POLITICA

Di Pietro: «chiedo scusa agli abruzzesi per Antonio Razzi»

«Ho contribuito a creare politico che ora siede con Pdl»

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Di Pietro: «chiedo scusa agli abruzzesi per Antonio Razzi»

VASTO. «Chiedo scusa a tutti gli abruzzesi per Antonio Razzi, perché oggi sono rappresentati in Senato da un esponente politico che io stesso ho contribuito a creare».
Così il presidente onorario dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, a Vasto dove sabato scorso ha presenziato ad un banchetto per la raccolta di firme contro il gioco d'azzardo.
«Razzi è una mia creatura che, come già accaduto con qualcun altro, è poi degenerata, tanto che ora a Palazzo Madama siede tra i banchi con il Pdl», ha detto l’ex pm di Mani Pulite che sente la responsabilità di aver lanciato il deputato abruzzese nel firmamento delle star politiche .
Antonio Razzi, infatti, alle elezioni politiche del 2006 è stato eletto alla Camera dei deputati nella lista dell'Italia dei Valori nella Circoscrizione Estero - Europa e confermato alle elezioni politiche del 2008.

Il 16 settembre 2010 poi denunciò pubblicamente una presunta compravendita di deputati da parte dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, dichiarando che gli fu proposto il pagamento del mutuo, un posto nel governo e la rielezione sicura. Qualche tempo dopo ha smentito tutto ma intanto la magistratura ha aperto una inchiesta che starebbe comunque per archiviare.
Nel dicembre 2010, con l'avvicinarsi della votazione sulla mozione di sfiducia al Governo Berlusconi IV, Razzi ha lasciato l'Italia dei Valori ed è passato a Noi Sud. Il suo abbandono è stato fortemente criticato dal leader dell'Idv, Antonio di Pietro. Il 14 dicembre ha poi votato contro la sfiducia al Governo Berlusconi e nel 2013 è stato candidato, e poi eletto, in Abruzzo nelle fila del Pdl, tra mille polemiche.
Del suo passaggio nel centrodestra se ne sono dette tante ma lui oggi sostiene di essersi innamorato di Berlusconi per il quale sarebbe pronto anche a morire .
Oggi è impegnato a risolvere i problemi della Corea del Sud e del Nord, ama partecipare alle trasmissioni radiofoniche e puntualmente finisce sui giornali per strafalcioni o dimenticanze. Come quando non ha saputo dire il nome del ministro per l’Integrazione o perché sia stato condannato Silvio Berlusconi.