i 13 consiglieri a rimandare a casa l'amministrazione Di Mattia «è la voce del popolo, la voce della stragrande maggioranza dei cittadini di Montesilvano che, insoddisfatti, non potevano più sopportare questo suo modo di amministrare».
L’ex consigliere contesta anche l’istanza risarcitoria inserita nel ricorso: «è inverosimile, e forse anche di cattivo gusto, richiedere al Prefetto, ovvero al Ministero, ovvero ai cittadini che alla fine pagano, il risarcimento delle indennità da sindaco non percepite a causa della sua caduta. Se non ha amministrato, se non è stato in carica, perchè dovrebbero pagarla?»

«L’ex sindaco Di Mattia è stato sfiduciato per non avere fatto nulla per Montesilvano e i cittadini lo hanno percepito», sostiene anche Mauro Orsini, coordinatore di Montesilvano Futura che alle prossime amministrative pensa già al nome di Ernesto De Vincentiis come candidato sindaco. «Per Montesilvano», continua Orsini, «le prossime elezioni saranno l’ultima spiaggia, l’ultima possibilità per essere salvata ed è triste ascoltare i soliti nomi che circolano tra i possibili candidati che sono coloro che l’hanno distrutta».
«Non è chiaro quale ragionamento politico abbia sostenuto il presidente del consiglio di Montesilvano per assassinare dal notaio, e non in Consiglio, un'assise legittimamente insediata», contesta invece Nico Liberati. «Certamente questa consiliatura non si è contraddistinta per efficienza, ma in questi anni di grave crisi, quale giunta in Italia lo ha fatto? Possiamo certamente stigmatizzare alcune uscite a mezzo stampa di Di Mattia come originali, ma nel contempo lo dobbiamo ringraziare per averci salvato da una disgrazia epocale per Montesilvano quale sarebbe stata quella di mantenere in vita il vecchio appalto per la gestione della spazzatura».