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Montesilvano. Napolitano firma decreto scioglimento: il 25 maggio si vota

Incognita del ricorso al Tar, Di Mattia potrebbe tornare

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PESCARA. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato ieri il decreto per lo scioglimento del Consiglio comunale di Montesilvano.
In città nei giorni scorsi è arrivato il commissario prefettizio in seguito alle dimissioni di 13 consiglieri che hanno fatto cadere l' amministrazione guidata da Attilio Di Mattia.
La conferma della firma del decreto arriva dall’Ansa.
In seguito allo scioglimento del Consiglio comunale, la città potrà andare al voto alla prima tornata elettorale utile, cioè quella del 25 maggio. In tal senso si attende comunque il relativo provvedimento. Il Capo dello Stato ha firmato il decreto ieri, nell'ultimo giorno utile in vista delle prossime elezioni. Proprio per questo, ieri, c'è stato un vero e proprio balletto di voci circa l'avvenuta firma o meno del decreto da parte del presidente della Repubblica. Oggi la comunicazione ufficiale alla Prefettura ha chiarito ogni dubbio.
Ma resta ancora una incognita sulla data del voto e si tratta del ricorso al tar presentato proprio dal sindaco defenestrato, assistito dai legali Claudio e Matteo Di Tonno.
Il ricorso si focalizza sull'atto formale di dimissioni presentato dai tredici consiglieri. Alla base del reclamo presentato ci sarebbero una serie di presunte irregolarità di ordine tecnico.
Nel ricorso è stata inserita anche un'istanza risarcitoria.
L’udienza davanti ai giudici amministrativi potrebbe essere calendarizzata per il prossimo 6 marzo in alternativa ricadrebbe il 27 marzo.
In caso di sospensiva da parte del Tar verrebbe sospeso il documento che ha prodotto la caduta del sindaco. In questo caso l’amministrazione ritornerebbe al giorno prima della firma delle dimissioni di gruppo, ovvero Di Mattia in carica con tutti gli assessori. Questo almeno fino alla discussione nel merito che potrebbe arrivare nel giro di qualche mese.
Di Mattia si mostra fiducioso: «io credo fermamente nella validità di quel ricorso altrimenti non lo avrei mai presentato. Ci sono precedenti e sentenze che ci fanno ben sperare».
Intanto l’ex sindaco non vuol sentir parlare di campagna elettorale: «devo prima andare in giro per la città per compiere una vera e propria ‘operazione verità’», spiega contattato da PrimaDaNoi.it, «ho bisogno che i cittadini capiscano quello che è successo negli ultimi giorni e quello che ho fatto in questo anno e mezzo. Voglio spiegare alla gente che ci sono alcune delibere che abbiamo approvato che possono aver creato dei problemi».
Non esclude comunque l’ipotesi di una ricandidatura: «se il mio partito dimostrerà di sposare ancora il mio progetto allora sono pronto al voto». Indiscrezioni in queste ore anche su un incarico in Regione al fianco di D’Alfonso in caso di vittoria ma lui ora pensa all’operazione verità.
Intanto dal centrosinistra Marco Volpe, Nino D’Annunzio e Paolo Di Girolamo si dichiarano a disposizione del partito. Tutti e tre avevano partecipato alle primarie del centrosinistra vinte da Di Mattia.
«Non ci pare avventato», commentano oggi, «poter affermare che è mancato un pensiero forte capace di suscitare attenzioni e impegnare energie. Purtroppo l’amministrazione è rimasta imbrigliata nel quotidiano, costretta ad attardarsi per le lamentele ed i facili e continui alterchi, i quali hanno provocato un evidente impaccio rispetto ai grandi temi ed alle esigenze di rilancio della città, alle prese inoltre con frequenti e vergognosi cambi di casacca, ha vanificato la carica di entusiasmo e le attese di rinnovamento, inciampando più volte e finendo per cadere sulle mediocrità di soliti-noti e meno noti protagonisti».