VERSO IL VOTO

Elezioni Abruzzo: ambientalisti stilano nove priorità da perseguire

L’appello ai candidati: «serve un cambio di passo radicale»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1454

LUCIANO DI TIZIO

LUCIANO DI TIZIO




PESCARA. Partecipazione e trasparenza, consumo del territorio, tutela dell'ambiente e del paesaggio, bonifiche e rifiuti, gestione pubblica dell'acqua.
E poi ancora parchi e riserve naturali, salute pubblica, grandi opere, energia e no alla petrolizzazione, considerazione del valore montagna.
Sono le nove priorità contenute in un documento elaborato da movimenti e associazioni ambientaliste in vista delle prossime elezioni regionali. Nello specifico, gli ambientalisti hanno costituito un coordinamento, formato da 39 associazioni, «per concordare una strategia operativa comune» e chiedere a coloro che saranno eletti «un cambio di passo deciso rispetto a una governance regionale da troppi anni al centro dell'attenzione in Italia e all'estero soprattutto per malagestione, scandali, arresti e condanne».
Per Luciano Di Tizio, presidente del Wwf Abruzzo, le priorità elencate dalle associazioni «devono essere dei punti irrinunciabili per chiunque sarà eletto. Lo slogan Abruzzo regione verde d'Europa non deve essere solo uno slogan da rivendere all'estero, ma una strategia politica precisa».
Tra i punti evidenziati la necessità di sottrarre gli enti di verifica, ad esempio l'Arta, dal controllo dei politici; la questione della gestione del servizio idrico integrato; il piano marittimo regionale.
«E’ necessaria una svolta epocale che rimetta l’uomo e l’ambiente al centro dell’attenzione», insiste il coordinamento, «perché questa appare oggi l’unica strada percorribile se davvero si vuole migliorare la qualità della vita dei cittadini, creare posti di lavoro ecocompatibili, restituire agli abruzzesi e in particolare ai giovani concrete speranze per il futuro».
«Avvertiamo sin d’ora», continuano i promotori del documento, «che coloro che saranno eletti che le associazioni e i movimenti incalzeranno i futuri consiglieri e denunceranno all’opinione pubblica e ove necessario anche alla giustizia le eventuali inadempienze e i ritardi, perché solo cambiando passo e strategie gli abruzzesi potranno riconquistare un futuro dignitoso».
Gli ambientalisti sottolineano che gli ultimi governi regionali «sono stati e sono inadempienti su diversi obblighi di legge, ad esempio sulla qualità delle acque fluviali. Appare evidente che su questi temi chiunque sarà eletto dovrà impegnarsi».