IL CASO

Chieti, Giustizia sociale contro l’auto-contributo del sindaco

«Inconcepibile in questo momento di crisi»

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Di Primio




CHIETI. «Se non ci sono soldi per le esigenze di primaria importanza, come fanno a venire fuori dal cilindro gli euro necessari per iniziative che interessano il primo cittadino?»
E’ questa la domanda che il segretario provinciale del partito Giustizia Sociale, Angelo Pasquantonio, e la responsabile giovanile Serena Tacconelli girano al sindaco dopo la notizia data da Giampiero Riccardo di 1.000 euro di contributo che il Comune ha girato ad una iniziativa alla quale partecipa… lo stesso sindaco Di Primio.
Oltre al contributo economico l’amministrazione ha deliberato la concessione del Patrocinio e l'uso del logo comunale per il corso di formazione politica, promosso dall'Insegnamento di Sociologia Politica dell'Università D'Annunzio che vede la partecipazione in tutte le sue sessioni didattiche dell'avvocato Di Primio.
Inoltre Giustizia Sociale accusa il sindaco di aver copiato la scuola politica già ideata dal loro partito con il corso di base per futuri politici e amministratori pubblici: «ha cercato di clonare il nostro corso di formazione politica», attaccano Pasquantonio e Tacconelli, «che tanto successo ha avuto nelle due edizioni, e non gli bastava neanche aver presentato in pompa magna la propria scuola di politica, provando ad esaltarla in maniera illusoria come una grande novità nel panorama politico cittadino: dagli organi di stampa si è addirittura appreso che il primo cittadino si sarebbe auto-deliberato la concessione del Patrocinio, l'uso del logo comunale ed un sostanzioso contributo di ben 1.000 euro dall’asfittico bilancio 2013».
Il presunto plagio, secondo Giustizia Sociale sarebbe da attribuire al «più bieco opportunismo politico finalizzato ad oscurare almeno in parte la meritoria opera di Giustizia Sociale portata al servizio della cittadinanza», e «all’ansia di arginare l’immagine politica sempre più in ascesa di Bruno Di Paolo, ritenendolo forse il più pericoloso antagonista per la futura corsa alla carica di sindaco di Chieti».
Ma la cosa che non può essere giustificata, sottolineano ancora i due, è l’auto contributo comunale: «considerato il grave momento economico che attanaglia la città con sempre più numerose domande di aiuto che quotidianamente arrivano dagli indigenti in grave difficoltà. Sono tante, tantissime e spesso pressanti le richieste che arrivano dai più vari strati sociali e dalle diverse istituzioni locali, soprattutto scolastiche, che non trovano risposte per la solita stucchevole frase che ormai è diventata un ritornello per questa Amministrazione: “non si può intervenire perché non ci sono soldi nelle casse comunali»