LA POLEMICA

Pezzopane: «Sterminiamo centrodestra». Magliocco: «impartisce ordini come le Ss»

Pelino: «si vergogni»

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Pezzopane: «Sterminiamo centrodestra». Magliocco: «impartisce ordini come le Ss»

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L’AQUILA. Bufera sulla senatrice del Pd Stefania Pezzopane per una frase pronunciata nei giorni scorsi durante la manifestazione a sostegno del sindaco dimissionario Massimo Cialente.
La parlamentare nel suo lungo intervento non ha nascosto i problemi con il presidente della Regione Gianni Chiodi, che giovedì scorso, dopo tanti giorni di silenzio, ha commentato le vicende inerenti l’ennesima inchiesta della magistratura che ha coinvolto anche due assessori della giunta Cialente.
«Ora è chiaro», aveva detto il governatore , «perché dovevo essere fatto fuori da Commissario alla ricostruzione. Io ero un baluardo».
«Baluardo de che?», ha chiesto in piazza la senatrice Pezzopane che ha denunciato «un continuo sciacallaggio» sulle vicende aquilane, «un gioco al massacro», «un tiro al bersaglio delle piccole e grandi lobbies».
«Con quale faccia», ha chiesto ancora l’esponente del Pd, «gli esponenti del centrodestra hanno chiesto le dimissioni di Cialente, che non è nemmeno indagato?» Pezzopane ha ricordato che Chiodi non si è mai dimesso, né ha mai minacciato di farlo «nonostante gli abbiano arrestato tre assessori. Come è possibile rendere la politica così infame, bugiarda, insolente ed offensiva?», ha chiesto.
Poi la frase che ha creato scalpore: «Ora Chiodi si è allungato anche il mandato per sei mesi. Io faccio un appello al centrosinistra: uniamoci e sterminiamoli, uniamoci e sterminiamoli, uniamoci forti e fermiamoli, abbiamo bisogno di ricostruire la città».

Alfonso Magliocco parla di dichiarazioni di «una gravità inaudita». «"Sterminiamoli tutti" gridava Himmler dal quartier generale delle SS. Stesso ordine veniva impartito da Stalin in riferimento ai dissidenti politici detenuti nei gulag sovietici. Non poteva essere da meno la senatrice Pezzopane degna erede di un "passato che non passa" in cui esistono solo nemici da "sterminare" e dove l'odio è il combustibile dell'azione politica. D'altronde ricordiamo bene quando la senatrice gioiva con un post su Facebook per una statuina lanciata in faccia a Berlusconi o quando da "boia" della giunta del regolamento del Senato ha condannato in
anticipo il nemico pubblico Numero uno».
La senatrice di Forza Italia, Paola Pelino, parla di «toni e frasi raccapriccianti» che «lasciano sbigottiti e denotano l'odio che continuano senza ragione e ciecamente a nutrire i reduci del comunismo. Inneggiare allo sterminio e' una espressione che la senatrice Pezzopane avrebbe dovuto assolutamente evitareAnche se siamo ormai abituati alle sue uscite forti mirate ad avere visibilita' sui giornali, questa volta pero' ha toccato il fondo. Si deve vergognare. Chieda scusa a noi e - conclude - a tutti gli italiani. Forse fa ancora in tempo».
«Chiedere lo sterminio dell'avversario», ha scritto il quotidiano ‘Il Giornale’, «vuol dire condannare all'isolamento proprio la città che dice di voler difendere. Chiamare alle armi una parte contro l'altra, nella situazione in cui si trova L'Aquila e l'Abruzzo, in vista delle Regionali non solo è inaccettabile ma è un atto di autolesionismo».

«Chiedere lo “sterminio” dell'avversario ci spinge inesorabilmente verso le secche dell'emergenza politica», commenta invece Roberto Tinari, vice presidente del Consiglio comunale dell’Aquila. «E' l'ora di dare un segnale di discontinuità con il passato se si vuole ristabilire la fiducia con la gente e avviare seriamente la ricostruzione di questa città che è e deve essere l'unico obbiettivo della nuova classe dirigente. Con la chiamata allo “sterminio” la senatrice Pezzopane ha svelato la sua vera identità politica e condannato L'Aquila all'isolamento più completo. La città ha bisogno di una classe dirigente ricca di valori, dotata di etica pubblica, che sappia nei momenti difficili rappresentare pienamente quelle che sono le primarie esigenze dei cittadini e lasciare da parte quelli che sono gli interessi egoistici e di parte».

«Se la Senatrice del PD, Stefania Pezzopane, è convinta che l’odio possa rappresentare l’unica arma politica per battere gli avversari, le propongo di candidarsi a Presidente della giunta regionale per la coalizione di centrosinistra e sfidare il nostro candidato Gianni Chiodi. Solo così potremmo misurare il suo vero spessore politico, e gli abruzzesi potranno valutare così il suo reale impegno e operato promossi a favore del territorio regionale», commenta il presidente regionale di Forza Italia, Nazario Pagano che  ha partecipato stamane, a Pescara, alla presentazione dell’ingresso del consigliere regionale Emilio Nasuti nel gruppo consiliare di Forza Italia. «Sono convinto – ha osservato ancora Pagano – che gli aquilani e gli abruzzesi non abbiano nulla da spartire con gli ordini della parlamentare del PD né il suo linguaggio spregevole utilizzato per colpire gli avversari. Avvalersi dell’odio, come unica arma politica, significa riesumare un modello di lotta che veniva utilizzato da Stalin nei gulag per neutralizzare i dissidenti politici e che evidentemente – conclude il Presidente di Forza Italia – è ancora molto caro alla Senatrice Pezzopane».