POLITICA E INCHIESTE

Intercettazioni Liri, Cialente: «stop alla macchina del fango»

«Se qualcuno è a conoscenza di reati denunci»

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6 aprile 2013: fiaccolata in ricordo delle vittime del terremoto




L’AQUILA. Al termine della seduta consiliare il sindaco Massimo Cialente ha rilasciato delle dichiarazioni spontanee all'assemblea in merito alla pubblicazione di intercettazioni dei giorni scorsi sul sito di News Town che vedono coinvolti un ex assessore Liri e il dipendente comunale Carlo Bolino.
I due nei giorni scorsi hanno già annunciato querele e si sono scagliati contro il quotidiano che ha rivendicato però la correttezza del proprio lavoro, sottolineando che le intercettazioni non sono state in alcun modo manipolate, così come pure qualcuno aveva detto.
«La nostra condotta è stata specchiata ed esemplare. - ha dichiarato il sindaco Cialente - Gli organismi e gli istituti competenti hanno scandagliato ogni nostra azione, passato sotto la lente di ingrandimento ogni singolo atto e non è emerso nulla. La verità è che, a seguito del sisma, ci siamo assunti, per senso di dovere verso la città, tutte la responsabilità di atti e di acquisizione di competenze rispetto a materie delle quali la Protezione civile non si è voluta occupare. Materie fondamentali come quella della messa in sicurezza degli edifici, i cosiddetti puntellamenti, e quella dello smaltimento delle macerie. Abbiamo lavorato per produrre atti efficaci e trasparenti».
Cialente è tornato a parlare, così come aveva già fatto in passato di «macchina del fango» che lede «la rispettabilità e getta ombre sull'operato di un'amministrazione che ha lavorato in condizioni di grave difficoltà e che ha dovuto scegliere tra un vile immobilismo e una coraggiosa assunzione di responsabilità. Ripeto. Dai controlli, continui, fitti e ripetuti, non è emerso un atto. Se qualcuno ritiene di essere a conoscenza di circostanze diverse abbia il coraggio di denunciare. Finora, però, non mi risulta che sia stato fatto. E allora - ha concluso Cialente- io a questo gioco al massacro non ci sto e non mi presto, soprattutto per difendere la mia Giunta ed i nostri dipendenti».

«Pubblicare le intercettazioni», hanno scritto nei giorni scorsi i giornalisti di News Town dopo le polemiche e le minacce di querele, «era un obbligo deontologico: come potevamo non denunciare le parole di un geometra del Comune che parla apertamente di affidamenti di lavori per 8milioni di euro e che invita un assessore a non dire al sindaco che i lavori di un cantiere erano passati da 30mila a 55mila euro perché, altrimenti, si sarebbe arrabbiato? Sono parole pronunciate da Bolino, non da noi. Sono parole registrate, agli atti. Non abbiamo fatto alcuna illazione, abbiamo riportato dei fatti. Le accuse, pesanti, di un geometra del Comune. Abbiamo pubblicato, al contrario, telefonate o intercettazioni ambientali che non avevano alcuna necessità di essere contestualizzate».