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Megalò, Di Primio: «ci dicano se il centro commerciale è in sicurezza»

Per Genio Civile e Autorità di Bacino problemi per gli argini del fiume

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CHIETI. Nessun tifo per la grande distribuzioni da parte sua, assicura il primo cittadino Umberto Di Primio, che adesso però chiede di ottenere dalle autorità competenti una risposta definitiva.
Allo stato attuale, la struttura del Centro Commerciale Megalò si può ritenere in condizioni di sicurezza sia per gli addetti ai lavori che per i clienti?
La domanda viene girata al Servizio del Genio Civile Regionale, all’Autorità dei Bacini di Rilievo Regionale, al presidente della Giunta Regionale d’Abruzzo, all’assessore ai Lavori pubblici, all’assessore alla Pianificazione della Regione Abruzzo, alla direzione Lavori Pubblici, al Corpo Forestale dello Stato e al prefetto di Chieti.
Se confermata l’inadeguatezza dell’argine, il sindaco chiede che vengano indicati gli interventi ritenuti necessari a ripristinare i caratteri minimi di sicurezza dell’area.
«Non faccio il tifo per la grande distribuzione», sottolinea Di Primio, «e neppure mi iscrivo alla lista dei combattenti integralisti contro essa. Che vi sia un eccesso di presenza di grandi centri commerciali in Abruzzo ed in particolar modo nella Valpescara, ovvero nell’area tra Chieti e San Giovanni Teatino, è dato incontrovertibile che deve far riflettere tutti sul modello di sviluppo che in questi anni è stato scelto per la nostra regione, ma soprattutto impone una riflessione sulle conseguenze, positive o negative che siano, che dette scelte hanno procurato e potrebbero procurare al tessuto socioeconomico delle nostre città».
Ma il sindaco ricorda che gli insediamenti della grande distribuzione «sono possibili solo con l’accordo di più soggetti istituzionali ed Enti di vario livello. Ciò è bene ricordarlo, per quanto pleonastico, perché ritengo intollerabile il teatrino e lo scaricabarile al quale stiamo assistendo in questi giorni con riferimento alla apertura di vecchi e nuovi Centri Commerciali. Per essere più chiaro, nessun Comune avrebbe potuto rilasciare autorizzazioni in favore di grandi centri commerciali se a monte non vi fosse l’attività autorizzativa di Provincia, Regione, altri Enti ed Istituzioni».
E cosa ne sarà dei progetti futuri che dovrebbero sorgere proprio nelle vicinanze del Megalò (Sirecc Megalò 2 – Akka Megalò 3)?
Per le nuove realizzazioni il tema è quello della definizione delle procedure autorizzative, ovvero della possibilità o meno di ottenere le autorizzazioni di legge.
Stando a quanto riferiscono Genio Civile ed Autorità dei Bacini circa la qualità e consistenza dell’argine attuale, il problema è quello della sicurezza, considerato che, nell’ordinanza del Genio Civile si parla di «insufficienza dell’argine realizzato a contenere gli eventi di piena aventi Tr di 200 anni e 100 anni, nonché carenze dell’argine in relazione alla stabilità statica, sismica nonché al sifonamento».
Di Primio rimette agli organi competenti di rintracciare eventuali responsabilità circa la corretta realizzazione dell’argine «considerata la facilità con la quale nel nostro paese si tende a scaricare le colpe sull’ultimo anello della filiera istituzionale (il Comune)».