DOPO LO SGAMBETTO

Di Mattia furioso: «una schifezza, un golpe tra prosecco e pasticcini»

PD contro Comardi: «da Sel a Forza Italia in una notte»

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Di Mattia furioso: «una schifezza, un golpe tra prosecco e pasticcini»

Attilio Di Mattia




MONTESILVANO. «Una schifezza, un golpe, un accoltellamento alle spalle, un tradimento tra un prosecco e un pasticcino».
Così questa mattina un adirato -e ormai ex sindaco- ha cercato di ricostruire quello che è avvenuto domenica mattina, quando 13 consiglieri comunali hanno dato le dimissioni e hanno fatto cadere il suo governo.
Nella sala del Consiglio insieme ad Attilio Di Mattia anche la sua maggioranza che ormai non ha più i numeri e che ha dovuto accettare la nomina di un commissario prefettizio, nomina arrivata proprio poco dopo la conferenza stampa del primo cittadino.
Il prefetto di Pescara ha infatti avviato la procedura per lo scioglimento dell’organo consiliare, disponendo al contempo, la sospensione dello stesso. L’Ente è stato dunque affidato al vice prefetto Maria Pia De Rosa.

I NOMI DEI TRADITORI
Di Mattia probabilmente non ha ancora metabolizzato quello che gli è accaduto e stamattina non ha nascosto il proprio stupore. Ha lasciato da parte i toni diplomatici che lo hanno contraddistinto in questo anno e 9 mesi e, con voce tremante di rabbia, ha fatto nomi e cognomi dei «traditori» che –pare di capire- difficilmente perdonerà.
Così si è scagliato contro Deborah Comardi, consigliera in quota Sel vicina nei mesi scorsi anche a diventare assessore, definita «una con un padre ingombrante», (l’architetto Aurelio Colangelo), «che ha partecipato al golpe targato Forza Italia».
Dito puntato anche contro il presidente del consiglio Fabio Petricca: «lui era la seconda carica istituzionale», ha detto Di Mattia ancora incredulo, «lui mi era molto vicino, tra l'altro è stato mio compagno di scuola, ma non ha mai dato un contributo».
Secondo l’ex sindaco Comardi e Petricca sarebbero stati «due soggetti politici che sono venuti con noi solo perche' volevano entrare in Consiglio».
«Sono stato tradito e sono state tradite la citta' e la comunita' di Montesilvano», ha detto ancora. «Il tradimento e' stato confezionato da soggetti della politica regionale e provinciale che non hanno mai fatto niente per Montesilvano, ed e' stato consumato da un notaio, di domenica e per interessi che non hanno niente a che fare con Montesilvano».
Per Di Mattia la tassa di soggiorno, questione che avrebbe portato alla rottura, sarebbe solo una scusa presa al balzo: «chi lo dice mente sapendo di mentire, visto che la tassa di soggiorno era prevista nelle mie linee programmatiche».
Così ha continuato parlando di «cospirazioni fatte sull'amministrazione e sul progetto che la stessa stava portando avanti e che cozzava con interessi particolari, ad esempio sull'urbanistica, sui rifiuti, sul distretto sanitario, e poi assicurazioni, personale».
Lui è certo di aver «lavorato per il bene comune e di aver toccato interessi particolari. Dobbiamo essere sereni e compatti, per il bene della coalizione e di Montesilvano». Del suo futuro non ha voluto parlare «oggi non è importante il futuro di Di Mattia, ma della città e il centrodestra non ha un candidato».

UN RICORSO?
Poi il colpo di scena. La ex maggioranza starebbe pensando ad un ricorso. «Lo stiamo valutando», ha ammesso il sindaco. «Ho dato mandato ai miei avvocati di approfondire la questione e dalle prime informazioni sembrano esserci delle cose da chiarire. L'atto delle dimissioni potrebbe presentare dei vizi di forma; potrebbe essere nullo o venire sospeso. I legali stanno studiando e, in base a ciò che verrà riscontrato, saremo pronti a fare ricorso».
«La coalizione stava lavorando molto bene - aggiunge il sindaco sfiduciato -. Ci hanno fermato come una bomba a orologeria»

«DOVEVA TACERE»
«Avremmo auspicato, da parte dell'ex Sindaco, un silenzio laconico, conscio di aver fallito inesorabilmente e senza appello alcuno», commentano Manola Musa e Anthony Aliano, «una sorta di perdono da rivolgere ai cittadini martoriati da mesi di travagliata ed inutile amministrazione, ed invece, non curante di quanto accaduto, si è spinto a manifestare imbarazzanti quanto inquietanti retroscena sottesi alla sua abdicazione. Uno tra tutti, l'incapacità di intendere e volere, a suo dire, di alcuni dei tredici consiglieri sottoscrittori delle dimissioni, circostanza questa a fondamento di un paventato ricorso che lui stesso intenderebbe presentare. Aggiungeva, addirittura, di voler denunciare tutti quelli che avevano manifestato, nell'ultimo anno, il piacere per una sua eventuale disfatta. Dichiariamo di essere a completa disposizione per ogni valutazione di carattere psichiatrico che, però, sia rivolto altresì a se stesso e ai tanti che ancora credono al binomio Di Mattia - Cambiamento. Nel contempo, lo rassicuriamo, della nostra sana follia»

