L'INCHIESTA

L’Aquila, l’ex vice sindaco Riga attacca Cialente: «arrogante e saccente, dice cose non vere»

«Scarica responsabilità sugli altri senza accertarsi degli errori»

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L’Aquila, l’ex vice sindaco Riga attacca Cialente: «arrogante e saccente, dice cose non vere»




L’AQUILA. «Guardi, ho chiesto io a Riga, che è un uomo dell'Api di Rutelli, di dimettersi. Era nel mio ufficio, bianco come un cencio: "Non c'entro un c..., lo giuro sui miei figli. Non me ne vado". Gli ho dato un bicchiere d'acqua: "Devi dimetterti"»
Così nelle ultime ore il sindaco de L’Aquila, Massimo Cialente, ha ricostruito in una intervista a Repubblica le ore successive all’avviso di garanzia recapitato al numero due di Palazzo di Città, Roberto Riga che l’8 gennaio in conferenza stampa disse «me ne vado perché vorrei lasciare tranquilla l'amministrazione comunale, il sindaco e la Giunta senza avere dubbi sulla propria attività» .

Ma Riga non ha preso troppo bene questa ricostruzione né tantomeno il fatto che il quotidiano lo abbia definito «arrestato» quando in realtà è solo indagato a piede libero e che Cialente non abbia corretto il giornalista.
Inoltre contesta che «con saccenza, arroganza ed irriconoscenza» il sindaco «precisa il mio stato d’animo riferendo cose non precise e vere. La cosa che più mi addolora è quella di essere stato un collaboratore di un sindaco che ama scaricare la responsabilità sugli altri senza neanche aver accertato se essi hanno commesso errori o sbagli».
Riga racconta di essere stato convocato dal Sostituto Procuratore della Repubblica, David Mancini per un interrogatorio in qualità di persona sottoposta ad indagini e non come imputato.
«Non sono mai stato sottoposto ad alcun tipo di misura di custodia cautelare, come appunto erroneamente viene riportato più volte nell’ intervista rilasciata dal sindaco Cialente. Senza lasciarsi permeare dal “vizio” del pregiudizio e della condanna anticipata, frequente in chi usa molto il verbo “arrestare”, soltanto come esercizio semantico e lessicale , piuttosto che esercitazione di vita attiva, vi potrei comunicare alcuni passaggi dell’inchiesta in cui gli stessi personaggi chiave riferiscono di vicende nelle quali sono estraneo.
Tuttavia temo che tale opera ricostruttiva possa non interessarvi in quanto indirizzata alla sola ricerca della verità, mentre presumo sia più semplice individuare personaggi “sporchi, brutti e cattivi” sui quali concentrare tutta l’attenzione mediatica a discapito di una reale e puntuale ricostruzione dei fatti».
Riga chiede al sindaco («con la serenità e la chiarezza che mi ha sempre distinto»), di iniziare «ad assumersi le vere responsabilità di un sindaco e pensi con entusiasmo al futuro della città per garantire prospettive alle giovani generazioni e sicurezza agli anziani. Mi rallegro infine, per l’ingresso in giunta Di Trifuoggi, già procuratore della repubblica dell’Aquila».

CIALENTE: «HO CHIESTO UNA RETTIFICA»
Non Si è fatta attendere la replica di Cialente che dice di aver letto «con dispiacere » le dichiarazioni del suo vice. «Le ritengo ingiuste nei miei confronti ma le comprendo in un momento così difficile per lui, ed anche giustificate per l’errore compiuto nel montare l’articolo dal giornalista di Repubblica. Sono riuscito a raggiungere il giornalista, Corrado Zunino, solo pochi minuti fa, per chiedere come avesse potuto parlare di arresto del Vice Sindaco quando, nella lunga intervista telefonica durata oltre 40 minuti, in una prima parte avevo evidenziato la mia preoccupazione politica per una campagna di stampa pesantissima contro l’immagine della Città e del Comune dell’Aquila. Zunino si è giustificato affermando che in questi giorni sta seguendo diverse vicende, si è scusato per come ha montato l’articolo e mi ha assicurato che domattina (oggi per chi legge, ndr) uscirà una correzione».

«CHI RESTITUISCE LA DIGNITA’ AGLI AQUILANI?»

Intanto continuano ad arrivare reazioni alla decisione del sindaco di tornare in Comune. «Non è questo che si aspettavano gli Aquilani», sostiene Roberto Tinari, vice presidente del Consiglio comunale (Pdl). «Il tutore della legalità ora non basta, non può bastare e non può essere la soluzione agli innumerevoli e gravissimi episodi accaduti nella nostra città, episodi che ne hanno leso gravemente l’onorabilità e la dignità. Chi restituisce all’Aquila questa onorabilità e questa dignità? Il dottor Trifuoggi?

La nomina di quest’ultimo è solo e soltanto un tentativo maldestro, una foglia di fico per coprire quanto è accaduto, e le deleghe ne danno conferma. Non può questa nomina, condivisa ma tardiva, essere la certificazione salutare di un’amministrazione comunale inutile dannosa ed incapace».

«Il sindaco Cialente è tornato ad amministrare la città, ma la situazione resta immutata dal giorno in cui decise di rinunciare al suo ruolo», fa notare l’Assemblea cittadina. «E’ difficile nutrire anche un solo barlume di speranza che faccia intravedere soluzione a tale scenario, reso ancor più fosco dall’incombente campagna elettorale per le elezioni regionali, con il suo prevedibile balletto di posizionamenti e ri-posizionamenti. Riteniamo che affidare ad un magistrato la garanzia e la tutela della legalità, nella  funzione politica di vice sindaco, non sia un buon risultato per la Politica. Siamo convinti che sia la manifestazione più evidente della sconfitta di una politica incapace di svolgere il suo ruolo».