IL FATTO

Ater Abruzzo, Pd contro la svendita del patrimonio immobiliare per ripianare i debiti

La manovra è stata già ribattezzata l’’ammazza edilizia popolare’

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Ater Abruzzo, Pd contro la svendita del patrimonio immobiliare per ripianare i debiti






ABRUZZO. «Dopo aver atteso invano una proposta di riforma delle Ater, adesso la maggioranza ha deciso di svendere definitivamente il patrimonio delle case popolari».
E’ questo il grido di allarme dei consiglieri regionali del Pd della II Commissione Consiliare (D’Amico, Di Pangrazio, Ruffini), secondo cui martedì in Consiglio regionale la maggioranza potrebbe forzare la mano per approvare la cosiddetta legge “Ammazza Edilizia Popolare”.
Una legge «che dimostra ancora una volta il fallimento della politica degli spot» della Giunta Chiodi, dicono i consiglieri, «fatta di annunci, di riforme promesse e mai fatte, di diminuzioni dei costi dei cda e della politica che nessuno ha visto».

Secondo il Pd sulle politiche della casa la maggioranza «ha clamorosamente fallito»: «prima ha commissariato le Ater, ha promesso una riforma organica del settore mai presentata e non ha preso in considerazione neanche la riforma del Pd. Adesso risana i bilanci delle Ater con la vendita del patrimonio
Ammazza il settore “Casa” che non avrà più un centesimo per fare nuovi alloggi e per le manutenzioni degli alloggi stessi».
«Siamo contrari su tutta la linea del provvedimento» dicono D’Amico, Di Pangrazio e Ruffini «non si vende il patrimonio delle case popolari per risanare i debiti. In questo modo la Regione non solo non realizzerà più nuovi alloggi ma addirittura li smobilita mettendo in crisi la richiesta delle famiglie bisognose. In cinque anni Chiodi non solo non è riuscito ad approvare una riforma dell’edilizia residenziale pubblica ma al contrario porta le Ater verso il fallimento dopo averle commissariate».
Tra l’altro come segnalato dal Sunia si ritiene che questa Legge possa essere in contrasto con le norme nazionali (Legge 560/1993), che hanno inderogabilmente fissato il vincolo di destinazione per i proventi derivanti dall’alienazione di alloggi popolari. «La nostra proposta è di ritirare il provvedimento e tornare a discutere della riforma organica del settore Casa, partendo proprio dal progetto di riforma sia delle Ater che dell’housing sociale che il nostro Gruppo ha presentato nel febbraio del 2012», dicono Ruffini, D’Amico e Di Pangrazio.
Il Gruppo del Pd si è detto comunque disponibile ad approvare un provvedimento “ad hoc” che garantisca gli stipendi dei dipendenti dell’Ater di Chieti, fermo restando il ritiro del provvedimento presentato dalla maggioranza.

RAPAGNA’ TERMINA SCIOPERO DELLA FAME

Intanto Pio Rapagnà interrompe lo sciopero della fame: «di fronte ad un pervicace e molto distruttivo silenzio, che non sorprende affatto, del Consiglio regionale e dei soggetti attuatori della ricostruzione post-terremoto a L'Aquila e nei Comuni del cratere».
Rapagnà aveva cominciato lo sciopero della fame l'8 febbraio scorso per chiedere al Consiglio regionale l'approvazione di due leggi urgenti una per rendere effettivo, attraverso il “riscatto graduale e sociale” degli alloggi ex-GESCAL, il diritto alla Casa anche per i lavoratori ed i pensionati; il secondo per chiedere l'inizio immediato dei lavori di “ricostruzione pesante” delle abitazioni e degli edifici residenziali classificati E e la contestuale “messa in sicurezza sismica” della maggior parte della Edilizia Residenziale Pubblica e privata realizzata, anche negli ultimi anni prima del terremoto del 6 aprile 2009, nelle zone e nei Comuni ad alto e altissimo rischio sismico e idrogeologico.