IL FATTO

Impianti fotovoltaici Pizzoferrato: «funzionano e hanno portato già 35 mila euro nelle casse del Comune»

Ragnelli: «messe in giro voci non vere»

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PIZZOFERRATO




PIZZOFERRATO. I due impianti della potenza uninominale di circa 1 MW denominati "Vigne e Turchi" sono ben funzionanti è gia hanno prodotto alle casse comunali la prima somma di 35.000 euro dei 76.000.00 previsti al netto dell'imposta IVA ed IMU.
Lo assicura il capogruppo di minoranza Tony Ragnelli già vice sindaco della scorsa amministrazione guidata dal sindaco Nicola Tarantini che replica così alle «voci ricorrenti in paese» che sarebbero state messe in giro da «squallidi personaggi».
I dati Ragnelli li ha ricevuti nel corso del Consiglio comunale del 30 novembre scorso dal personale Dirigente del Comune e trascritti sul capitolo previsto del bilancio comunale.
L'introito per l'Ente Comune, spiega, è di circa 100.000 euro annui per i venticinque previsti come vita lavorativa. Al Comune di Pizzoferrato entreranno circa 2.500.000 di euro.
«Questi sono i fatti il resto sono, ribadisco, soltanto chiacchiere, come si suol dire, da cantina». La realizzazione degli Impianti aveva diviso la cittadinanza nei pro e contro circa la scelta del sito e la loro destinazione alla collocazione dei pannelli fotovoltaici. Le diverse vedute avevano innescato, tra l'altro, delle denunce per diffamazione poi cadute nel vuoto.
Sul progetto eolico del Monte Castiglione il capogruppo di minoranza rivendica la paternità dell'opera «che ha già prodotto alle casse comunali altri 50.000euro per sola indagine anemologica da parte del soggetto proponente la SIER di Rimini. La sua realizzazione consistente nella messa in funzione di 2 pale porterà ulteriori fondi alle casse comunali per circa 60.000euro annui che moltiplicati per i 25 anni della durata del conto energia sommeranno a 1.500.000 euro».
Secondo Ragnelli il Comune potrebbe fare anche dell’altro per valorizzare il territorio: «la mia proposta è che si presenti una rivendicazione all'Ente Parco Majella circa il mancato introito dal blocco relativo ai tagli legittimati sia dai principi normativi delle leggi forestali e dal Piano di Utilizzo "Agrosilvopastorale" che risulta strumento esecutivo che di fatti consente di avere la disponibilità di ben 25 sezioni di taglio. L'ulteriore proposta circa la messa a regime del materiale legnoso ritraibile consentirebbe di attivare un impianto di cogenerazione (Energia-calore) che produrrebbe un servizio a costi sostenibili per la cittadinanza sul loro utilizzo ed una ulteriore entrata per le casse comunali di circa 100.000 euro a cui ammonta il mancato utilizzo delle relative superfici. Questo ritengo è l'unica strada per poter contribuire con proposte e progetti allo stimolo dell'attività amministrativa che questo gruppo consiliare non si vuole limitare seppur fondamentale potere di controllo della stessa attività amministrativa».