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Montesilvano, il Pd vuole ancora Di Mattia: «no a toto nomi»

Si aspetta la decisione del Tar e il centrodestra pensa a De Landerset

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Montesilvano, il Pd vuole ancora Di Mattia: «no a toto nomi»




MONTESILVANO. «Ad oggi l'unico candidato sindaco per Montesilvano è Attilio Di Mattia. Il sindaco uscente, defenestrato in quel modo da consiglieri che hanno cambiato casacca, si è detto disponibile ed è da lui che dobbiamo ripartire. Non è opportuno, in questo momento, il toto-nomi».
Lo afferma il segretario provinciale del Pd, Francesca Ciafardini, interpellato dall'Ansa sull'esito della direzione del partito che si è svolta ieri sera. All'incontro, nella sede cittadina del Partito democratico, hanno partecipato, oltre al segretario, gli ex consiglieri comunali, la Giunta e tutto il gruppo dirigente di Montesilvano.
Di Mattia, dunque, è il candidato naturale per il Pd, ma «altro sarà - sottolinea il segretario - se lui ritirerà la sua disponibilità o se non ci sarà condivisione da parte della coalizione. Abbiamo molte cose da proporre alla città - aggiunge Ciafardini - perché l'amministrazione guardava ai cinque anni. È chiaro che dopo 20 mesi non si vedono tutti i risultati. Vogliamo ripartire spiegando sia cosa è successo sia cosa faremo per la città. Organizzeremo delle assemblee pubbliche con i cittadini per spiegare tutto».
Il Pd è inoltre al lavoro sulla costituzione di liste civiche per «portare contributi esterni in coalizione».

IL RICORSO AL TAR
Intanto si attende il pronunciamento del Tar, che dovrebbe arrivare il prossimo 9 marzo o nel caso peggio alla fine del mese, dopo il ricorso presentato dall'ex sindaco per una serie di irregolarità tecniche nell'atto delle dimissioni. I giudici amministrativi potrebbero accogliere la sospensiva e, in tal caso, Di Mattia tornerebbe ad essere sindaco con tutta la sua squadra. «Ritengo legittime e fondate - conclude Francesca Ciafardini - le motivazioni che hanno spinto Di Mattia a presentare ricorso».
Gli avvocati che hanno curato l’atto contestano il fatto che le dimissioni non siano state indirizzate al Consiglio comunale, così come previsto dal Testo unico degli enti locali.
Altro punto contestato il fatto che le dimissioni non siano state presentate al Consiglio ma portate per delega al protocollo da una terza persona, e in questo caso dal segretario provinciale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri. Ultima contestazione per il provvedimento di sospensione emesso dal Prefetto che non sarebbe «legittimo» e a pronunciarsi doveva essere il Ministero degli Interni. Nel caso in cui i giudici del Tar dovessero accettare la sospensiva chiesta dal sindaco, Di Mattia tornerebbe in carica almeno fino alla discussione del merito. Questo vorrebbe dire addio al voto.

LA CAMPAGNA ELETTORALE
Intanto, però, la politica cittadina è in fermento e in queste ore c’è solo un solo candidato sindaco già designato. Si tratta di Manuel Anelli del Movimento 5 Stelle. Le altre forze stanno ancora ragionando e probabilmente non si vogliono bruciare nomi prima che si sciolga il nodo del Tar. Nel centrodestra tra i nomi più quotati c’è quello di Carlo Tereo de Landerset.
Non nasconde la sorpresa l’ex consigliere dell’Udc Oscaro Biferi: «personalmente non condivido le voci che vedono tra i possibili candidati a sindaco per il centrodestra Carlo Tereo de Landerset. Non vorrei che l'ex assessore di centrodestra ed ex presidente del Consiglio di centrosinistra si fosse innamorato del ruolo di sindaco. Visti i continui cambiamenti che assume voracemente incarichi per poi dimettersi subito dopo, non vorrei che Montesilvano si ritrovasse in una situazione analoga a quella vissuta pochi mesi orsono con Di Mattia, quando il sindaco è andato via per motivi personali lasciando la città e i Montesilvanesi. Chi ha tradito una volta lo farà ancora e questo è ancora più vero nel caso in questione, visti i continui cambi di casacca e soprattutto di schieramento». De Landerset dopo aver lasciato polemicamente la carica di assessore nella giunta di centrodestra di Pasquale Cordoma ha presentato una sua lista civica e successivamente ha aderito a Futuro e libertà. Subito dopo si è spostato in zona centrosinistra, assumendo l'incarico di presidente del Consiglio Comunale. Un anno dopo si è alleato con l’Udc per poi tornare nuovamente sui suoi passi.