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Di Mattia: «pugnalato alle spalle perché ho provato a cambiare la città»

Il sindaco non perdona «il tradimento» di Comardi e Petricca

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Attilio Di Mattia

Attilio Di Mattia




MONTESILVANO. «Oggi pago un prezzo alto per aver tentato di difendere gli interessi dei montesilvanesi».
E’ quanto dichiara il sindaco di Montesilvano, Attilio Di Mattia, a 24 ore dalle dimissioni di 13 consiglieri che hanno di fatto decretato la fine della sua maggioranza che non ha più i numeri (12 contro 13).
Il primo cittadino nella giornata di ieri ha rifiutato di rilasciare qualsiasi dichiarazione, oggi si toglie i primi sassolini dalle scarpe ma continuerà a farlo anche domani nel corso di una conferenza stampa già convocata in Comune alle 11. «Voglio parlare con la città e con i cittadini», dice. A loro vuole spiegare le motivazioni che avrebbero portato alla sua caduta che sostiene sia strettamente legata al tentativo di aver tentato di cambiare la città.
Come? «Intanto con l’aver revocato una gara di appalto da 30 milioni di euro, già aggiudicata, tra l’altro, per evitare di salassare i miei concittadini con la tassa sui rifiuti. Conoscete un altro sindaco che abbia fatto lo stesso? Non credo».
Il riferimento è alla revoca dell’appalto alla Rieco che tante polemiche aveva scatenato. E Di Mattia insiste: «ho tentato di andare a rompere l’attuale sistema monopolistico di smaltimento dei rifiuti con il progetto di Arrow Bio che avrebbe creato concorrenza. Conoscete qualche altro sindaco che si è posto il problema della mancanza di concorrenza in tema di smaltimento rifiuti?»

URBANISTICA: «I POTERI FORTI FUORI DAL COMUNE»
«Poi», va avanti, «con l’aver chiuso le porte dell’urbanistica a speculazioni edilizie di cui questa città è stata vittima per anni. Ma non solo, anche per aver attuato una politica di spending review senza guardare in faccia a nessuno con la volontà di arrivare a votare il bilancio ad aprile con la rivisitazione di tutte le vecchie convenzioni dell’urbanistica approvate negli ultimi dieci anni. Anche qui, senza guardare in faccia a nessuno. Io sono stato scansato da tutti i poteri forti che, invece, prima di me in questa città ci sguazzavano. Il futuro che hanno in mente i cosiddetti cospiratori, che come carbonari si sono riuniti per sfiduciarmi, qual è? Quello di ricominciare con gli appalti di prima? Quello di riportare gli interessi urbanistici di prima? Quello di gestire le spese e la macchina amministrativa come prima, lasciando un indebitamento che stiamo pagando e che continueranno a pagare anche i nostri figli? Quello di tornare a pensare agli interessi di pochi rispetto al bene di tutti, come prima?»
Secondo Di Mattia, insomma, «hanno fatto di tutto per impedire il cambiamento in atto».
Lui non nasconde la «profonda delusione» per quelli che definisce «tradimenti» della consigliera Comardi ed in particolare del Presidente del Consiglio, Fabio Petricca. «Un amico che mi ha accoltellato alle spalle e che il futuro saprà svelare le reali motivazioni. Lo stesso che alcuni della mia famiglia hanno votato e fatto votare oggi mi sfiducia. Basta questo per capire la delusione profonda per il personaggio che si è rivelato essere».
«Io sono sereno – conclude Di Mattia - perché so di aver seguito l’interesse della città, di aver amministrato con mille difficoltà e pochissimi soldi, di aver fatto scelte impopolari ma coraggiose».

LA SOLIDARIETA’ DE LA GRANDE PESCARA
«Grande Pescara è vicina ad Attilio Di Mattia, la cui unica responsabilità è stata quella di aver tentato di trasformare Montesilvano in una città moderna, efficiente e soprattutto libera dai giochi di potere che da sempre la strangolano», commenta il portavoce Alessio Di Carlo.
«La classe politica montesilvanese non poteva restare immobile dinanzi al rischio che, con il cambiamento messo in moto da Di Mattia, sarebbero venute meno rendite di posizione, strapuntini e prebende di vario genere.  Sicuramente, da questo punto di vista, Di Mattia paga la scelta di essersi detto favorevole al progetto della Grande Pescara: una scelta coraggiosa proprio perché comporta la riduzione delle poltrone da assegnare: e il rischio di dover lasciare il posto in consiglio comunale e magari dover cominciare a lavorare era ed è troppo alto per molti dei politici, non solo montesilvanesi. Di Mattia ha manifestato coraggio, lungimiranza e senso delle istituzioni: tutte doti che i suoi omologhi sindaci di Pescara e Spoltore non hanno dimostrato di possedere».
LA SOLIDARIETA’ DE LA GRANDE PESCARA

«Grande Pescara è vicina ad Attilio Di Mattia, la cui unica responsabilità è stata quella di aver tentato di trasformare Montesilvano in una città moderna, efficiente e soprattutto libera dai giochi di potere che da sempre la strangolano», commenta il portavoce Alessio Di Carlo.«La classe politica montesilvanese non poteva restare immobile dinanzi al rischio che, con il cambiamento messo in moto da Di Mattia, sarebbero venute meno rendite di posizione, strapuntini e prebende di vario genere.  Sicuramente, da questo punto di vista, Di Mattia paga la scelta di essersi detto favorevole al progetto della Grande Pescara: una scelta coraggiosa proprio perché comporta la riduzione delle poltrone da assegnare: e il rischio di dover lasciare il posto in consiglio comunale e magari dover cominciare a lavorare era ed è troppo alto per molti dei politici, non solo montesilvanesi. Di Mattia ha manifestato coraggio, lungimiranza e senso delle istituzioni: tutte doti che i suoi omologhi sindaci di Pescara e Spoltore non hanno dimostrato di possedere».