DIMISSIONI CONFERMATE?

L'Aquila: oggi il sit-in per far tornare Cialente

Il Pd si aspetta il bagno di folla

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Massimo Cialente

 




 


L'AQUILA. Due giornate molto importanti quella di oggi e di domani per L’Aquila.
Nel pomeriggio di venerdì (17,30 l'auditorium del Castello) tutto il Pd regionale parteciperà alla manifestazione «a sostegno di una ricostruzione chiara e trasparente», ovvero un sit in di solidarietà al sindaco dimissionario Massimo Cialente e quello che è stato fatto durante il suo mandato. Ed è chiaro che se la manifestazione di questa sera dovesse andare bene, se si presentasse un cospicuo numero di cittadini, il sindaco potrebbe anche ritirare le dimissioni, circostanza che gli viene richiesta quotidianamente da quel che resta della sua giunta. Perché alla fine è questo che i democratici si augurano: un bagno di folla che convinca Cialente a tornare sui propri passi.

«A nome mio personale e del gruppo consiliare del Pd - afferma il capogruppo Maurizio Capri - esprimo solidarietà a Cialente e lo invito a tornare indietro sulla sua decisione. È giusto che il Governo dia risposte certe all’Aquila sul cronoprogramma. Senza il miliardo all’anno la ricostruzione non potrà andare avanti, indipendentemente da Cialente. Il premier Letta prenda in carico direttamente il caso L’Aquila e affianchi Trigilia in una gestione che non si sta segnalando per efficienza, dando così un segnale forte».

Sabato sarà invece la giornata degli aquilani che chiedono un cambiamento netto con il passato a colpi di hashtag #dimettiamoli.
I movimenti promotori e aderenti alla manifestazione tornano in piazza Duomo alle ore 17, ad una settimana di distanza dal primo incontro. Annunciano un confronto «aperto a tutti coloro – singoli, gruppi, associazioni – che vogliono voltare pagina, mettendo in campo le forze migliori».
«Facciamo appello soprattutto ai giovani», dicono dal 3e32 e gli altri movimenti, «a cui l’immobilismo di questa amministrazione non ha saputo dare nessuna risposta, e a cui oggi l’opacità del suo operare sta togliendo anche la speranza».

L’Aquila appare così divisa a metà tra chi sente forte la necessità di voltare pagina e chi garantisce che tutto quello che è stato fatto fino ad ora è stato senza macchia.
«Il vero blocco alla ricostruzione è questa politica, questo sistema», insistono i promotori di #dimettiamoli. «La perdita di credibilità di questa amministrazione sta provocando un’inaccettabile delegittimazione dell’intera città. Ma è ancora più inaccettabile che i principali responsabili di questo sfascio tirino in ballo l’orgoglio di una città di cui tentano di farsi scudo. Sono loro ad aver provocato questo sfascio, sono loro a doversi mettere da parte, dando alla città l’opportunità di riscattarsi».