POLITICA

D’Alfonso assolto scalda i motori: «davanti a me la rinascita totale»

«Da domani mi vedrete ovunque»

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Luciano D'Alfonso




ABRUZZO. Quello che la giustizia toglie, la giustizia dà: i magistrati inquirenti a partire dal 2008 gli hanno strappato la sua ‘bacchetta magica’ di amministratore pubblico dalle mani.  
 Adesso i magistrati giudicanti gliela stanno restituendo: seconda assoluzione in dieci mesi per l’ex sindaco di Pescara, Luciano D’Alfonso che oggi festeggia e ammette «sono contento e soddisfatto, sembra che davanti a me ci sia la rinascita totale con un recupero di energia e forza fisica. Da domani mi vedrete ovunque in regione ad ascoltare, proporre e parlare con la gente».
Gira la ruota in questo Abruzzo martoriato dagli scandali. Fino ad un anno fa il D’Alfonso politico era completamente offuscato dai guai giudiziari, oggi la rinascita proprio mentre il vertice della regione, Gianni Chiodi, quasi sempre lontano dalle inchieste, ha toccato con mano il suo primo avviso di garanzia da governatore e domani si appresta a parlare con i pm e chiarire gli aspetti controversi della Rimborsopoli abruzzese.
La lenta risalita dell’ex sindaco, che oggi aspira proprio a ‘soffiare’ il posto a Chiodi è cominciata l’11 febbraio 2013 con l’assoluzione nell’ambito del processo Housework.

 La procura ha presentato appello ma lui ha comunque segnato il primo gol, uscendo pulito da un processo pure controverso in cui è stato certificato che l’ex sindaco non prelevava mai dai suoi conti non perché attingesse da fondi neri di tangenti ma perché viveva con la pensione della zia.
Da quel momento D’Alfonso ha cominciato ad accarezzare nuovamente il suo sogno di rientrare attivamente in politica e un anno dopo gli si deve dare atto che ci aveva visto lungo. Oggi scalda i motori del tir (con palco annesso) con il quale vuole battere palmo a palmo tutta la Regione.  Il 4 aprile è arrivata l’assoluzione  anche per l’inchiesta sugli accordi di programma  e anche qui si attende il secondo grado di giudizio. A giugno la Corte d’Appello lo ha assolto per la questione del concorso di Guido Dezio dopo la condanna in primo grado (reato ipotizzato abuso patrimoniale).
Adesso la strada verso le regionali è spianata anche perché da Roma pare non ci sia alcun tipo di veto da parte del rottamatore Matteo Renzi. Problemi tutti risolti allora?
Quasi non ha trattenuto l'emozione quando gli è stata comunicata la sentenza di assoluzione con formula piena per le vicende di Ecosfera.
A marzo lo attende un altro responso giudiziario, quello sull’inchiesta Mare Monti, anche se lui ormai è proiettato unicamente verso il responso delle urne.
«Qualora dovessi vincere le elezioni», dice, «nei primi 90 giorni doteremo l'Abruzzo di una legge regionale obiettivo con tre priorità assolute: riqualificazione dei fiumi e nuova captazione dell'acqua; strumenti per una alleanza regionale con gli imprenditori; rivoluzione nei trasporti».
L'ex sindaco di Pescara scalpita e vuole tornare il prima possibile nell'agone politico e ripete che «l'Abruzzo che ho in mente deve ripartire dalla montagna, dai piccoli Comuni e dalla tutela del territorio  ma dobbiamo permettere alle imprese di lavorare e alla gente di curarsi, studiare e muoversi sul territorio. La mobilità - conclude - è una emergenza regionale».
Battere il centrodestra? «Prima di tutto bisogna battere i problemi dell'Abruzzo, e in maniera laica dico che accetterò ogni contributo, anche dal centrodestra. Per la prima volta in Abruzzo, se vincerà il centrosinistra, porteremo in campo un concetto di 'regionalismo', una attenzione alla bellezza che Dio ci ha dato in questa regione per fare questo dovremo 'facilitare' un'intera regione, rendere a imprese e persone la vita più facile. Qualora dovessi essere eletto prometto che nessuno sarà lasciato solo». 

D'Alfonso lavora da tempo alla campagna elettorale, non si contano più gli incontri tra pubblici e privati cui ha dato vita e quando gli si chiede delle strategie future risponde che «il centrosinistra sarà un'alleanza tra liste e movimenti, partiti, ma soprattutto con i territori protagonisti. Si candideranno molti amministratori locali con l'obiettivo proprio di riportare al centro dell'attenzione gli interessi locali».
«Oggi più di ieri Luciano D'Alfonso è pienamente a disposizione dell'Abruzzo», commenta anche il segretario del Pd, Silvio Paolucci, «come altri dirigenti del partito, per dare una nuova speranza a questa terra che negli anni di Chiodi è stata travolta da scandali e depressioni economiche, ed è finita alla ribalta nazionale per le note vicende etiche e morali che riguardano Chiodi e la sua destra».
Paolucci ringrazia D’Alfonso  per non aver utilizzato le piazze come tribunali né ha gridato ai complotti.
Intanto la prossima sfida si chiama primarie. In corsa con D’Alfonso per la poltrona da Governatore c’è la senatrice Stefania Pezzopane che secondo i sondaggi del partito sarebbe addirittura in vantaggio rispetto all’ex sindaco.
«Non vogliamo - ha chiarito Mascitelli (Idv)– una competizione tra apparati di partito, una prova muscolare di cui non si sente bisogno, ma uno strumento aperto e innovativo per coinvolgere a pieno quanti vorranno dare il loro aiuto per cambiare politica nella nostra regione. E’ un diritto del PD presentare i suoi candidati, ma l’Italia dei Valori chiederà agli altri partiti di fare tutti un passo indietro per sostenere insieme un candidato presidente, uomo o donna, con adeguate competenze e senza casacche o appartenenze di parte. Sarebbe questo un messaggio  forte per chiudere finalmente il capitolo della politica mestierante ed affaristica a cui il centrodestra ci ha tristemente abituato in questi anni».