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Montesilvano, approvato il piano spiaggia

Di Sante: «senza Vas addio vista mare»

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spiaggia montesilvano

MONTESILVANO. Grande soddisfazione espressa dall’Assessore al Demanio, Adriano Chiulli, dopo il voto all’unanimità del Consiglio comunale sul nuovo Piano Spiaggia di Montesilvano.  
Il provvedimento   il cui iter è iniziato nel 2009, non si era mai concluso a causa di lungaggini burocratiche.  
Il provvedimento è arrivato sui banchi del Consiglio comunale, incassando voto favorevole di tutta l’Assisse. «E’ uno dei primi impegni che questa amministrazione ha assunto nel corso dei numerosi tavoli tecnici con gli operatori del settore – ha commentato l’assessore Chiulli - che hanno da subito messo in luce la problematica, chiedendoci una rapida soluzione. Possiamo dire con orgoglio di aver rispettato l’ impegno e di aver fatto seguire alle parole i fatti». La variante al piano spiaggia comunale, prevede principalmente modifiche normative «che permettono di razionalizzare, attraverso adeguamenti dell’esistente, l’organizzazione dei servizi offerti», spiega l’assessore.
Si introduce la possibilità,  di installare impianti fotovoltaici, pannelli solari e altri dispositivi rivolti alla produzione di energia alternativa  sulle coperture dei fabbricati costituenti lo stabilimento balneare. Si amplia la possibilità di dotazione di strutture e servizi rivolti all’abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre agli spogliatoi e i bagni, ci sarà la possibilità di calate a mare e l’apposizione di tende e piattaforme; potranno essere previste non più di 3 postazioni “effettivamente riservate” per portatori di handicap oltre le misure massime previste dalle presenti norme, ed in rapporto alla superficie di spiaggia a disposizione. 
Nelle spiagge libere si provvederà alla creazione dei passaggi carrozzabili di larghezza 2 metri con strutture lignee ancorate e saranno effettivamente  riservati 2 posti per portatori di handicap ogni 30 posti ombra, su apposita piattaforma lignea,  tali strutture saranno rimosse a fine stagione. 
Inoltre, l’amministrazione comunale si farà carico in almeno 4 spiagge libere di inserire un bagno per disabili. Le postazioni e i servizi dovranno essere ben segnalati; in corrispondenza di queste zone sulla Via A.Moro, dovranno essere riservati parcheggi per disabili in quantità pari ai posti di ombreggio per gli stessi. Si amplia la possibilità di realizzare bagni riservati ai bambini. Inoltre, verificando preliminarmente il parere dell’UTC e della Guardia Costiera, viene individuata  un’area per alaggio imbarcazioni a remi o a pedali di massimo 10 ml nell’area riservata a spiaggia libera tra gli stabilimenti “La Saturnia” e  “Il Brigantino nei limiti di disponibilità di spiaggia libera eccedenti la quota del 20%. Tra le novità figura anche la possibilità di realizzare un porticciolo, previa approvazione di ulteriori studi, in aree con particolare suscettività turistico-urbanistica e di  riprendere la tradizione che vuole la presenza dei trabocchi lungo l’asta terminale del fiume Saline. Tali installazioni saranno oggetto di apposito regolamento, da approvarsi in Consiglio Comunale, che stabilirà modalità di assegnazione di tali strutture, le quali potranno prevedere superfici massime di 40 metri quadrati. Per la loro  realizzazione sarà possibile esclusivamente adoperare strutture in legno e riproporre le modalità costruttive tramandate dalla tradizione dei trabocchi.
MONTESILVANO. Grande soddisfazione espressa dall’Assessore al Demanio, Adriano Chiulli, dopo il voto all’unanimità del Consiglio comunale sul nuovo Piano Spiaggia di Montesilvano.  Il provvedimento   il cui iter è iniziato nel 2009, non si era mai concluso a causa di lungaggini burocratiche.  Il provvedimento è arrivato sui banchi del Consiglio comunale, incassando voto favorevole di tutta l’Assisse. «E’ uno dei primi impegni che questa amministrazione ha assunto nel corso dei numerosi tavoli tecnici con gli operatori del settore – ha commentato l’assessore Chiulli - che hanno da subito messo in luce la problematica, chiedendoci una rapida soluzione. Possiamo dire con orgoglio di aver rispettato l’ impegno e di aver fatto seguire alle parole i fatti». La variante al piano spiaggia comunale, prevede principalmente modifiche normative «che permettono di razionalizzare, attraverso adeguamenti dell’esistente, l’organizzazione dei servizi offerti», spiega l’assessore.Si introduce la possibilità,  di installare impianti fotovoltaici, pannelli solari e altri dispositivi rivolti alla produzione di energia alternativa  sulle coperture dei fabbricati costituenti lo stabilimento balneare. Si amplia la possibilità di dotazione di strutture e servizi rivolti all’abbattimento delle barriere architettoniche. Oltre agli spogliatoi e i bagni, ci sarà la possibilità di calate a mare e l’apposizione di tende e piattaforme; potranno essere previste non più di 3 postazioni “effettivamente riservate” per portatori di handicap oltre le misure massime previste dalle presenti norme, ed in rapporto alla superficie di spiaggia a disposizione. Nelle spiagge libere si provvederà alla creazione dei passaggi carrozzabili di larghezza 2 metri con strutture lignee ancorate e saranno effettivamente  riservati 2 posti per portatori di handicap ogni 30 posti ombra, su apposita piattaforma lignea,  tali strutture saranno rimosse a fine stagione. Inoltre, l’amministrazione comunale si farà carico in almeno 4 spiagge libere di inserire un bagno per disabili. 

