IL CASO

Concorsone, Liris contro le richieste di mobilità: «ricostruzione prima di tutto»

Ancora polemiche dopo le richieste di alcuni neo assunti

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Concorsone, Liris contro le richieste di mobilità: «ricostruzione prima di tutto»

L'assessore Liris





L'AQUILA. «È necessario subito un incontro inter-istituzionale per prendere un'unica forte decisione sul tema dei dipendenti pubblici vincitori del Concorsone».
Ne è convinto l’assessore provinciale alla Ricostruzione, Guido Quintino Liris, dopo la diffusione della notizia che alcuni dei vincitori, a soli 7 mesi dall’insediamento negli uffici del cratere, avrebbero intenzione di chiedere la mobilità e lasciare l’Abruzzo.
L’assessore al personale, Betty Leone, ha già chiarito che questa ipotesi non può essere presa in considerazione perché richieste di trasferimento non possono essere avanzate prima di 5 anni. Ma i dipendenti sarebbero pronti a rivolgersi anche al Ministero per chiedere di ridurre questo tempo, con buona pace della ricostruzione aquilana che in questo modo, inevitabilmente, si bloccherebbe.
«Va assolutamente evitato», insiste Liris, «che ci siano impoverimenti degli attuali assetti organizzativi e amministrativi nei Comuni e nella Provincia, negli uffici della Ricostruzione della Città dell'Aquila come in quelli del Cratere, che non ci siano disservizi all'interno dell'attuale assetto operativo delle Aree Omogenee come all'interno dei rispettivi Comuni che le compongono. Non è possibile far finta di niente: le avvisaglie su domande di mobilità o trasferimento ci sono da tempo, e non affrontarle è un modo per nascondere la testa sotto la sabbia».
Liris ritiene sia opportuno convocare i rappresentanti del Ministero, degli Uffici della Ricostruzione dell'Aquila e del Cratere, i sindaci del Cratere (o in alternativa i rappresentanti delle Aree Omogenee): «è quello che farò. Il mio obiettivo, l'obiettivo di chi amministra la cosa pubblica oggi a L'Aquila è la Ricostruzione: rischiare di perdere risorse umane ed economiche, che molto probabilmente non potranno essere rimpiazzate, significa ostacolare e ritardare il processo di Ricostruzione. È necessaria una presa di posizione comune di tutto il territorio, anche a costo di essere duri e impopolari: il Ministero della Coesione Territoriale con le sue emanazioni tecniche sul Territorio deve rassicurare una popolazione che non ha certo bisogno di ulteriori segnali negativi o di indebolimento».