IL NUOVO SINDACO?

Comunali Pescara: tutti alla ricerca di un leader che non c’è

Partiti in difficoltà, primarie sì, primarie no?

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Comunali Pescara: tutti alla ricerca di un leader che non c’è

Federica Chiavaroli




PESCARA. Rischia di essere contagiosa per Pescara la sfiducia al sindaco di Montesilvano, visto che si parla con insistenza di una raccolta firme segreta – ma non tanto - per “dimettere” d’ufficio il sindaco in carica.
Ma forse Luigi Albore Mascia è più tranquillo di Attilio Di Mattia perché si fa forte con la debolezza dei suoi potenziali avversari, sia dall’interno del centrodestra che dall’opposizione.
Il fatto è che Guerino Testa, il suo possibile candidato concorrente interno, sostenuto dal Nuovo centro democratico, lega la sua nomination alle primarie che non sono proprio nella tradizione dell’ex Pdl e che quindi sarà difficile organizzare. In verità Federica Chiavaroli, dal Senato, le chiede a gran voce come responsabile del Ncd: in questo modo vuole infatti legittimare questa candidatura e nello stesso tempo mettere alla prova sia l’unità del centrodestra sia la tenuta dei consensi di Mascia.
In realtà il vero motivo politico che giustifica le primarie, sia a destra che a sinistra, lo ha indicato proprio la stessa Chiavaroli quando ha detto che «è necessario un passo avanti, rispetto alle candidature imposte da Roma o da qualche ras locale ex Pdl: o il candidato sindaco ce lo scegliamo noi o i cittadini se lo sceglieranno da soli».
Una posizione che a ben vedere serve quasi ad esorcizzare il clima di antipolitica che viene alimentato dalle scelte autoritarie esterne. Il che è poi lo stesso problema che oggi il centrodestra deve affrontare per le elezioni a governatore della Regione. Sulla possibile ricandidatura di Gianni Chiodi, che ostenta sicurezza per la riconferma, ma che in realtà sta chiedendo garanzie per una candidatura blindata alle europee, dirà una parola abbastanza definitiva l’incontro previsto a Roma per oggi pomeriggio alle 16,30 con Altero Matteoli, l’ex ministro di Berlusconi, delegato ad affrontare il nodo delle candidature di Forza Italia. Con lui debbono trattare sia Chiodi che Nazario Pagano, come coordinatore regionale, che pubblicamente sostiene il governatore uscente forse solo per la difficoltà a trovare un candidato alternativo.
Ma questo non è il discorso politico che servirebbe a rinforzare l’immagine del centrodestra, messo all’angolo da vicende giudiziarie che non sembrano finite e che rischiano di indebolire per la trattativa anche Pagano, dopo aver danneggiato non poco Chiodi. E non è escluso che a salvare il centrodestra alla Regione sia proprio un candidato Ncd, nonostante le intempestive e inopportune accuse di Berlusconi sul ruolo di Alfano come appoggio del centrosinistra.

IL CENTROSINISTRA
Tra le fila del centrosinistra non va meglio. Qui si annunciano con enfasi le primarie per la Regione ed i tre candidati finora in corsa (D’Alfonso, Mascitelli, Caramanico), ma si tace abbastanza sul futuro primo cittadino di Pescara che è il vero problema aperto del Pd. Non c’è ancora un candidato forte ed i nomi finora usciti non ricalcano l’identikit oggi richiesto per fare il primo cittadino e soprattutto non rappresentano l’unità del partito, che è il vero problema del Pd, spaccato tra dalfonsiani e no.
Moreno Di Pietrantonio, per esperienza e “anzianità” di servizio è il più accreditato come candidato, ma non avrebbe dalla sua parte Luciano D’Alfonso. Secondo altri, l’unica ad avere il pedigree giusto per la carica di sindaco dovrebbe essere l’onorevole Vittoria D’Incecco. Anche lei però non avrebbe l’appoggio sicuro dei dalfonsiani, i quali da parte loro non tirano fuori nessun nome per Pescara per non perdere il sostegno degli altri potenziali candidati chiamati a sostenere Luciano D’Alfonso alla Regione. E così le elezioni primarie di Pescara potranno sancire solo la vittoria di chi ha più simpatie nell’apparato partitico che sul territorio senza però essere un leader riconosciuto, anzi accentuando di più le divisioni interne.
Il che forse espone la coalizione di centrosinistra – molto larga, come si è visto alla presentazione delle primarie regionali – alla necessità di trovare un candidato esterno al Pd, che possa togliere le castagne dal fuoco al partito e nello stesso tempo dare ai “cespugli” minori la sensazione di non essere solo ruote di scorta. Il che potrebbe avere buone ricadute sul consenso dei cittadini ai quali verrebbe indicato come un candidato delle larghe intese. Nel toto nomi che si fa in questi giorni spunta infatti quello di Daniele Toto, non tanto perché è il più facile da indicare nel “toto” nomi, quanto perché a Pescara è accreditato di un consenso elettorale a due cifre per l’appoggio di alcuni grandi elettori che potrebbero fare la differenza rispetto al centrodestra. Come sempre, dovrà essere il Pd a digerire questa candidatura, ma in tempi in cui la rapidità delle scelte politiche è un valore aggiunto (vedi Renzi) i dubbi amletici della vecchia nomenclatura Pd rischiano solo di far perdere consensi.

Sebastiano Calella