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Cultura Vasto, spese d’oro per 350 mila euro. Il sindaco: «è solo fango»

Tra una settimana incontro pubblico per «chiarire la vicenda»

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VASTO. Un incontro pubblico «per fare chiarezza» ed arrestare «la macchina del fango» sulla Cultura.
Lo ha indetto il sindaco di Vasto per mercoledì prossimo, ore 11 a palazzo D’Avalos.
Tutto è partito da alcuni quesiti che nei giorni scorsi Davide D’Alessandro, consigliere comunale indipendente, ha lanciato al primo cittadino, in riferimento ai costi della Cultura che raggiunge i 350 mila euro all’anno.
La cifra viene definita «spropositata» anche in riferimento alle famiglie «chiamate a stringere la cinghia, a versare tasse e balzelli vari, tra Stato centrale ed Ente Locale».
«Chi ha detto che con la Cultura non si vive?», dice D’Alessandro. «A Vasto la Cultura aiuta tante persone, grazie al finanziamento pubblico, soldi dei cittadini vastesi: 160mila euro per la Scuola Civica Musicale, 120 mila per il Teatro Rossetti, 70mila per il Centro Studi Rossettiani. Per la SCM, diretta da Raffaele Bellafronte, il bilancio del 2012 è stato di 240mila euro, il contributo pubblico del Comune di Vasto, come detto, di 160 mila. 120 sono gli iscritti. Ognuno, in media, spende 600 euro, il resto lo mette il Comune: 1.400 euro a testa. Per capirci, se stasera dovesse spuntarmi una passione per il violino, o magari per la tromba, e andassi a iscrivermi alla SCM, graverei sulle spalle dei cittadini vastesi per 1.400 euro l’anno. Vi pare possibile?»

Per il direttore artistico Bellafronte e il segretario – aggiunge D’Alessandro – la Scuola spende 31.400 euro (6.000 per il segretario), ai quali vanno aggiunti 2.500 euro di contributi previdenziali per il direttore. «Bellafronte opera con lo stesso incarico, dal 2007, anche per il Rossetti, dove incassa 18.000 mila euro più altri 3.000 di contributi, per un totale di 21.000. Non finisce qui, perché per il Teatro il direttore fattura altri 25.000 euro per noleggio strumenti e attrezzature. Con bando o senza? Vi sembra normale?»
Il dirigente del settore cultura del Comune, Michele D’Annunzio, ha replicato spiegando che ogni spesa effettuata dall’Ente è fatta «nella più totale legalità, trasparenza e secondo la normativa vigente. Ogni spesa preventivata e successivamente liquidata, finalizzata esclusivamente a diffondere cultura e garantire servizi ai cittadini, è prevista nel bilancio di previsione dell’Ente e rendicontata nel bilancio consuntivo, certificati con i prescritti pareri dei revisori dei conti e visibile ai cittadini nella sezione “amministrazione trasparente” del portale comunale all’indirizzo».
Il sindaco ha deciso di chiarire la vicenda pubblicamente, da qui l’indizione dell’incontro pubblico: «la macchina del fango, che colpisce alternativamente le eccellenze, le professionalità e le competenze, di chi lavora con onestà e trasparenza al servizio del territorio, non intimidisce né intimorisce nessuno».