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Referendum Grande Pescara, nato il comitato del no

«A chi giova l’unione dei tre comuni?», domanda Gianluca Monaco

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Referendum Grande Pescara, nato il comitato del no




PESCARA. Si è ufficialmente costituito il “Comitato per il No al referendum sulla grande Pescara”.
La giunta Chiodi nei giorni scorsi ha firmato una delibera preparatoria per organizzare i vari gruppi di lavoro, resta da indire la data del voto con un decreto e poi anche l’ultimo scoglio sarà superato.
La domanda sarà una: «ritiene l’elettore che debba essere istituito il Comune Nuova Pescara, comprendente i comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore che vengono contestualmente soppressi compresa la quantificazione delle relative spese?»
I cittadini dei tre comuni avranno modo di dire la propria nel corso del referendum consultivo che si terrà in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 30 maggio, ma presumibilmente il prossimo 25 maggio quando si svolgeranno anche le regionali, le amministrative e le europee.
«Siamo profondamente convinti che l’unione di tre comuni non porterà nessun beneficio al territorio ma, anzi, ne farà aumentare esclusivamente le criticità», spiega Gianluca Monaco, segretario del comitato.
«A seguito dell’unione, cui siamo contrari e combattiamo, la fusione porterebbe ad un solo Consiglio comunale ed un solo bilancio che sarebbe il frutto non della somma matematica dei tre bilanci degli attuali comuni ma esclusivamente quello di Pescara con il risultato che la nostra città, a parità di fondi, dovrebbe farsi carico di viabilità, scuole, assistenza, sociale, manutenzione, opere, illuminazione, asili, mense, pulizia, rifiuti anche per Spoltore e Montesilvano con un carico fiscale da appioppare sulle spalle dei cittadini enorme ed insopportabile».
Secondo i promotori del referendum dall'approvazione della proposta deriverebbero maggiori entrate e risparmi in termini di minori spese complessivamente pari a circa 134 milioni di euro, nell'arco di un decennio.
«A chi giova l’operazione grande Pescara?», chiede ancora Monaco. «Ai misteriosi finanziatori che mettono a disposizione i fondi per le campagne pubblicitarie, ai finanziatori della lobby che l’ha portata avanti nelle sedi istituzionali e ai costruttori che sarebbero facilitati da un unico, grande ed omogeneo piano regolatore che si estende dal mare fino a Città Sant’Angelo, Cappelle, Pianella, Cepagatti, Francavilla. Ribadiamo il nostro no, senza se e senza ma, a questo progetto che sarebbe la rovina per la nostra città la quale deve guardare avanti in un’ottica di collaborazione e non di fusione a freddo». A breve il comitato aprirà anche una sede.