IL CASO

Intercettazioni Lisi, Cialente: «sono rimasto molto male»

Blundo: «come si possono chiedere adesso altre risorse per la città?»

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Massimo Cialente

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L’AQUILA. «Anch'io dalla lettura delle parole di Lisi sono rimasto molto male, colpito ed amareggiato, come sono amareggiato nel vedere quotidianamente tutti quelli che del terremoto stanno facendo occasione per arricchimento o peggio speculazione su altri aquilani».
E’ questo il commento del sindaco Massimo Cialente alla pubblicazione delle intercettazioni che coinvolgono il suo ex assessore ai Lavori pubblici, in una fase delicatissima della ricostruzione post sisma. Le conversazioni sono finite in un fascicolo della procura aquilana, poi archiviato e mai arrivato in dibattimento.
Cialente commenta la vicenda su Facebook dopo l’insistenza di alcuni ‘amici’ che gli chiedono di esprimere un parere. Solo qualche ora prima la senatrice del Movimento 5 Stelle, Enza Blundo, aveva denunciato il silenzio assordante del primo cittadino che, come visto, si dice amareggiato, ma punta l’accento sul fatto che non ci siano risvolti penali.
«Risulta che Lisi, nella sua attività di assessore, abbia compiuto atti men che meno regolari?», domanda Cialente sui social network, ricordando che l’ex componente della sua giunta si era dimesso alla fine per una comunicazione giudiziaria dalla quale è stato poi prosciolto
«Mi risulta, sindaco, che era in apertissimo conflitto di interessi. O sbaglio? Mi risulta che è stato cinque anni in quel posto strategico e importantissimo», gli fa notare una commentatrice.

E il sindaco replica: «non penserai che, all'indomani del sisma, non abbia affrontato questo discorso con Ermanno. Lui era assessore ai lavori pubblici. Mi disse, che sebbene in modo ridotto rispetto alle sue potenzialità, avrebbe lavorato anche lui, come tutti, nella ricostruzione, da libero professionista. Ma le due cose erano antitetiche. Lui non aveva niente a che fare con i lavori pubblici. Sai perché scelsi Ermanno come assessore ai lavori pubblici? L'Aquila veniva da strani percorsi. Avevo bisogno di una persona capace di capire trabocchetti e giochi, entro e fuori il palazzo. Non è un traffichino, è una persona esperta. E mi serviva questo. Sino ad ora credo che non vi sia un solo appalto o lavoro pubblico del Comune discusso».
Poi qualche minuto dopo il sindaco chiude la conversazione: «la calunnia è un venticello. Sinora non sono emersi fatti poco trasparenti. Anzi. Una città di sepolcri imbiancati».
Anche se le intercettazioni sono state archiviate, fa notare la senatrice Blundo, «testimoniano un sistema di gestione della ricostruzione totalmente privo di moralità, etica e rispetto per l'interesse generale. In una città che aspetta ormai da anni di essere ricostruita - continua la cittadina - non si può tollerare che gli amministratori pubblici del Comune esultino della possibilità di far lievitare i costi della ricostruzione o che paventino l'opportunità di rallentare le pratiche dei cittadini sol perché si sono affidati a imprese non considerate amiche. Tutto ciò è scandaloso e sta giustamente indignando i cittadini aquilani che, in queste ore, testimoniano e condividono tutta la loro amarezza sui social networks. Come si possono chiedere maggiori fondi per la ricostruzione davanti alla squallida realtà che sta emergendo?»