POLITICA

Francavilla, Di Renzo: «Luciani non ha più la maggioranza»

Martedì 8 voti mettono in salvo il sindaco, opposizione: «sono pochi»

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Antonio Luciani

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FRANCAVILLA AL MARE. Il Consiglio comunale di martedì scorso ha ‘salvato’ il sindaco Antonio Luciani.
Era stato proprio il primo cittadino a chiedere una verifica della maggioranza e mettere un freno alle polemiche sollevate dalla segreteria cittadina del Pd che aveva richiesta un azzeramento della giunta.
Alla fine l’ha spuntata con 8 voti favorevoli, 3 contrari e 3 astenuti e anche il Partito Democratico ha deciso di non far cadere il governo.
Se il sindaco si dice soddisfatto, Stefano Di Renzo, capogruppo democratici per Francavilla, non la pensa allo stesso modo: «il Consiglio ha di fatto sfiduciato il sindaco sulle linee programmatiche di metà-fine mandato. Su nove voti necessari per ottenere la maggioranza, Luciani ne ha conseguiti solo otto compreso il suo».
«Un consiglio tecnicamente anomalo», lo definisce Stefano Di Renzo, capogruppo Democratici per Francavilla, «nel quale “l’argomento” principale in discussione, ovvero il programma attuato e da attuare, non era proposto nella forma tecnica necessaria per essere votato. Per questo motivo, pur con una dichiarazione di sfiducia nei confronti del sindaco, abbiamo deciso di non partecipare alla votazione per non renderci complici dell’ennesima sceneggiata volta solo a carpire il consenso dei consiglieri».

«Il programma sul quale il sindaco ha chiesto credito è pieno di mezze verità, di problematiche e decisioni politiche non condivise, come in tema urbanistico ed ambientale», denuncia Di Renzo. «Abbiamo ricordato alla Giunta i discutibili cambi di destinazione d’uso, l’abbattimento dei tigli monumentali su viale nettuno, l’inquinamento quasi permanente delle acque marine dove sono ubicati i fossi, la mancata attenzione alla problematica delle acque meteoriche, l’impoverimento dei beni monumentali come Torre Ciarrapico».
Il Partito Democratico, sebbene le frizioni interne, al momento della resa dei conti ha deciso di sostenere il sindaco. E’ stato chiaro qualche giorno fa il segretario cittadino del partito, Edoardo Viani: «sebbene il partito sia stanco delle continue provocazioni di Luciani, per senso di responsabilità non provocheremo una crisi politica amministrativa in un periodo così delicato».
E così è stato. Per il futuro, però, il Partito Democratico chiede un cambio di rotta e punta ad una «sostanziosa» riduzione dei costi della politica ed in particolare il dimezzamento dell’indennità degli assessori o l’azzeramento dei consigli di amministrazione delle società partecipate. Tra le altre questioni da affrontare il salvataggio del Palazzo Sirena che il primo cittadino vorrebbe invece parzialmente demolire. 

LUCIANI: «DICHIARAZIONI SINGOLARI»
«Il consigliere Di Renzo riesce sempre a stupirmi con le sue dichiarazioni che sono, diciamo così, quantomeno singolari», commenta il sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani, che aggiunge: «Ho chiesto pubblicamente ai Consiglieri di sfiduciarmi se contrari alla nostra azione amministrativa. Ho portato in Consiglio un documento sulle cose da fare con la speranza che parlassimo di fatti concreti invece, che so, di parlare, per sette comunicati stampa, della mancata adesione all’Associazione dei Comuni virtuosi. Mi sono imposto di non polemizzare su questioni di bilancio che, è evidente, Di Renzo non conosce. I suoi interventi sulle anticipazioni di cassa sono stati imbarazzanti. Tutto questo per ribadire il concetto che ai cittadini interessano le cose che fai e in quanto tempo le fai. E’ semplice. Il sermone del Consiglio Comunale dimostra quanto si continui a parlare molto e a proporre poco. Noto, però, che il comportamento del Consigliere Di Renzo ha avuto un’evoluzione interessante quanto significativa. Alle sue croniche e reiterate astensioni e ai restanti voti contrari, ha aggiunto la non partecipazione alla votazione. Una specie di work in progress. Le evoluzioni hanno sempre una motivazione. La motivazione del Consigliere Di Renzo, e non la mia motivazione come molti sostenevano erroneamente nei mesi precedenti parlando di una mia sceneggiata per candidarmi alle elezioni regionali, sono sempre le elezioni regionali e la probabile affermazione di Luciano D’Alfonso. In previsione, allora, è meglio uscire che votare contro: a proposito di mezze verità direnziane. Carro che vince ci si sale. Io non carpisco alcun consenso a tutti i costi come la storia di questa Amministrazione conferma. Il mio parlare dinanzi alla città di tutto quello che accade è una questione di trasparenza e di metodo. Non ho tempo per i retroscena perché devo decidere e lavorare. Non ho subito e non subirò retroscena. Ognuno di noi, nessuno escluso, si assumerà le responsabilità davanti alla città fino alla fine».
LUCIANI: «DICHIARAZIONI SINGOLARI»

«Il consigliere Di Renzo riesce sempre a stupirmi con le sue dichiarazioni che sono, diciamo così, quantomeno singolari», commenta il sindaco di Francavilla al Mare, Antonio Luciani, che aggiunge: «Ho chiesto pubblicamente ai Consiglieri di sfiduciarmi se contrari alla nostra azione amministrativa. Ho portato in Consiglio un documento sulle cose da fare con la speranza che parlassimo di fatti concreti invece, che so, di parlare, per sette comunicati stampa, della mancata adesione all’Associazione dei Comuni virtuosi. Mi sono imposto di non polemizzare su questioni di bilancio che, è evidente, Di Renzo non conosce. I suoi interventi sulle anticipazioni di cassa sono stati imbarazzanti. Tutto questo per ribadire il concetto che ai cittadini interessano le cose che fai e in quanto tempo le fai. E’ semplice. Il sermone del Consiglio Comunale dimostra quanto si continui a parlare molto e a proporre poco. Noto, però, che il comportamento del Consigliere Di Renzo ha avuto un’evoluzione interessante quanto significativa. Alle sue croniche e reiterate astensioni e ai restanti voti contrari, ha aggiunto la non partecipazione alla votazione. Una specie di work in progress. Le evoluzioni hanno sempre una motivazione. La motivazione del Consigliere Di Renzo, e non la mia motivazione come molti sostenevano erroneamente nei mesi precedenti parlando di una mia sceneggiata per candidarmi alle elezioni regionali, sono sempre le elezioni regionali e la probabile affermazione di Luciano D’Alfonso. In previsione, allora, è meglio uscire che votare contro: a proposito di mezze verità direnziane. Carro che vince ci si sale. Io non carpisco alcun consenso a tutti i costi come la storia di questa Amministrazione conferma. Il mio parlare dinanzi alla città di tutto quello che accade è una questione di trasparenza e di metodo. Non ho tempo per i retroscena perché devo decidere e lavorare. Non ho subito e non subirò retroscena. Ognuno di noi, nessuno escluso, si assumerà le responsabilità davanti alla città fino alla fine».