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Tangenti L’Aquila, Pd pronto a riportare 'a casa' Cialente

Il sindaco dimissionario tornerà sui propri passi?

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Tangenti L’Aquila, Pd pronto a riportare 'a casa' Cialente




L’AQUILA. Le dimissioni sono state firmate, Massimo Cialente è tornato al suo lavoro di medico, la città si sta preparando psicologicamente all’arrivo del commissario ma la partita non è ancora chiusa.
Proprio così: il sindaco dimissionario potrebbe tornare nuovamente sui propri passi. Per adesso non parla pubblicamente di questa possibilità ma chi gli sta vicino conferma che l’ipotesi non è peregrina. Lo ha già fatto in passato e non è escluso che la scena si ripeta.
Cialente non digerisce il fatto di aver dovuto lasciare pur non essendo indagato ma tra venerdì e sabato la pressione (quella dei media, dice lui) è stata così forte che si è visto costretto alla resa. Aveva promesso di eclissarsi ma parla tutti i giorni con tv e giornali ripetendo come un mantra i colpi mortali inferti alla città dal ministro Trigilia (definito «uno sciacallo» dalla senatrice Stefania Pezzopane), della paura per il futuro della città e della speranza che la Procura chiuda sucito le indagini e faccia chiarezza.
Il Partito Democratico fa quadrato intorno all’ex sindaco, gli chiede di ritirare le dimissioni e per venerdì ha organizzato una manifestazione al Parco del Catello (pre 17,30) per dimostrare che la città «è con Massimo». E quella potrebbe essere veramente la partita vincente di Cialente se la piazza dovesse essere gremita di aquilani che gli chiedono di restare. E a quel punto sarà ‘costretto’ a tornere indietro «perché lo chiede la gente, la città». 

«Il gesto dignitoso e responsabile di Massimo Cialente, che ha deciso di dimettersi per il bene dell'Aquila, è un'occasione che la nostra città non può lasciarsi scappare», commenta invece Guido Quintino Liris (Fi): «l'amministrazione comunale ha l'opportunità di ricostruire una propria credibilità e un proprio potere contrattuale rispetto al Governo Nazionale e alle altre Istituzioni».
Intanto ieri una delegazione del Partito democratico abruzzese è stata ricevuta ieri dal componente della segreteria nazionale e delegato agli enti locali, Stefano Bonaccini, al quale è stato chiesto un maggiore impegno per la ricostruzione post-sisma. «Pur riconoscendo l'impegno del governo per la nostra città - si legge in una nota - si è chiarito che non si ritiene sufficiente lo stanziamento di risorse programmato finora e si è posta la richiesta di un flusso continuo che valga anche per i prossimi anni, pari a un miliardo di euro ogni anno». Si è chiesto inoltre «che si faccia in modo che le deleghe per la ricostruzione vengano trasferite direttamente in capo alla presidenza del Consiglio: questo sarebbe da traino per un salto di qualità nell'attenzione e nella considerazione dell'esecutivo per L'Aquila», scrivono i democrat.
Chiesta, infine, una battaglia campale del governo di Enrico Letta durante il semestre italiano di presidenza dell'Unione europea per abbattere il muro del rapporto al 3% tra deficit e Pil, passo indispensabile per poter indebitare lo Stato per ricostruire. «Una grande questione non solo aquilana ma di tutta l'Europa, e per questo va posta durante il semestre italiano di presidenza in maniera organica, non come una cortesia per noi», ha sottolineato l'ex parlamentare Giovanni Lolli che secondo alcuni sarebbe il nuovo candidato sindaco in caso di elezioni anticipate.