IL PUNTO SUI NUMERI

Tares Comune di Chieti: ecco l’operazione verità sui conti

Parametri al massimo, risparmi bruciati, no alle due rate

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Tares Comune di Chieti: ecco l’operazione verità sui conti

Melideo




CHIETI. Ecco i numeri che spiegano perché la Tares a Chieti – e forse anche altrove – è aumentata e rischia di aumentare ancora, con buona pace dell’assessore al Bilancio Roberto Melideo che si è limitato a dire: «tutto è in regola», un modo molto singolare per bypassare le polemiche dell’opposizione e le proteste dei cittadini. Forse sulla Tares serviva “un’operazione verità” che non c’è stata, almeno stando ai dati che PrimaDaNoi.it pubblica per chi cerca risposte ai tanti interrogativi sui soldi da pagare.

RIFIUTI IN DISCARICA: l’amministrazione Di Primio, al suo insediamento, si è trovata questa raccolta rifiuti che costava 5 mln circa. Chieti conferiva in discarica 26 mila tonnellate di rifiuti al costo di 135 euro/ton, per un totale di 3,5 mln. Nel 2013 – per merito della raccolta differenziata e cioè dei cittadini – le tonnellate conferite in discarica sono scese a 7.861 per un costo di 1 mln.

RISPARMIO NETTO: 2,5 MLN. Nello stesso periodo la differenziata (vetro, carta, plastica ecc.) è arrivata al 62%, per un totale di 20 mila tonnellate. Da questa differenziata il Comune non riceve alcun ritorno economico, salvo il contributo Conai (per imballaggi e cartone) e da parte sua versa addirittura un contributo-premio all’Ati che ha vinto l’appalto per ogni tonnellata in meno conferita in discarica. Resta comunque in cassa il risparmio da 2,5 mln per la minore immondizia conferita. Allora le bollette diminuiscono? Nient’affatto. 

ATI CHIEDE 2,5MLN. Perché la Giunta Di Primio ha accolto una richiesta dell’Ati che raccoglie i rifiuti: siccome la differenziata va “pulita” prima di essere conferita, ci servono 2,5 mln per questo lavoro non previsto. Detto e subito fatta la delibera, e così il risparmio è bello che mangiato. A dire il vero in cassa restano 109 mila, che divisi per 20 mila utenti fanno un risparmio in bolletta di 5 euro l’anno. Ma non finisce qui.

ARBITRATO DECO. Un arbitrato perso con la Deco su chi deve pagare gli oneri per la sistemazione della discarica, costa al Comune 3,5 mln, che si vanno ad aggiungere al costo della raccolta e fanno lievitare la Tares, visto che per legge il servizio deve essere interamente coperto dalle bollette.
Ora questi soldi non li ha fatti pagare l’amministrazione Ricci per 4 anni di amnesia e per 1 anno la Giunta Di Primio per la stessa amnesia. Oggi sempre aumento è, confluito sulle bollette che il prossimo anno saranno gravate da un altro arbitrato (quello sui 2,5 mln per la pulizia della differenziata) che sta per partire.
Sempre sulla Tares appena pagata, c’è la polemica sulle responsabilità del Governo. Il provvedimento contiene una tabella in cui si parla dei parametri minimi e massimi da applicare per arrivare alla tariffa da pagare.
E così alberghi, ristoranti, negozi e appartamenti vengono tassati con questi parametri, tra l’altro vecchi del 1999 e sorpassati, per cui si vede che un negozietto paga dieci volte più di una banca.
E questo si sapeva, tanto è vero che nelle riunioni della maggioranza di centrodestra che precedono i consigli comunali, qualcuno ha proposto di abbassare questi parametri e di farsi promotore attraverso l’Anci di una modifica.
Ma niente di fatto. E quando qualcuno ha proposto anche di programmare il pagamento in due rate, nemmeno questo è stato accettato: si doveva inserire in bilancio in un’unica volta tutta la cifra della riscossione, altrimenti il bilancio non si poteva chiudere.
Questo l’assessore non lo ha detto, come ha omesso di ricordare che entro giugno dovrà entrare in vigore la nuova tariffa che fa pagare i rifiuti secondo quanti se ne producono. Ci sarà una bilancia ogni condominio? Oppure si farà ad occhio? Servirebbe qualche risposta.
Oltre che un chiarimento sulla nuova Tari, che sarebbe l’Imu sulla prima casa, reintrodotta sotto mentite spoglie come “tassa sui servizi indivisibili” da pagare insieme agli eventuali inquilini. Ma Comune e Teate servizi non dispongono di questi dati disaccoppiati. Altro caos in vista?

Sebastiano Calella