Le postazioni e i servizi dovranno essere ben segnalati; in corrispondenza di queste zone sulla Via A.Moro, dovranno essere riservati parcheggi per disabili in quantità pari ai posti di ombreggio per gli stessi. Si amplia la possibilità di realizzare bagni riservati ai bambini. Inoltre, verificando preliminarmente il parere dell’UTC e della Guardia Costiera, viene individuata  un’area per alaggio imbarcazioni a remi o a pedali di massimo 10 ml nell’area riservata a spiaggia libera tra gli stabilimenti “La Saturnia” e  “Il Brigantino nei limiti di disponibilità di spiaggia libera eccedenti la quota del 20%. Tra le novità figura anche la possibilità di realizzare un porticciolo, previa approvazione di ulteriori studi, in aree con particolare suscettività turistico-urbanistica e di  riprendere la tradizione che vuole la presenza dei trabocchi lungo l’asta terminale del fiume Saline. Tali installazioni saranno oggetto di apposito regolamento, da approvarsi in Consiglio Comunale, che stabilirà modalità di assegnazione di tali strutture, le quali potranno prevedere superfici massime di 40 metri quadrati. Per la loro  realizzazione sarà possibile esclusivamente adoperare strutture in legno e riproporre le modalità costruttive tramandate dalla tradizione dei trabocchi.

«La Giunta Di Mattia», denuncia Corrado Di Sante dei Verdi- Rifondazione Comunista, «nonostante la nota n.19529 del 22 marzo 2012 con la quale la Regione Abruzzo chiedeva di procedere con la Vas sul Piano Demaniale Marittimo Comunale, ha ritenuto comunque di non procedere alla Valutazione Ambientale Strategica».
Infatti il Piano adottato con la delibera di Consiglio comunale n.66 del 17 giugno 2005, non è stato mai sottoposto a Vas. «È ridicolo», attacca ancora Di Sante, «che, un’amministrazione che si riempie la bocca di sostenibilità ambientale e sociale, rinunci alla Vas semplicemente perché l’obbligo è posteriore all’adozione del Piano demaniale Marittimo del 2005, dimenticando che questa variante è stata adottata successiva alla normativa che rende obbligatoria la Vas e quindi ora che vi era l’occasione e l’obbligo di farla , non la si fa. Senza contare che la Giunta Regionale porterà presto in consiglio un nuovo Piano Demaniale e quindi il consiglio comunale di Montesilvano dovrà riadottare e modificare nuovamente il proprio piano».
Ma Di Sante contesta anche il fatto che il modello di riviera e turismo balneare è quello auspicato dal consigliere di maggioranza Pietro Gabriele (Udc), durante il consiglio comunale, che vorrebbe a Montesilvano tanti Cafè Les Paillotes, come in Piazza Le Laudi a Pescara, «i cui titolari», sottolinea l’esponente di Rc, «sono stati condannati in via definitiva a demolire parti consistenti dello stabilimento per abusi edilizi, grazie alle denunce di Rifondazione, WWF e Mare Libero. Il mare non è più una risorsa naturale, un bene comune con valore intrinseco (da godere e da sfruttare economicamente in maniera sostenibile) ma una mera scenografia che fa da sfondo ad attività commerciali di tutti i tipi».