LA PROTESTA

Tocco da Casauria: «manca l’acqua e il Comune lascia nel caos le scuole»

La denuncia dell’opposizione

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Tocco da Casauria: «manca l’acqua e il Comune lascia nel caos le scuole»




TOCCO DA CASAURIA. Paese senza acqua dalla mattinata fino alle ore 14 di ieri per una riparazione di routine della condotta idrica.
Il blocco dell’erogazione dell’acqua, annunciato dall’ACA il 10 gennaio (con tre giorni di anticipo), ha però creato disagi in paese così come denuncia la minoranza.
«Dopo il primo scarico di acqua dai serbatoi delle toilette, infatti, gli studenti di materne, elementari e medie non hanno potuto più utilizzare i servizi igienici che, ben presto, sono diventati vere e proprie cloache», denunciano i consiglieri Vittorio Tarquinio e Riziero Zaccagnini, «se per la mensa scolastica la buona volontà degli operatori della cucina è riuscita a tamponare, permettendo comunque agli alunni di pranzare, per i bagni non c’è stato nulla da fare, e molti ragazzi, nell’impossibilità di recarsi alla toilette, hanno mandato a richiamare i genitori. Alcuni sono rientrati nelle classi, dopo una piccola  gita nel bagno di casa, altri sono rimasti in famiglia. Per i più piccini, invece, solo la grande pazienza di insegnanti e assistenti ha permesso di superare una situazione imbarazzante e scandalosa.
In tutto ciò dell’Amministrazione Comunale neppure l’ombra».
Sembra che alla segreteria scolastica non sia giunta nessuna comunicazione, e il Sindaco e il suo delegato non avrebbero provveduto ad emanare una ordinanza di chiusura delle scuole.

« A emergenza esplosa», spiegano ancora i consiglieri, «hanno lasciato insegnanti e genitori a discutere con i dipendenti comunali: della giunta e del sindaco in Comune non c’era traccia, tanto che gli stessi genitori hanno iniziato a contattare i consiglieri di opposizione in cerca di una soluzione ormai impossibile.
Il colmo poi si è raggiunto quando un genitore ha provato a telefonare al sindaco utilizzando il cellulare che lui stesso volle acquistare (a spese del Comune, ovvio) motivando la spesa con l’esigenza di essere sempre reperibile: numero fatto e cellulare spento».
«Questo è ciò che può accadere quando boriosa presunzione e disinvolta indifferenza si concentrano nella figura di un amministratore pubblico», denuncia l’opposizione, «il danno al cittadino è sempre in agguato. Non si tratta della vicenda in sé, pur grave, ma della manifesta inadeguatezza e superficialità di un’amministrazione fuori luogo, i cui interessi evidentemente esulano dalle esigenze quotidiane dei compaesani. Dopo l’ennesima figura pessima nella gestione delle politiche scolastiche, il delegato Di Giulio, e l’intera giunta,  farebbero bene a farsi da parte. Quanto al Sindaco, farebbe bene a concentrarsi di più sui problemi concreti dei cittadini che dovrebbe amministrare, invece di “lavorare nell’ombra” – come disse lui stesso in campagna elettorale – in cerca di una collocazione politica alla corte di qualche personaggio di maggior spessore».