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Bentornato Cialente, scatenato in Consiglio ancora contro «i giornali di sinistra»

Sindaco contro Governo e Regione

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Bentornato Cialente, scatenato in Consiglio ancora contro «i giornali di sinistra»



L’AQUILA. Sono passati 28 giorni da quando L’Aquila è finita nella bufera a seguito dell’ennesimo scandalo della magistratura che ha lambito anche il Comune.
In mezzo manifestazioni di piazza, Cialente che tergiversa, che poi si dimette e che poi ritorna con al fianco l’ex procuratore capo Nicola Trifuoggi, adesso vice sindaco. «Lui ha accettato», ha detto il primo cittadino, «perché sa che non sta tra persone circondate da aloni di dubbi o altro».
Stamattina i due hanno fatto il loro ingresso in Consiglio comunale. Cialente ha ripercorso quest’ultimo mese («difficilissimo, non lo auguro a nessuno, neppure al mio peggior nemico»), ha spiegato le mosse future ma soprattutto ha mostrato di non essere ancora riuscito a digerire quello che è accaduto a gennaio. Ha ribadito che se è tornato è stato anche a causa dell’insistenza degli aquilani: «centinaia di sms, non sono uscito nemmeno a comprare le sigarette o al supermercato, proprio per non fronteggiare queste richieste pressanti».
Ha attaccato aspramente «la stampa di sinistra» (in realtà prendendosela anche quella di destra) che avrebbe disegnato una città corrotta e che avrebbe influito sulla sua decisione di lasciare: «ho pensato: i cani inseguono me e la carovana si salva». Ha fatto nomi e cognomi dei ‘nemici’ della città, ha puntato il dito contro «la signora Sabina Guzzanti che ha detto che tutti gli aquilani sono disonesti e vuole venire a fare Draquila 2». Ha accusato anche Primo Di Nicola, giornalista de L’Espresso «che ha scritto che qui c’è un magna magna», e Mariano Maugeri del Sole 24 ore «che non è mica uno stagista alle prime armi». Proprio quest’ultimo «attacco» avrebbe destabilizzato Cialente che ha spiegato: «non sono uno che crede ai complotti, ma non capisco perché. Il Sole 24 ore non è un giornale qualunque, è… anzi era una sorte di Bibbia. Come il Corriere della sera detta l’agenda politica a tutti gli altri giornali. Il Sole mi ha definito uno ‘squattrinato’, va bene… sarà anche vero, non mi vergono; meglio che essere uno di Confindustria che porta soldi all’estero…».
Cialente ha puntualizzato che sono state scritte cose non vere e si chiede come mai sia stato preso di mira anche il pm Fabio Picuti «un magistrato che si è contraddistinto in tutta Italia per il processo sulla grandi rischi, lui è il pm dei processi per i crolli e segue le indagini sulle infiltrazioni mafiose oltre che su quelle che riguardano Bertolaso».
E poi ancora critiche al Fatto quotidiano, Repubblica («ci ha messo in prima pagina quando l’eurodeputato danese attacca la città ma non scrive quando l’Unione europea ci salva»), Tg1 e Tg5».

DOBBIAMO AVERE FIDUCIA NELLA MAGISTRATURA
Cialente ha poi parlato delle intercettazioni pubblicate a dicembre da News Town che facevano parte di una inchiesta poi archiviata «sono registrazioni che rivelano aspetti umani e morali terribili. Sono registrazioni legittime e giustissime. Se diciamo che vogliamo prevenire la mafia e la delinquenza non possiamo pensare che si indaghi con la sfera di cristallo, è ovvio che c’è controllo. Sul come sono uscite c’è una indagine della procura e aspettiamo di conoscere i risvolti e sapere se ci siano state infrazione della legge da parte di un funzionario di polizia o della procura. Aspettiamo serenamente»

IN REGIONE DOPPIA MORALE
Non sono mancate critiche alla Regione Abruzzo - che secondo il sindaco sarebbe totalmente disinteressata al destino de L’Aquila («nessuna legge è stata fatta per il post sisma») - e alla Provincia («quel poco che ha fatto è sotto inchiesta con richieste di rinvio a giudizio»).
Ma accuse sono piovute anche su chi aveva suggerito le sue dimissioni dopo l’avviso di garanzia recapitato all’ex vice sindaco: «mai visto che ci si dimette così», ha detto Cialente. «Ho notato una certa elasticità morale: in Regione hanno arrestato un assessore (Venturoni, ndr) che poi si è dimesso ma lo hanno fatto capogruppo del partito (Pdl, ndr)…»

IL GOVERNO
«Ci vuole un patto tra istituzione, non è più possibile per andare per conto proprio. Il governo», ha detto ancora Cialente, «oggi non ha tutte le credenziali per poterci imporre qualcosa. Noi siamo sempre stati nei patti, abbiamo fatto anche ciò che non condividevamo, loro, invece sono venuti meno ai patti e il 14 spero di riuscire a recuperare».
In quella data è infatti in programma un incontro con il ministro Saccomanni a Roma: «dovremmo andare preparati». E sempre nella Capitale Cialente ha intenzione di tenere una conferenza stampa «per spiegare agli italiani la verità e recuperare la nostra immagine. La nazione deve sapere che la nostra ricostruzione è quella che sta costando meno e, primo caso nella storia repubblicana, ogni due mesi la ragioneria dello Stato monitorizza ogni spesa che facciamo, non ci sono precedenti di questo genere».
Tanti i punti per il futuro: «ora inizia una fase propositiva»: «servono nuove risorse perché con il miliardo e 200 mila euro che vogliono darci non finiamo nemmeno di fare quello che abbiamo in programma. Poi bisogna fare chiarezza sulla restituzione delle tasse, è impensabile che quello sia stato un aiuto di Stato. Inoltre dobbiamo risolvere il problema dell’accesso al credito e pensare al turismo e agricoltura».
«Se arrivano i soldi», ha chiuso Cialente, «la macchina gira».

Alessandra Lotti