POLITICA

L’Aquila, Trifuoggi: «non sono il badante di Massimo Cialente»

Primo Consiglio post dimissioni, non sono mancati scontri

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L’Aquila, Trifuoggi: «non sono il badante di Massimo Cialente»

Nicola Trifuoggi




L’AQUILA. «Qualche giorno fa ho parlato con il procuratore della Repubblica, ovviamente lo conoscevo da prima, non certo per chiedere notizie su indagini in corso, ma per ribadire che l'amministrazione comunale è interessata affinché eventuali 'pecore nere' vengano stanate e poi espulse e che non intendiamo perseguire la politica della spazzatura sotto al tappeto».
Così il vice sindaco dell'Aquila, Nicola Trifuoggi, ex procuratore capo di Pescara e L'Aquila, sulle conseguenze sull'amministrazione comunale di centrosinistra della quale è entrato a far parte dal 23 gennaio scorsi, dell'inchiesta denominata "Do ut des" della procura aquilana su presunte tangenti negli appalti per la ricostruzione.
L’indagine per la prima volta ha coinvolto il Comune dell'Aquila portando alle dimissione del vice sindaco, Roberto Riga, indagato, e del sindaco, Massimo Cialente, non indagato, poi ritirate.
«Collaboreremo ogni volta che sarà possibile. Un'amministrazione che riesce a fare pulizia al proprio interno dà una dimostrazione di forza. Non è la stessa forza se quella pulizia viene fatta dall'esterno», ha spiegato il vice sindaco dell'Aquila.

SCONTRI IN AULA
La seduta si aperta con l'intervento di Cialente, la maggioranza si è stretta intorno al sindaco ribadendo la propria fiducia. Tensioni e scontri verbali, in particolare tra il consigliere comunale dell'Italia dei valori Giuliano Di Nicola, e il capogruppo della lista civica L'Aquila che vogliamo, Vincenzo Vittorini, lo stesso Cialente e il capogruppo di Appello per L'Aquila, Ettore Di Cesare, sul piano di protezione civile del Comune.
Vittorini in serata si è poi sfogato su Facebook: «questa Città non ha capito nulla o non vuole capire nulla di quanto accaduto prima di quella notte! Ed e' amministrata da chi nega l'evidenza di quanto omesso e/o commesso! Verita' e Giustizia, senza se e senza ma, a 360 gradi».

«NON SONO IL BADANTE DEL SINDACO»
«Questo è il primo Consiglio comunale al quale partecipo - ha continuato Trifuoggi parlando dei momenti di tensione - non ne avevo mai fatto uno neanche dall'altra parte della barricata. Qui si parla molto, si dicono molte cose, anche se sono abituato a cose leggermente più concrete, ma d'altra parte si tratta del gioco delle parti nell'ambito di una assise politica. Se ne dicono di tutti i colori, poi magari nella vita sono amici».
Trifuoggi ha poi chiarito: «non sono né il badante del sindaco, né della giunta, né tantomeno, come mi è stato chiesto, di tante giunte precedenti in anni prima del terremoto. Non sono qui per questo, né per fare il supervisore».
«Il sindaco mi ha dato libertà totale di movimento, d'altra parte era il presupposto della mia venuta. Ho ribadito anche alla Polizia Municipale, come assessore, che la legge è uguale per tutti, questo è il principio al quale intendo aggrapparmi per il mio lavoro - ha aggiunto l'ex pm - Questa è una fase nella quale faccio la spugna, cerco di ottenere più informazioni possibili, non va sentita una sola campana».