POLITICA

Pienone per D’Alfonso al convegno su politica e magistratura

L’ex sindaco: «la politica è arredamento se non produce utilità»

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Pienone per D’Alfonso al convegno su politica e magistratura




PESCARA. Pubblico delle grandi occasioni ieri al Circus per Luciano D’Alfonso durante l’incontro ‘I Limiti dell'Azione Politica, la decisione politica tra esigenza di giustezza normativa e necessità di giustizia sociale’.
Un convegno su politica e magistratura che ha visto tra i partecipanti l’ex procuratore della Repubblica oggi in pensione Nicola Trifuoggi che nei giorni scorsi ha ammesso di aver ricevuto varie proposte per candidarsi alle prossime elezioni regionali. Lui starebbe valutando la scelta da operare. Trifuoggi che nel 2008 controfirmò la richiesta di arresto per l’ex sindaco di Pescara nell’ambito dell’inchiesta Housework (assolto in primo grado) alle prossime elezioni potrebbe scendere in campo proprio con l’ex amministratore pescarese. Il corteggiamento, infatti, c’è stato anche da parte di D’Alfonso.
All’incontro di ieri c’erano anche il questore di Milano, Luigi Savina, il vicario generale della Curia diocesana di Pescara, Vincenzo Amadio, il sindaco di Verona, Flavio Tosi e il presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia. A moderare gli interventi il rettore dell'Università di Teramo, Luciano D'Amico, e il direttore del Centro, Mauro Tedeschini.
«Se la politica non produce convenienza pubblica o utilità è un elemento di arredamento che non genera affatto partecipazione, ma il contrario. Ci vuole il coraggio di usare il potere, soprattutto quando sai che una decisione, se presa, genera diritti ed opportunità», ha detto D’Alfonso, candidato in pectore alle prossime regionali.
In platea c'erano rappresentanti del mondo economico ed associazionistico ed esponenti politici di ogni colore. Sottolineando che la società «è piena di casualità a tutti i livelli, anche nella classe dirigente» e che la stessa classe dirigente «deve avere motivazione», D'Alfonso ha parlato della Pescara di oggi e di quella di ieri, quando lui era il primo cittadino: dal porto, «su cui io avrei fatto il possibile per mantenerlo senza pagare 13 milioni di euro per ciò che vale tre milioni», allo stadio, la cui gara d'appalto «fu bandita senza che ci fosse la copertura finanziaria, sapendo che però sarebbe arrivata; se avessi aspettato - ha detto l'ex sindaco - saremmo arrivati ai Giochi del Mediterraneo senza stadio».
Ricordando la figura di Remo Gaspari e gli insediamenti industriali arrivati grazie a lui nella Marsica, D'Alfonso si è soffermato anche sulle opportunità dell'Abruzzo, sulla burocrazia e sul ruolo della classe dirigente, sottolineando come, di fronte all'opportunità di nuovi insediamenti, non sia possibile «dire subito di si scrivendo due righe».