POLITICA

L’affondo di Magliocco (Fi): «i soldi della ricostruzione per pagare marchette e consulenze inutili»

«Gruppi di studio inutili che non sappiamo cosa producono»

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Alfonso Magliocco

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L’AQUILA. Alfonso Maglio (Forza Italia) contro gli ultimi provvedimenti del ministro Carlo Trigilia e scatta la sensazione che la ricostruzione post sisma sia diventata una sorta di bancomat al quale attingere a piene mani in ogni occasione utile.
«Trigilia ha voluto fare un regalo ad alcuni illustri docenti universitari», contesta Magliocco, «istituendo il 23 dicembre scorso una commissione di saggi con “funzioni di studio in materie di politiche di sviluppo territoriale nel cratere abruzzese” al modico prezzo di 35.000€ cadauno a valere sulle risorse della ricostruzione».
Questo è almeno il terzo gruppo di “saggi”, “luminari” e “illuminati” che si sono succeduti negli ultimi 4 anni «e che non si sa bene cosa abbiano prodotto, se mai hanno prodotto qualcosa», protesta l’esponente di Fi. «L’unica cosa certa è che hanno guadagnato bei soldini sottraendoli alla ricostruzione. Comunque se anche ipotizzassimo che si siano guadagnati la “pagnotta” non si capisce perché nominarne altri per fare cose già fatte, a meno che lo scopo non sia quello di pagare “marchette”».
E il giudizio di Magliocco è durissimo: «le Università dopo aver arraffato a man bassa quattrini per la redazione dei piani di ricostruzione ad affidamento diretto ovvero senza bando, cosa peraltro condannata dalla giustizia europea, vengono incaricate di rioccuparsi della pianificazione territoriale del cratere, come se i piani di ricostruzione milionari già da loro redatti non avessero tenuto conto della pianificazione urbanistica, economica e sociale dei Comuni che le hanno incaricate. Si replicano spese per fare le stesse cose e sempre con gli stessi attori, le Università».

Magliocco ricorda che è la Regione Abruzzo che ha istituzionalmente il compito della pianificazione urbanistica e territoriale ed è già dotata di strumenti di pianificazione: «è incomprensibile la replica di studi e consulenze già pagate e disponibili».
Per l’esponente provinciale di Forza Italia questa sarebbe «l’ennesima dimostrazione che il terremoto dell’Aquila è considerato a tutti gli effetti un bancomat in questo caso per pagare “marchette” e “consulenze” inutili, in altri per aggirare le norme restrittive della “spending review” (vedi assunzioni ministeriali) ma comunque sempre in danno all’Aquila e agli Aquilani. E per di più premiando un sistema, quello universitario, che negli ultimi anni ha dimostrato tutta la sua inefficienza, “vischiosità” e rapacità economica. Dopo gli innumerevoli scandali, infatti, che negli ultimi anni hanno travolto l’Università italiana con parentopoli, compravendita di esami e lauree e che hanno avuto l’unico risultato di depauperare l’intero sistema sia dal punto di vista economico che da quello della formazione, ormai scaduta ai livelli africani, i “Baroni”, spolpato il proprio orticello, si stanno attrezzando a fare il salto di qualità per riconquistare quello che un tempo passato era loro per diritto di nascita…..la Baronia con annessi territori e vassalli».

Magliocco chiede al nuovo rettore dell’Aquila : «dimostri di essere realmente nuovo e di voler contribuire a combattere i mali dell’Università italiana e soprattutto di voler segnare discontinuità con la gestione precedente, salita agli onori della cronaca per la sua opacità e cominci a collaborare con i territori e le istituzioni presenti e non in danno ad essi o scavalcandoli. La Inverardi potrebbe cominciare, ad esempio, ritirando la propria disponibilità da tale gruppo, inutile e costoso, laddove fosse vero come è vero che gli studi e gli strumenti già esistono e magari potrebbe costituirsi come parte civile nel processo “affittopoli”. Sarebbe un bel segnale per la città e il cratere».