DOPO LO SGAMBETTO

Montesilvano. Caduta Di Mattia, Di Blasio: «ma quale fulmine a ciel sereno…»

Petricca: «Non ho accoltellato nessuno». Orsini: «prodotte solo baggianate»

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Montesilvano. Caduta Di Mattia, Di Blasio: «ma quale fulmine a ciel sereno…»

Paolo Di Blasio




MONTESILVANO. «Un fulmine a ciel sereno». Così il sindaco Attilio Di Mattia ha definito quello che è accaduto domenica mattina, quando 11 consiglieri di minoranza più altri 2, fino a qualche tempo fa a lui vicinissimi, hanno decretato la fine del suo mandato.
Ma quando il sindaco parla di tempesta improvvisa lo fa perché ci crede davvero?
E’ questo l’interrogativo che ormai da giorni aleggia sulla città e in verità risulta difficile pensare che il primo cittadino pensasse ancora seriamente di avere a sua disposizione una maggioranza solida. Lo ribadisce oggi, ancora una volta, Fabio Petricca, ex presidente del Consiglio comunale, ex compagno di scuola di Di Mattia (lo ha ricordato lo stesso sindaco lunedì in conferenza stampa), ex uomo di fiducia assurto alle cronache degli ultimi giorni come «il traditore che pugnala alle spalle».
Ma Petricca non ci sta è non accetta questa descrizione. «Non ho accoltellato nessuno», assicura annunciando per domani una infuocata conferenza stampa per rispondere a tutte le accuse e spiegare la sua «scelta coraggiosa».
«Avevo mostrato mille volte il mio disappunto», assicura petricca, «ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. La burrasca imperversava già da tempo e la città, insoddisfatta, sapeva…altro che poteri forti»

DI BLASIO: «GOVERNO INSODDISFACENTE»
Non crede alla teoria del fulmine a ciel sereno nemmeno Paolo Di Blasio, già Consigliere Comunale per la lista civica Arcobaleno: «possibile che il sindaco, che è quello che più di ogni altro dovrebbe registrare gli umori degli amministratori, cogliere le insoddisfazioni imputabili alle carenze della sua attività amministrativa non si sia reso conto di possibili ripensamenti da parte di coloro che sostenevano la sua già ridotta e fragile coalizione politica?»
Di Blasio si chiede poi perché nel momento in cui rappresentanti di forze politiche cambiano casacca ovvero salgono sul carro dei vincitori (circostanza questa più volte registrata nella storia politica della città) «vengono accolti, celebrati ed acclamati mentre, quando avviene il contrario, così come è accaduto in questa circostanza, si parla di incoerenza, di azioni illegali o addirittura di tradimenti».
E sui presunti interventi esterni (Masci, Sospiri, Pagano) che avrebbero interferito e contribuito a sconvolgere gli equilibri politici di Montesilvano Di Blasio chiede se non stia avvenendo la stessa cosa anche a Pescara «dove interagisce e si muove con una pressante azione quotidiana li leader del centro sinistra Luciano D’Alfonso».
Di Blasio certo non è stupito che l’amministrazione Di Mattia si sia infranta dopo un anno e 9 mesi e sostiene che l’azione amministrativa non sia stata «soddisfacente e commisurata alle aspettative della quarta città d’Abruzzo». E poi ancora «la sua amministrazione non ha provveduto ad eliminare affitti esosi ed in alcuni casi inutili (150.000 euro che vengono pagati annualmente per 7 aule di scuola materna elementare di via Verrotti; 48.000 euro annui pagati per locali, in via Calabria), si è concessa il lusso di stipulare un contratto del costo di 100.000 euro annui per un capo gabinetto, ancora 100.000 euro annui per un dirigente dell’Ufficio Urbanistica, ha lasciato all’abbandono e al degrado strutture scolastiche in via di costruzione ed indispensabili per le accresciute esigenze demografiche della città».
Di Blasio fa inoltre notare che le sue oltre 25 interrogazioni presentate «non hanno mai ricevuto risposta in Consiglio comunale».

MONTESILVANO FUTURA: «PRODOTTE SOLO BAGGIANATE»
E in queste ore parla anche Mauro Orsini che insieme a Ernesto De Vincentiis nel Movimento Montesilvano Futura ha ‘accolto’ Fabio Petricca, Carlo De Landerset, Lorenzo Silli e Debora Comardi: «loro», spiega Orsini, «non si sono riconosciute con il deludente di Mattia. In molti ci hanno spinto ad andare avanti per ostacolare l’ex maggioranza di centrosinistra che si era contraddistinta per boutade come il box del sesso, ridicoli cartelli contro il razzismo, sperpero di denaro pubblico per incarichi futili e aumento delle tasse. E’ stata un amministrazione che non si è caratterizzata per nessun atto amministrativo ma che ha prodotto solo baggianate. Nessuno in città ha pianto per la sfiducia a di Mattia se non la sua ex squadra; la gente ha piuttosto apprezzato il coraggio di coloro che si sono dimessi per evitare alla città di finire nel baratro».