PD CONTRO COMARDI: «DA SEL A FORZA ITALIA IN UNA NOTTE»
«Il centrodestra per un mero calcolo di tattica politica fa cadere un'amministrazione comunale a meno di due anni dal suo insediamento. Questo rappresenta un danno per i cittadini, non solo per il centrosinistra». Così il segretario provinciale del Pd, Francesca Ciafardini, nel giorno della nomina del commissario prefettizio. «Un danno - spiega il segretario - perché si dovrà fare un'altra campagna elettorale e si spenderanno altre risorse; in un momento come quello attuale non è un bel messaggio. Tanti atti, inoltre, resteranno in sospeso perché il commissario si occuperà solo di ordinaria amministrazione. Il centrodestra si è assunto la responsabilità di questo. Certo - aggiunge Ciafardini -, sorprende l'atteggiamento di chi da Sel è passato a Forza Italia in una mattina. Si tratta di un atteggiamento che altro non fa se non alimentare il sentimento di antipolitica». 
Il segretario del Pd spiega che per il futuro, in vista delle elezioni, «con Di Mattia ragioneremo a mente fredda, una volta passata l'onda emotiva, e troveremo la migliore soluzione possibile per vincere. La Giunta, pulita e trasparente, stava operando bene. Lavoreremo con la coalizione, ma di certo - conclude Francesca Ciafardini - non coinvolgeremo più personalità ambigue e poco chiare». Il riferimento e al presidente del Consiglio comunale, Fabio Petricca, e alla consigliera Deborah Comardi. 
PD CONTRO COMARDI: «DA SEL A FORZA ITALIA IN UNA NOTTE»

«Il centrodestra per un mero calcolo di tattica politica fa cadere un'amministrazione comunale a meno di due anni dal suo insediamento. Questo rappresenta un danno per i cittadini, non solo per il centrosinistra». Così il segretario provinciale del Pd, Francesca Ciafardini, nel giorno della nomina del commissario prefettizio. «Un danno - spiega il segretario - perché si dovrà fare un'altra campagna elettorale e si spenderanno altre risorse; in un momento come quello attuale non è un bel messaggio. Tanti atti, inoltre, resteranno in sospeso perché il commissario si occuperà solo di ordinaria amministrazione. Il centrodestra si è assunto la responsabilità di questo. Certo - aggiunge Ciafardini -, sorprende l'atteggiamento di chi da Sel è passato a Forza Italia in una mattina. Si tratta di un atteggiamento che altro non fa se non alimentare il sentimento di antipolitica». Il segretario del Pd spiega che per il futuro, in vista delle elezioni, «con Di Mattia ragioneremo a mente fredda, una volta passata l'onda emotiva, e troveremo la migliore soluzione possibile per vincere. La Giunta, pulita e trasparente, stava operando bene. Lavoreremo con la coalizione, ma di certo - conclude Francesca Ciafardini - non coinvolgeremo più personalità ambigue e poco chiare». Il riferimento e al presidente del Consiglio comunale, Fabio Petricca, e alla consigliera Deborah Comardi. 

DE MARTINIS: «LA TASSA DI SOGGIORNO NON E’ UNA SCUSA»

«Di Mattia vada a fare un giro in città, parlasse con i cittadini, forse allora capirebbe cosa ci ha spinto alle dimissioni e quale stato d’animo ha mosso il suo compagno di scuola Fabio Petricca», commenta il consigliere comunale di Forza Italia, Ottavio De Martinis. «Forse riuscirebbe a provare quel senso di vergogna che invade chi mente sapendo di mentire e soprattutto sapendo di avere lui lavorato per pochi e non per la collettività. Fortuna ha voluto che la follia lo ha spinto in varie occasioni a confrontarsi con coloro che sarebbero stati i destinatari delle sue nefaste scelte. Chiedessero i montesilvanesi agli albergatori quanto Di Mattia e i suoi degni compagni di viaggio fossero sensibili agli appelli della cittadinanza». 

«La tassa di soggiorno, caro ex sindaco», continua De Martinis, «non è una scusa, come tu vuoi lasciar credere. Sarebbe stato il tuo colpo di grazia inferto ad una città che tu non hai mai dimostrato di amare, una città dalla quale non hai avuto problemi ad allontanarti durante il tuo mandato, una città che non merita più di soffrire, una città che non ha bisogno di aiuti provenienti da società estere ma di qualcuno che coscienziosamente e sinceramente la riporti ai fasti di un tempo»